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Salute & Benessere. Carenza di sonno nei bambini: un problema serio

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I bambini talvolta faticano ad alzarsi al mattino per andare a scuola, spesso a causa di insonnia e in generale di disturbi del sonno che possono derivare da una scorretta impostazione dei ritmi sonno-veglia e da un utilizzo smodato della tecnologia 

Ciò è ancor più vero dopo le vacanze natalizie quando i pargoli erano autorizzati ad andare a letto più tardi visto che non era necessario svegliarsi presto al mattino. E ora rientrare tra i banchi di scuola è molto difficile.

In generale la carenza di sonno ha delle conseguenze piuttosto serie non solo sul rendimento scolastico ma anche sulla salute dei bambini.

Secondo la National Sleep Foundation i bambini nella fascia d’età tra i 6 e i 13 anni dovrebbero dormire fra le 9 e le 10 ore a notte, ma secondo i dati della Società italiana di pediatria preventiva e sociale il 35-40% dei bambini in età scolare non dorme abbastanza, restando al di sotto di tali valori.

Questi dati sono confermati anche da uno studio epidemiologico fatto dall’Associazione Scientifica Italiana per la Ricerca e l’Educazione nella Medicina del Sonno secondo la quale il 47% dei bambini di terza elementare dorme meno del necessario, il 32% non vuole andare a dormire la sera e il 10% ha problemi ad addormentarsi (spesso a causa dell’uso fino a tarda sera dei dispositivi elettronici).

Dormire poco e male significa, ovviamente, avere più sonno al mattino, avere difficoltà ad alzarsi, essere meno attenti in classe ed avere un rendimento intellettivo evidentemente deficitario.

Ma a lungo andare la carenza di sonno ha conseguenze piuttosto serie sulla salute dei bambini, che vanno al di là del problema contingente. Perché il sonno è così importante?

Le ultime scoperte della neuroscienza mostrano che nel sonno c’è molto di più del semplice riposo.

Ad esempio, gli scienziati hanno sottolineato che dormire è fondamentale per lo sviluppo delle funzioni del cervello, come la capacità di incamerare nuove informazioni e ricordi a lungo termine ed anche per “resettare” le informazioni acquisite, liberandosi di quelle inutili. Questo processo di pulizia richiede molte energie e per questo il cervello ha bisogno di “aspettare” fino all’ora della buonanotte per eliminare le sue “scorie”.

Un’altra ricerca recente conferma che un riposo notturno senza interruzioni è di grandissima importanza anche per la crescita fisica dei bambini perché l’ormone della crescita, necessario allo sviluppo dei tessuti e dei muscoli, viene rilasciato soprattutto da mezzanotte alle 6 del mattino, quindi è importante che i bambini dormano profondamente e che non si sveglino per alcune ore.

Il mancato riposo causa anche problemi comportamentali ed emotivi. In particolare può ridurre la capacità di attenzione dei bambini e anche portare a disturbi analoghi a quelli riscontrati per il disturbo da deficit di attenzione e iperattività, che può essere erroneamente diagnosticato solo perché non dormono abbastanza.

Uno studio condotto su quasi 2.500 giovanissimi, dai 6 ai 15 anni, ha confermato che i ragazzi con problemi di sonno hanno maggiori possibilità di essere iperattivi, impulsivi ed aggressivi, comportamenti che si manifestano anche nell’ADHD. Ciò perché, al contrario degli adulti, che quando sono stanchi e assonati diventano più “lenti” e apatici, i bambini tendono a diventare iperattivi ed irascibili cercando, in questo modo, di compensare la loro spossatezza.

La mancanza di sonno contribuisce anche allo sviluppo di obesità e diabete: il sonno regola il sistema neuroendocrino e la glicolisi (il metabolismo del glucosio) quindi, quando i più giovani non dormono a sufficienza, questi processi vitali possono alterarsi.

La mancanza di sonno, infine, può ridurre l’efficienza del sistema immunitario, esponendo i bambini ad un maggiore rischio di malattia.

 

Salute & Benessere è una rubrica medica a cura del dott. Accursio Miraglia.


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Accursio Miraglia

Pubblicato da Accursio Miraglia

Accursio Miraglia, nato a Sciacca il 27-12-68 Nel 1994 Laurea con Lode in Medicina e Chirurgia, Università Cattolica del Sacro Cuore (Roma – Policlinico Gemelli) Nel 1998 Specializzazione con Lode in Medicina Fisica e Riabilitativa (Fisiatria), Università di Tor Vergata (Roma) Dal 1998 al 2006 partecipa a numerosi corsi di aggiornamento organizzati dall’Accademi Italiana di Medicina Manuale Dal 1998 al 1999 Assistente medico, responsabile area riabilitativa Casa di cura "Villa Fulvia", Roma Dal 1999 ad oggi Direttore Sanitario del Centro di Educazione Psicomotoria s.r.l, centro di fisioterapia accreditato presso il SSN Dal 2009 è consulente tecnico d'ufficio presso il Tribunale di Sciacca e gli uffici del Giudice di pace di Sciacca, Menfi e Ribera. Dall’anno accademico 2014-2015, professore a contratto presso la Scuola di Specializzazione in Medicina Fisica e Riabilitativa dell’Università di Roma “Tor Vergata”. Dal 2015 ricopre il ruolo di docente presso il “Corso-Teorico pratico di Medicina Manuale” organizzato dalla SIMFER (Società Italiana di medicina Fisica e Riabilitativa) con la collaborazione Società Italiana di Medicina Vertebrale (MEDVERT) e le Università “la Sapienza” e Tor Vergata” di Roma.