Roma: 3 antenne radio sopra un asilo nido: il M5S ne chiede la rimozione

asilo-nidoSuccede a Roma in viale Europa 190, ma non è un caso unico, un asilo nido aziendale “Poste Bimbi” di proprietà di Poste Italiane, realizzato attraverso un finanziamento di 250.000 euro dal comune di Roma, si trova esattamente sotto 3 antenne per SRB dei soliti Vodafone, Wind e TIM.

La pericolosità delle radiazioni di queste antenne è scientificamente accertata, ancora più grave per il fatto che i “beneficiari” di queste radiazioni sono dei bambini, soggetti, particolarmente vulnerabili.

La legge è chiara e pone un limite di almeno 100 metri, non rispettato ma anzi, amplificato dal fatto che proprio a 100 metri si trovano altre due installazioni che si aggiungono ed amplificano la pericolosità delle tre sopra l’asilo.

Da anni i genitori ed il personale dell’asilo protestano e chiedono “semplicemente” il rispetto della legge, che è stata confermata anche dal Tar del Lazio con la sentenza n. 1021/2014 e dal Consiglio di Stato con la sentenza 306/2015, in cui si ribadisce il divieto assoluto di installazione di antenne radiomobili a meno di 100 metri dai siti sensibili quali ospedali, case di cura, scuole, asili nido e case di riposo.

Nessuno ovviamente è mai intervenuto, d’altronde toccare i colossi proprietari di questa antenne non è cosa facile.

Gli unici che si sono fatti carico della vicenda – come al solito – sono stati i 5S, che per mezzo della parlamentare Roberta Lombardi, ha presentato una interrogazione alla Camera dei deputati chiedendo provvedimenti ungerti, ma al momento – come al solito – nessuna risposta è arrivata.

Per dovere di cronaca postiamo l’intera interrogazione di Roberta Lombardi:

Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-11113

presentato da

LOMBARDI Roberta

testo di

Venerdì 13 novembre 2015, seduta n. 521

  LOMBARDI. — Al Ministro dell’economia e delle finanze, al Ministro dello sviluppo economico, al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, al Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare. — Per sapere – premesso che:
nel 2007 è stato inaugurato a Roma Poste Bimbi il nido aziendale di Poste Italiane in viale Europa 190, realizzato attraverso un finanziamento da parte del comune di Roma pari a 250.000 euro;
all’inaugurazione sono intervenuti l’allora ministro delle comunicazioni Paolo Gentiloni, il sindaco del tempo Walter Veltroni, l’assessore alle politiche educative e scolastiche al comune di Roma Maria Coscia e Vittorio Mincato, presidente di Poste Italiane dal 2005 al 2007;
già al 2006 erano presenti sul tetto dell’edificio di viale Europa 190 tre stazioni radio base (SRB Vodafone protocollo 33486 del 22 maggio 2003 e 40360 del 28 giugno 2004 e 50877 del 13 luglio 2006 e 33952 del 21 maggio 2009 e 45782 del 15 luglio 2010 ), più una quarta SRB TIM dal 2012 (SRB TIM protocollo 25393 del 29 marzo 2012);
va aggiunto inoltre che borderline al limite dei 100 metri ce ne sarebbero altre due SRB site in viale Asia 98 (SRB Vodafone protocollo 16277 dell’11 marzo 2010 – SRB WIND Prot. 6131 del 23 gennaio 2014 – stazione radio base Società Soc. WIND spa richiesta il 20 marzo 2014), i cui effetti vanno aggiunti alle tre summenzionate e per le quali l’unità organizzativa tecnica non ha trovato aree di proprietà comunale da individuare come siti alternativi;
con la medesima prossimità al limite vi sarebbe la SRB sita in viale Beethoven 52;
tutto ciò significa che si è dato vita ad un asilo nido aziendale esattamente sotto 3 antenne SRB preesistenti, nonostante vigesse il protocollo d’intesa tra il comune di Roma e le società concessionarie di telefonia mobile, definito vincolante per ambo le parti da Tar Lazio (sentenza n. 1021/2014) e Consiglio di Stato (sentenza 306/2015) per ciò che concerne il divieto assoluto di installazione di antenne radiomobili a meno di 100 metri dai siti sensibili quali ospedali, case di cura, scuole, asili nido e case di riposo –:
se il Governo, anche in considerazione della partecipazione azionaria in Poste italiane spa, sia a conoscenza della grave situazione descritta in premessa, assai pericolosa per i minori presenti quotidianamente nel nido aziendale;
in caso affermativo, quali iniziative intendano adottare per rimuovere ogni condizione di reale grave pericolo.
(4-11113)

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