Salute & Benessere. Abiti nuovi: meglio lavarli prima di indossarli

Avete comprato un capo di abbigliamento nuovo e lo avete indossato immediatamente? Secondo il Dipartimento di microbiologia e immunologia della New York University avete fatto un errore.

Indossare ciò che si compra senza prima lavarlo sembra proprio essere una pessima idea: i vestiti, stando a un’indagine coordinata dal direttore del dipartimento Philip Tierno, sarebbero infatti ricchi di germi e, nella migliore delle ipotesi, infilarsi una camicia nuova equivale a mettersi addosso qualcosa che è già stato indossato da una ventina di persone. Il dipartimento di microbiologia del’Ateneo americano ha analizzato 14 capi comprati in tre noti franchising dell’abbigliamento: su maglie e pantaloni sono stati trovati residui cellulari, lievito e germi.

“Per molti vedere la targhetta attaccata a un capo di abbigliamento è sintomo di pulizia – spiega Tierno – ma questa impressione è totalmente sbagliata”. Provare un vestito infatti è una cosa che facciamo tutti quando entriamo in un negozio, per lo meno se la nostra intenzione è quella di comprarlo, ma naturalmente quei maglioni e quei pantaloni subito dopo non vengono lavati, bensì piegati e rimessi con cura al loro posto. Il ricercatore precisa che non necessariamente venire a contatto con questi batteri è dannoso per la salute, ma la reazione del sistema immunitario di ognuno è imprevedibile, così come non è possibile stimare il grado di contaminazione di una maglia o di un vestito.

Gli abiti nuovi vanno lavati anche per un altro motivo, ovvero perché è alto il rischio che siano presenti ancora le sostanze chimiche utilizzate in fase di produzione, che possono dar luogo a eruzioni cutanee, pruriti e reazioni allergiche.

A dare il consiglio è in questo caso il prof. Donald Belsito, dermatologo del Columbia University Medical Center di New York, in un articolo apparso sul Wall Street Journal. Benché il medico tenga in considerazione anche il pericolo di diffusione di batteri e microrganismi vari dovuto alle prove di altri clienti, individua però il pericolo maggiore nella formaldeide, sostanza applicata sui vestiti per ridurre la possibilità di muffa e per impedire le pieghe dei tessuti, che può avere un’azione irritante sulla cute.

Una fonte di rischio sono anche i coloranti utilizzati, che possono rilasciare delle scorie in mancanza di un lavaggio adeguato. Alcuni coloranti azoici come l’anilina possono causare reazioni cutanee gravi in chi è allergico. In questo caso, il prof. Belsito suggerisce addirittura un doppio lavaggio, dal momento che un singolo passaggio in lavatrice potrebbe non essere sufficiente per eliminare ogni residuo chimico.

Salute & Benessere è una rubrica medica a cura del dott. Accursio Miraglia.

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Accursio Miraglia

Informazioni su Accursio Miraglia

Accursio Miraglia, nato a Sciacca il 27-12-68 Nel 1994 Laurea con Lode in Medicina e Chirurgia, Università Cattolica del Sacro Cuore (Roma – Policlinico Gemelli) Nel 1998 Specializzazione con Lode in Medicina Fisica e Riabilitativa (Fisiatria), Università di Tor Vergata (Roma) Dal 1998 al 2006 partecipa a numerosi corsi di aggiornamento organizzati dall’Accademi Italiana di Medicina Manuale Dal 1998 al 1999 Assistente medico, responsabile area riabilitativa Casa di cura "Villa Fulvia", Roma Dal 1999 ad oggi Direttore Sanitario del Centro di Educazione Psicomotoria s.r.l, centro di fisioterapia accreditato presso il SSN Dal 2009 è consulente tecnico d'ufficio presso il Tribunale di Sciacca e gli uffici del Giudice di pace di Sciacca, Menfi e Ribera. Dall’anno accademico 2014-2015, professore a contratto presso la Scuola di Specializzazione in Medicina Fisica e Riabilitativa dell’Università di Roma “Tor Vergata”. Dal 2015 ricopre il ruolo di docente presso il “Corso-Teorico pratico di Medicina Manuale” organizzato dalla SIMFER (Società Italiana di medicina Fisica e Riabilitativa) con la collaborazione Società Italiana di Medicina Vertebrale (MEDVERT) e le Università “la Sapienza” e Tor Vergata” di Roma.

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