Renzi “RE” delle bufale, dichiara guerra alle bufale


Sembra una provocazione, ma è pura realtà, Matteo Renzi soprannominato a pieno titolo “IL BOMBA” per quanto le spara grosse, ha deciso di dichiarare guerra alle bufale e lo fa lanciando una rubrica sulla sua e-news dedicata proprio a smontare quelle che “lui” ritiene bufale sull’attività del governo.

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La sua dichiarazione sulla questione è già un “titolone da prima pagina: “Adoro la bufala quando si tratta di mozzarella. Un po’ meno quando si parla di politica”.

Ed ancora: “In questa settimana ho molto riflettuto su un incredibile elenco di falsità che circondano l’azione del governo e spesso l’immagine del paese. Per molto tempo ho pensato che la soluzione migliore fosse non rispondere. Forse però non è la strategia migliore. Perché noto una strategia: alcune bufale-leggende metropolitane ripetute costantemente debbono diventare la realtà”.

Ed infine l’annuncio: “forse vale la pena dedicare tutte le settimane un piccolo spazio delle enews per parlare di bufale”.

Le imminenti elezioni amministrative supportate da sondaggi – quelli veri e riservati – che lo vedono in picchiata e perdente in quasi tutti le grandi città, gli hanno fatto capire che occorre un cambio di strategia.

A corto di liquidità, con il fiato sul collo di Bruxelles, che gli chiede una manovra correttiva a fronte della sua richiesta di sforamento del debito pubblico, perché l’ha già ampiamente sforato (arrivato a 2.191,6 miliardi e aumentato solo nell’ultimo mese di ben 21,6 miliardi), non potendo promettere altri “bonus”, si gioca l’unica carta che gli rimane, quella mediatica.

Ed ecco quali secondo Renzi sono le “BUFALE” della stampa contro il suo governo:

questo governo non è eletto democraticamente,
il referendum sulle trivelle,
i tagli alle pensioni di reversibilità,
i tagli alla sanità di 203 esami medici del decreto Lorenzin,
l’acqua pubblica che vuole ridare ai privati,
i favori alle banche ed il caso Boschi,
i condannati e la costituzione,
la crescita economica che non c’è,
le riforme costituzionali che danno più poteri al governo,
il decreto “la buona scuola”,
i vitalizi, i tagli agli stipendi e i fondi europei,
e dulcis in fundo, il “jobs act” e le assunzioni.

Il suo pensiero su questa lista da lui redatta si commenta da se: “Potrei fare un elenco lungo tre pagine. Faremo meglio: una per una, le smonteremo con la forza dei numeri. Perché la verità è diversa (e più forte) della virilità. E perché la realtà vince sulle bugie: magari ci mette un po’ di tempo. Ma poi vince la realtà”.

Abbiamo lasciato il jobs act per ultimo perché è la prima delle rubriche “le bufale”. Vi risparmiamo l’intera rubrica, chi ne avesse voglia se la legga da se – qui il link -, ci limitiamo a riportare una frase che da il senso di tutta la sua disanima: “il jobs act è una riforma del nostro governo che si compone di due pilastri: una parte normativa e una parte di incentivi (Irap costo del lavoro e esonero previdenziale). Questa riforma nel primo anno ha prodotto i seguenti risultati: più 913.000. Contratti a tempo indeterminato (Fonte: Inps. Sono contratti, non posti di lavoro). Ma sono contratti firmati ufficialmente, quasi un milione, a tempo indeterminato. Un risultato strepitoso”.

Ecco chi ha il “fegato e coraggio di leggere tutta la lettera, lo faccia , ma a suo rischio e pericolo, noi non commentiamo oltre, … è già tutto abbastanza esaustivo, il “BOMBA” con questa uscita ha fatto “en plain”.

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Debora Ranzetti

Pubblicato da Debora Ranzetti

Debora Ranzetti, romana, avvocato ma blogger per passione. Non ha partiti ne tessere, amante delle battaglie impossibili, il cui motto è: “non mi piego, ma a spezzarmi non ci penso nemmeno”. Scrive quello che pensa, senza filtri, ma sempre nel rispetto delle regole. Animalista, ambientalista, inquieta e sempre di corsa, ma pronta a fermarsi se qualcuno è in difficoltà.