Russia. Putin: Scacco matto al tribunale del Ajia

Russia. Putin: Scacco matto al tribunale del Ajia

Vladimir-PutinIl presidente russo Vladimir Putin ha una laurea in diritto internazionale e quindi un uomo che conosce le leggi e i meccanismi giuridici delle organizzazioni internazionali, ma in “primis” è un capo di stato che sa difendere i principi costituzionali del suo paese dalle aggressioni e dalle ingerenze esterne della politica internazionale.

Questa premessa era doverosa in relazione alla nuova legge di cui si è dotata la legislazione russa.

Il parlamento russo ha infatti approvato una legge e Putin ha poi firmato, che permette alla Corte Costituzionale della Federazione Russa di decidere se rispettare o meno, le decisioni dei tribunali internazionali per i diritti umani. La legge è stata promulgata dal governo martedì e permette alta corte costituzionale Russa di rovesciare le decisioni prese dal Consiglio europeo di Strasburgo “Corte europea dei diritti dell’uomo” (CEDU)

The Independent che ne ha dato notizia, sottolinea in particolare che questa legge è stata adottata principalmente per una decisione del tribunale dell’ Ajia.

Infatti, in base ad una sentenza di questo organismo, la Russia dovrebbe pagare quasi 2 miliardi di dollari agli azionisti della Yukos “Human Rights Watch”, una società petrolifera i cui proprietari sono magnati americani. Alexei Kravtsov, presidente della Corte Arbitrale di Mosca ha dichiarato: “La decisione del tribunale dell’Ajia non è imparziale e mira a salvaguardare le élite: il popolo russo non rispetterà la decisione della CEDU per quanto riguarda il caso Yukos .

Il caso in effetti è molto controverso ed è relativo alla solita aggressione che le lobby americani hanno verso le fonti di guadagno da petrolio e gas. In quel caso il governo russo mise fuori legge la società Yukos, salvaguardando gli interessi nazionale. La Yukos si rivolse al tribunale dell’Ajia, ch emise una sentenza che definire di parte è poca cosa.

Putin, al contrario di altri “capi” di stato, sa fare rispettare se stesso ed il suo popolo e sulla questione ha sottolineato ciò che è evidente a tutti: “gli americani non riconoscono nessun tribunale internazionale e non ammettono nessun tipo di “interferenza” nei affari interni”, dunque perché dovrebbe farlo la Russia?

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Debora Ranzetti

Pubblicato da Debora Ranzetti

Debora Ranzetti, romana, avvocato ma blogger per passione. Non ha partiti ne tessere, amante delle battaglie impossibili, il cui motto è: “non mi piego, ma a spezzarmi non ci penso nemmeno”. Scrive quello che pensa, senza filtri, ma sempre nel rispetto delle regole. Animalista, ambientalista, inquieta e sempre di corsa, ma pronta a fermarsi se qualcuno è in difficoltà.

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