Renzi: se perdo le comunali non mi dimetto, ma…

Renzi: se perdo le comunali non mi dimetto, ma…

Matteo Renzi dopo la tornata elettorale di domenica torna in tv con un monologo senza interlocutore. Sceglie quindi la comoda sedia offerta da Lilly Gruber a “Otto e mezzo”. A fare da “spalla”, o se preferite a “tenere il moccolo” il giornalista (?) Massimo Franco.

Matteo-Renzi-pd

Il tema ovviamente è, il primo turno delle amministrative e il ballottaggio seguente. Il premier si scatena in una difesa del “suo” PD e ribadisce che il vero test per il governo è quello del referendum e dunque, in caso di fallimento – anche, aggiungiamo noi – al secondo turno non si dimetterà. Renzi infatti, torna a criticare coloro che asseriscono che il primo turno avrebbe segnato una vittoria del movimento cinque stelle: “Non condivido la lettura della vittoria del M5s, il Pd è nettamente il primo partito in Italia, senza alcuna ombra di discussione”. Poi con ostentata sicurezza; “Se oggi ci fosse il ballottaggio con l’Italicum, al voto andrebbero il Pd e Fi, non Salvini nè M5s”.

Infine si spinge a dire, che finite queste consultazioni, entrerà nella direzione del partito con il “lancia fiamme”, una sorta di preavviso di sgombero ai dissidenti.

Chiarissimo il messaggio a tutti gli avversari sia interni che esterni: se il Pd perderà il ballottaggio a Roma, Milano e Torino il governo, assolutamente non cadrà , ho già detto che l’esito della permanenza al governo è legata al referendum costituzionale”.

Il ragionamento, se analizzato con onestà intellettuale, in effetti non è “del tutto” sbagliato. Le amministrative infatti, non riguardano direttamente il governo, anche perché non è un monocolore PD, ma un groviglio di partitini e la contestazione del risultato disastroso, è una bagarre interna al Nazareno.

Ne consegue, che Renzi nella qualità di premier del governo non ha responsabilità sulle comunali e quindi non ne risponde. Colui invece che ha le responsabilità specifiche e dirette sul “flop” del partito che gestiste, è “il suo segretario”. Quando un segretario perde qualsiasi tipo di elezione con una batosta simile, da che mondo e mondo, in qualsiasi formazione esso militi, si è sempre dimesso per “manifesta incapacità”. Sono queste quindi, le dimissioni che i vari Speranza e Cuperlo chiederanno, non quelle del governo.

È tutto qui il nocciolo della questione, Renzi ha un doppio ruolo, che la minoranza interna ha sempre contestato, anche come un limite allo stesso governo. Possiamo quindi “ipotizzare”, che i dissidenti DEM in questi ballottaggi, faranno di tutto per dare il colpo finale a Renzi, favorendo la sconfitta del PD, dopo di che chiederanno le inevitabili dimissione del segretario per il bene del partito e il conseguente congresso anticipato immediato.

A nostro avviso, questo è lo scenario che ci attende all’indomani dei ballottaggi e questo al netto del fatto, del se la minoranza, riuscirà o meno a disarcionare il suo segretario.

Al momento nessuna testata si è spinta a formulare un simile scenario, quindi se tra poco più di dieci giorni questo quadro diventasse reale, saremmo stati dei “veggenti”. Se invece, nonostante la devastante sconfitta, non succederà nulla, vorrà dire che non abbiamo capito nulla della politica… non ci resta che attendere.

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Debora Ranzetti

Pubblicato da Debora Ranzetti

Debora Ranzetti, romana, avvocato ma blogger per passione. Non ha partiti ne tessere, amante delle battaglie impossibili, il cui motto è: “non mi piego, ma a spezzarmi non ci penso nemmeno”. Scrive quello che pensa, senza filtri, ma sempre nel rispetto delle regole. Animalista, ambientalista, inquieta e sempre di corsa, ma pronta a fermarsi se qualcuno è in difficoltà.