Renzi pronto a fondare il “Partito della Nazione”, Cicchitto da fuoco alle polveri

Renzi pronto a fondare il “Partito della Nazione”, Cicchitto da fuoco alle polveri

renzi-alfanoL’idea, circola da tempo, ma a molti è sembrata più una provocazione o un monito verso i dissenti interni, che una vera è propria intenzione. Ora invece qualcosa si muove e più velocemente di quanto ci si potesse immaginare.

Renzi è sempre più insofferente verso la minoranza interna che continua a contestare qualunque suo provvedimento, non tanto per il risultato finale, perchè come abbiamo visto fino a d oggi, alla fine della giostra, i veri Bersani, Cuperlo, Bindi ecc.. gli votano di tutto e di di più, ma perché le continue esternazioni (di facciata), alimentano quell’elettorato del PD di sinistra ancora incerto e lo indirizzano verso altri lidi, con il risultato che i sondaggi danno in continuo calo il suo partito.

Ed allora bisogna fare in fretta, anche perché i tempi stringono, in aprile si vota in diverse città tra le quali Roma, Milano e Napoli, ed una eventuale sconfitta sui territori, corrisponderebbe ad una perdita di consensi del suo governo con risvolti imprevedibili.

Come nella migliore tradizione politica italiana, il primo passo si fa fare a gente estranea al suo enturage, gettata li quasi come una provocazione, ma che lentamente, granello dopo granello, o deputato dopo deputato, coinvolge quelli che saranno i protagonisti di questo soggetto. Alla fine Renzi prenderà atto della situazione sul campo e chiuderà il cerchio. Fuori ovviamente rstarono i dissidenti, ed entreranno i nuovi (si fa per dire) sogetti, gli alfaniani, i verdiniani ed i fittiani: et voilà, ecco il “Partito della Nazione”.

La miccia l’ha innescata Cicchitto, che non è l’ultimo arrivato in politica, che in un’intervista all’HuffPost ha dichiarato: “NCD non solo che deve cambiare nome perché adesso è l’ora di costruire un nuovo centro. Ma anche che esso deve allargarsi a tutte le forze politiche parlamentari che finora frantumate e divise hanno sostenuto Renzi certamente in condizioni di subalternità. Visto che Renzi è una cosa e il Pd è un’altra non credo che esistano le condizioni che queste forze entrino nel Pd, ma invece devono aggregarsi autonomamente, darsi una veste politica e culturale, avere anche una posizione contrattuale, e quando è necessario conflittuale, e anche con Renzi e col Pd ed esprimere anche un salto di qualità imposto dalla situazione”

Poi entra nel dettaglio della questione e spiega perché Ncd debba cambiare nome: “In tempi ragionevoli ma rapidi vanno superate tutte le sigle esistenti e va posto in essere un processo di rifondazione politico e culturale tale da unificare un campo che finora qualcuno, compresi alcuni renziani, ha trattato come ‘un volgo disperso che nome non ha’.”

Certo c’è molto politichese, ma il messaggio è chiaro.

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