Renzi: resa dei conti con la sinistra il 21 marzo in direzione

Renzi: resa dei conti con la sinistra il 21 marzo in direzione

La situazione per Matteo Renzi è diventata insostenibile, il PD rischia di implodere sotto gli attacchi concentrici portati avanti alle amministrative di giugno da tutta la sinistra interna al partito.

renzi-d'alemaD’Alema, Bersani e Speranza, coalizzati con un unico obbiettivo: costruire ovunque candidature alternative a quelle ufficiali renziane per farli perdere e possibilmente in malo modo, per poi dare la stoccata finale al referendum confermativo costituzionale del Senato.

Il premier si è accorto che nella strategia della sinistra c’è stato un salto di qualità che ha trovato il terreno per essere realizzato nelle primarie. E così ha optato per una resa dei conti “violenta” con l’obiettivo di renzizzare il partito attraverso le amministrative.

Matteo Orfini è il più nervoso ha capito e commenta: “È evidente che c’è chi sta provando a sfasciare tutto. Quello che accade sulle primarie, le candidature, la discussione interna violenta. Da presidente del Pd dico che la discussione va riportata nelle sedi proprie e questo faremo in modo che accada il 21”.

Per il 21 marzo infatti, è stata convocata la direzione del Pd e si preannuncia una sorta di “mezzogiorno di fuoco”. Renzi e Orfini hanno già un piano ben preciso: o si adeguano o quelli della sinistra escano pure. Si prevedono dunque scontri all’arma bianca e fuochi di artificio.

Renzi ha preparato una “polpetta avvelenata” praticamente indigeribile per la sinistra, che prevede il voto ad un dispositivo che vincoli tutti a comportamenti e dichiarazioni in linea con la direzione. Qualcosa di invotabile. Anche Lorenzo Guerini è tra partecipanti al duello e commenta: “Questa roba la vediamo dopo il 21. Sarà una direzione tostina”.

Ma vediamo nel dettaglio cos’è che ha provocato la reazione di Renzi.

A Roma Massimo D’Alema, da grande regista che è, sta costruendo una coalizione intorno all’ex ministro Bray  che è di sinistra, dentro ci sarebbero un po tutti, da Marino a Fassina. Giachetti…”trema”.

A Napoli l’europarlamentare Massimo Paolucci, altro dalemiano di ferro, dopo i clamori non ancora sopiti delle primarie “taroccate”, sta lavorando su Antonio Bassolino, per spingerlo per la grande rottura col Pd.

Poi c’è Milano, il disimpegno della Balzani nei confronti di Sala è stato visto come il via libera a una lista a sinistra che faccia perdere il candidato voluto da Renzi. I sondaggi infatti, parlano di una grande rimonta del candidato del centrodestra Stefano Parisi.

Il premier-segretario insomma, ha capito che D’Alema e compagni vari, stanno tentando di assestare, usando una frase di D’Alema, un “colpo che lasci il segno”. Cosa succederà? Difficile prevedere il futuro, ma sarà – almeno per le opposizioni – uno spettacolo da godersi in “prima fila”.

 

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Debora Ranzetti

Pubblicato da Debora Ranzetti

Debora Ranzetti, romana, avvocato ma blogger per passione. Non ha partiti ne tessere, amante delle battaglie impossibili, il cui motto è: “non mi piego, ma a spezzarmi non ci penso nemmeno”. Scrive quello che pensa, senza filtri, ma sempre nel rispetto delle regole. Animalista, ambientalista, inquieta e sempre di corsa, ma pronta a fermarsi se qualcuno è in difficoltà.