Salute & Benessere. Caldo: per bambini e adolescenti è allarme idratazione

Salute & Benessere. Caldo: per bambini e adolescenti è allarme idratazione

Secondo un recente studio condotto su 305 soggetti di età compresa tra i 6 e i 16 anni il 61% dei bambini/ragazzi non beve abbastanza

Si tratta di un dato allarmante che sottolinea come, ancora oggi, i più piccoli non vengano educati ad una corretta idratazione.

L’acqua ha un ruolo fondamentale per il benessere e lo sviluppo psico-fisico dell’organismo, che talvolta i genitori sottovalutano, e ciò è ancora più vedo nei mesi caldi e in tutte quelle occasioni (ad esempio pratica di attività sportive) che favoriscono la disidratazione.

In età infantile seguire una corretta idratazione può essere difficile: nei bambini infatti lo stimolo della sete è meno sviluppato rispetto agli adulti e anche quando viene avvertito non garantisce l’assunzione della giusta quantità di acqua.

Come fare allora a garantire una corretta idratazione ai più piccoli?

Può sembrare banale ma occorre innanzitutto assicurarsi di avere sempre a disposizione una bottiglietta di acqua. È un gesto apparentemente scontato ma che ci consente di poter offrire costantemente acqua al bambino (anche durante i viaggi in macchina o in spiaggia);

È sempre utile associare il gesto del bere a precisi momenti della giornata, ad esempio all’inizio o al termine di attività ludiche, durante i pasti principali e le merende o prima di andare a dormire. Un modo semplice per assicurarsi che ogni giorno il bambino assuma una certa quantità di acqua e che lo abitua a ricordarsi che bere è importante per stare bene. Di grande importanza è tenere dell’acqua a portata di mano anche di notte.

Per la conservazione dell’acqua, che andrebbe acquistata nelle bottiglie di vetro, è fondamentale utilizzare contenitori adeguati, possibilmente in acciaio inox.

Mal di testa e senso di stanchezza sono alcuni sintomi che i bambini potrebbero manifestare quando bevono troppo poco. I bambini disidratati soffrono anche molto più per la tosse: il 90% di essi accusa questo sintomo contro il 52% dei bimbi normoidratati.

Per preservare il benessere psico-fisico dei più piccoli, i pediatri suggeriscono, come per gli adulti, di bere almeno 8 bicchieri d’acqua al giorno (bambino di 7-10 anni), con riferimento a un bicchiere “a loro misura” (150 ml). Si tratta di una indicazione generale perché la quantità di acqua che occorre ad ogni bambino/ragazzo deve essere calcolata tenendo presenti diversi fattori, come la temperatura e il tasso di umidità ambientale, l’età, le condizioni di salute e il tipo di attività fisica svolta.

Anche una corretta alimentazione può contribuire ad idratare adeguatamente l’organismo, grazie all’assunzione quotidiana di almeno 5 porzioni di frutta e verdura di stagione.

 

Salute & Benessere. Rubrica fissa su temi di interesse medico a cura del Dott. Accursio Miraglia

 

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Pubblicato da Accursio Miraglia

Accursio Miraglia, nato a Sciacca il 27-12-68 Nel 1994 Laurea con Lode in Medicina e Chirurgia, Università Cattolica del Sacro Cuore (Roma – Policlinico Gemelli) Nel 1998 Specializzazione con Lode in Medicina Fisica e Riabilitativa (Fisiatria), Università di Tor Vergata (Roma) Dal 1998 al 2006 partecipa a numerosi corsi di aggiornamento organizzati dall’Accademi Italiana di Medicina Manuale Dal 1998 al 1999 Assistente medico, responsabile area riabilitativa Casa di cura "Villa Fulvia", Roma Dal 1999 ad oggi Direttore Sanitario del Centro di Educazione Psicomotoria s.r.l, centro di fisioterapia accreditato presso il SSN Dal 2009 è consulente tecnico d'ufficio presso il Tribunale di Sciacca e gli uffici del Giudice di pace di Sciacca, Menfi e Ribera. Dall’anno accademico 2014-2015, professore a contratto presso la Scuola di Specializzazione in Medicina Fisica e Riabilitativa dell’Università di Roma “Tor Vergata”. Dal 2015 ricopre il ruolo di docente presso il “Corso-Teorico pratico di Medicina Manuale” organizzato dalla SIMFER (Società Italiana di medicina Fisica e Riabilitativa) con la collaborazione Società Italiana di Medicina Vertebrale (MEDVERT) e le Università “la Sapienza” e Tor Vergata” di Roma.