Renzi rassicura Mattarella: ho i numeri vado avanti

Renzi rassicura Mattarella: ho i numeri vado avanti

Si susseguono le voci di un incontro tesissimo tra il premier ed il capo dello Stato, voci poi ufficialmente smentite, ma dopo il caos dentro NCD, le preoccupazioni all’interno del governo sono tante.

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Per la prima volta Matteo Renzi e il suo “giglio magico” sono preoccupati. Il caso Alfano potrebbe deflagrare da un momento all’altro. Il suo entourage sta tentando si rinsaldare i rapporti con gli alleati in vista del delicato voto, in programma la prossima settimana, sulla legge di riforma del bilancio degli enti locali.

Sarà questo il momento in cui i suoi detrattori tenteranno di affondare il colpo. Così il premier nel corso di un incontro al Quirinale con al centro il vertice Nato di Varsavia, ha tentato di rassicurare il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Le fibrillazioni in atto all’interno di NCD di un gruppo, pare di otto senatori “ribelli”, a dire di Matteo Renzi, non si trasformeranno in una valanga capace di travolgere il governo.

Il colloquio nato per discutere di altri eventi, inevitabilmente è divenuto una occasione per fare il punto sugli scenari dei prossimi mesi, a partire dal referendum costituzionale, vero spartiacque della legislatura.

A dire dei suoi fedelissimi, Renzi è determinato a non lasciare spazio a nessun gioco di palazzo e solamente nel caso in cui il referendum venisse bocciato, il governo si dimetterà. Inoltre sempre secondo il suo personale modo di vedere le cose, da segretario del Pd, è convinto che tutto il Parlamento debba trarne le conseguenze e non ci sarebbe altra alternative che il voto.

Peccato che il “bulletto” di Firenze, abbia omesso di dire che il ruolo istituzionale che gli è assegnato dalla Costituzione, non gli consente di sciogliere le camere, ruolo che spetta al capo dello Stato, il quale, non potrebbe – in rispetto della costituzione – che cercare in ogni caso di garantire la stabilità politica, soprattutto se il referendum si svolgerà durante la sessione di bilancio, tentando di fare nascere un governo, magari di scopo.

Sarebbe stata dunque questa la diversità “strutturale” di vedute all’origine dell’incontro a tratti teso, riferito da alcune fonti vicine al premier. Ovviamente prontamente smentite dalle fonti ufficiali che hanno definito – come al solito – il colloquio “cordiale e disteso”.

Renzi dunque tira dritto, ma nei corridoi parlamentari, dopo lo scoppio della “bomba” Alfano, chi spera in un possibile governo “di emergenza”, in caso di caduta di Renzi è in continuo aumento.

Mattarella dal canto suo tace, non intende permettere a nessuno di mettere in dubbio il suo ruolo super partes. Dal suo quartier generale, i collaboratori assicurano che il capo dello Stato, non ha pronti piani A, né B o C e non ha alcuna intenzione di anticipare decisioni su quanto potrebbe accadere tra alcuni mesi.

Ma di una cosa sono certi tutti i parlamentari: andare a votare con l’Italicum alla Camera e il Consultellum al Senato, in caso Renzi perdesse il referendum, sarebbe un quasi suicidio, perché non ci sarebbe equilibrio tra i due rami del Parlamento. Se ne deduce che nei fatti, non si potrebbe che tentare di fare nascere una maggioranza in grado di uniformare le due leggi.

Ma i fautori del voto a tutti i costi, fanno notare che anche in questo caso i problemi ci sarebbero. Una simile ipotesi, si scontrerebbe con la mancanza dei numeri in Parlamento, sarebbe infatti tecnicamente impossibile fare modifiche concordate tra i vari gruppi, anche all’interno degli stessi partiti. Nel Pd, ad esempio Franceschini chiede il premio alla coalizione, ma la sinistra Dem vuole il collegio alla francese e la situazione non sarebbe diversa nelle altre sponde.

Sempre chi spinge per il voto, spiega che per le stesse ragioni non ci sarebbero i numeri per un governo alternativo e che dunque, il voto sarebbe inevitabile. Ma questi signori hanno omesso di ricordare a se stessi, che in questi casi interviene il “fattore X”, ovvero la paura di andare a votare e perdere poltrona, stipendio e benefit.

La più che scontata ipotesi di una vittoria del movimento 5 stelle, è il più forte collante esistente al momento per saldare insieme idee e opinioni differenti.

Come finirà? Come al solito noi proviamo a fare le nostre previsioni e fino ad oggi le abbiamo “azzeccate” tutte. Renzi al momento resisterà, ma ottobre perderà il referendum e dovrà dimettersi, ci saranno fibrillazione, ma come al solito, con lo slogan, “salviamo l’Italia”, si farà un governo del tutti dentro e arriveranno a “papparsi”, fino all’ultimo centesimo di questa legislatura… AMEN!!

 

 

 

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Debora Ranzetti

Pubblicato da Debora Ranzetti

Debora Ranzetti, romana, avvocato ma blogger per passione. Non ha partiti ne tessere, amante delle battaglie impossibili, il cui motto è: “non mi piego, ma a spezzarmi non ci penso nemmeno”. Scrive quello che pensa, senza filtri, ma sempre nel rispetto delle regole. Animalista, ambientalista, inquieta e sempre di corsa, ma pronta a fermarsi se qualcuno è in difficoltà.