Salute & Benessere. Arriva l’inverno e il raffreddore: un vaccino potrebbe proteggerci

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Il raffreddore comune è la malattia umana più frequente, tanto che i National Institutes of Health statunitensi stimano che ogni anno circa un miliardo di persone se ne ammali

I bambini e i genitori, oltre al personale scolastico, presentano un rischio di infezione più elevato, probabilmente a causa dell’elevata densità di popolazione delle scuole e della facilità di trasmissione tra membri della stessa famiglia.

Il raffreddore colpisce gli adulti in media 2-4 volte l’anno e i ragazzi in età scolare fino a 12 volte l’anno.

La stagionalità delle epidemie, concentrate nella stagione invernale nelle aree temperate e durante le stagioni piovose nelle zone tropicali, si può giustificare con l’affollamento dei luoghi chiusi che favorisce la trasmissione dei patogeni e l’umidità dell’aria che facilita la sopravvivenza dei virus.
Il raffreddore è un’affezione infettiva delle prime vie respiratorie, in particolare del naso e della gola, una rinofaringite acuta infettiva virale causata solitamente da rhinovirus. I sintomi comprendono starnuti, produzione abbondante di muco, congestione nasale, catarro e mal di gola, tosse, mal di testa e sensazione di stanchezza.

Il raffreddore comune, tuttavia, deve essere distinto dall’influenza, che è un’infezione virale più seria del tratto respiratorio, caratterizzata dall’insorgenza di ulteriori sintomi quali un rapido innalzamento della temperatura, brividi di freddo, dolori muscolari.

Per quanto il raffreddore comune in sé non sia generalmente rischioso per la vita del paziente, le sue complicazioni, quali per esempio la polmonite, possono esserlo. Ma secondo Rudolf Valenta, scienziato austriaco che ha brevettato un vaccino per il raffreddore comune che potrebbe essere sul mercato in meno di un decennio, il raffreddore potrebbe essere debellato.

Secondo Valenta, il nostro sistema immunitario non sarebbe in grado di combattere il rinovirus perché ne attacca solo il centro, soggetto a mutazioni. Quindi, come spiega lo scienziato a The Independent, il nuovo vaccino avrebbe lo scopo di colpire il guscio esterno che protegge il virus, affrontando la sfida più grande quando si tratta di curare o prevenire la diffusione del raffreddore comune, ovvero l’incredibile varietà dei 99 ceppi conosciuti di rinovirus e la spiccata capacità della malattia di mutare. “Abbiamo preso alcuni pezzi del guscio del virus, attaccandoli a una proteina di trasporto. Si tratta di un principio molto vecchio, quello di rifocalizzare la risposta immunitaria sull’obiettivo corretto”.

Il vaccino nasce sulla base di una ricerca condotta presso l’Ospedale generale di Vienna nel 2012 dal Valenta eil suo team, i quali hanno esaminato 59 giovani pazienti e verificato la loro risposta al rhinovirus. Uno dei principali dati emersi da questo studio è che il sistema immunitario fallisce nell’eliminare questi patogeni poiché cerca di neutralizzarli attaccandone il nucleo che, però, muta in continuazione. L’idea di Valenta è quella di attaccarne il guscio esterno, che non muta e rappresenta quindi un bersaglio ideale, il cosiddetto sito neutralizzante.

“Sulla base dei nostri risultati, dovrebbe essere possibile progettare vaccini che consentano il riorientamento della risposta immunitaria contro i siti neutralizzanti del rhinovirus e per il trattamento di malattie associate al rhinovirus, come il raffreddore comune, l’asma e la broncopneumopatia cronica ostruttiva (Bpco)”, spiega lo scienziato. “Con la proteina che abbiamo costruito, abbiamo ottenuto una buona inibizione della malattia. Crediamo di trovarci sulla strada giusta e se riuscissimo a ottenere anche il finanziamento adeguato, il vaccino potrebbe essere pronto tra sei/otto anni”.
In ogni caso è bene stare ancora con i piedi per terra.

Secondo Jonathan Ball, professore di virologia molecolare dell’Università di Nottingham, è ancora troppo presto per parlare di un vaccino che possa realmente combattere il raffreddore. “Il brevetto è ancora molto lontano dall’essere approvato”, spiega l’esperto. “I rhinovirus sono rinomati per la loro variabilità e la loro capacità di mutare per sfuggire al nostro sistema immunitario e provocare infezioni per tutta la vita. Ci sono, inoltre, più di 100 diversi ceppi del virus e trovare un vaccino in grado di combatterli tutti sarà difficile.”

Salute & Benessere. Rubrica fissa su temi di interesse medico a cura del Dott. Accursio Miraglia


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Accursio Miraglia

Informazioni su Accursio Miraglia

Accursio Miraglia, nato a Sciacca il 27-12-68 Nel 1994 Laurea con Lode in Medicina e Chirurgia, Università Cattolica del Sacro Cuore (Roma – Policlinico Gemelli) Nel 1998 Specializzazione con Lode in Medicina Fisica e Riabilitativa (Fisiatria), Università di Tor Vergata (Roma) Dal 1998 al 2006 partecipa a numerosi corsi di aggiornamento organizzati dall’Accademi Italiana di Medicina Manuale Dal 1998 al 1999 Assistente medico, responsabile area riabilitativa Casa di cura "Villa Fulvia", Roma Dal 1999 ad oggi Direttore Sanitario del Centro di Educazione Psicomotoria s.r.l, centro di fisioterapia accreditato presso il SSN Dal 2009 è consulente tecnico d'ufficio presso il Tribunale di Sciacca e gli uffici del Giudice di pace di Sciacca, Menfi e Ribera. Dall’anno accademico 2014-2015, professore a contratto presso la Scuola di Specializzazione in Medicina Fisica e Riabilitativa dell’Università di Roma “Tor Vergata”. Dal 2015 ricopre il ruolo di docente presso il “Corso-Teorico pratico di Medicina Manuale” organizzato dalla SIMFER (Società Italiana di medicina Fisica e Riabilitativa) con la collaborazione Società Italiana di Medicina Vertebrale (MEDVERT) e le Università “la Sapienza” e Tor Vergata” di Roma.

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