Renzi: ancora un regalo alle banche

Renzi: ancora un regalo alle banche

Il “feeling” tra Renzi e le banche è ormai un fatto consolidato, non passa giorno che non arrivi una nuova norma che dia privilegi agli istituti bancari.

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Renzi: ancora un regalo alle banche

Nel “Decreto Salva Banche” è stata inserita una norma sui pignoramenti immobiliari, che li rende veloci e semplici, a tutto discapito del creditore.

Un codicillo infatti, prevede la quasi totale abolizione dell’imposta di registro per tutti i casi in cui l’acquisto dell’immobile avvenga tramite una procedura esecutiva giudiziaria. La tassazione in questi casi, passa dal 9% all’importo fisso di 200 euro. Quindi per una casa del valore di 500mila euro, l’imposta passa da 45mila euro a 200 euro.

Voi direte, bene, è un bel risparmio. A prima vista parrebbe di si, ma veramente pensate che il governo rinunci a questi introiti? Ed infatti analizzando la norma nel suo complesso, ci si rende subito conto che è solo un sotterfugio per consentite al creditore, che quasi sempre è una banca, di bypassare le farraginose procedure esecutive ed impossessarsi in breve tempo del bene.

Vediamo come funziona. Il debitore verrà immediatamente sfrattato dalla casa pignorata con ordinanza del giudice, la vendita all’asta non richiederà più i lunghi tempi dettati dalla necessità di attendere il ribasso del “prezzo base” e l’imposta di registro verrà azzerata dal 19% a 200 euro per qualsiasi importo.

Ora vediamo le conseguenze. Chi acquisterà un immobile tramite l’asta avrà la casa libera da inquilini e con un enorme beneficio di carattere fiscale che gli permetterà di non dover attendere i vari ribassi, ma… c’è una condizione al godimento del beneficio: l’immobile deve essere rivenduto entro due anni.

Ed è qui che la misura assume una valenza speculativa: il bonus, infatti, non andrà a chi partecipa all’asta con lo scopo di acquistare il bene per propria abitazione, perché se non rivende entro i due anni, dovrà pagare la tassa bonificata, ma bensì a chi sfrutta l’opportunità della procedura giudiziaria al fine di rivendere il bene e trarre un ulteriore guadagno dal successivo atto di vendita, cioè agli speculatori.

In questo modo le banche – speculatori per vocazione –  che eseguono il pignoramento, potranno acquistare l’immobile all’asta molto velocemente ed ad un prezzo stracciato, per poi rivenderlo magari allo stesso soggetto a cui l’hanno sottratto. Nella norma infatti – casualmente – non è stata inserita nessuna clausola che limita o vieta questa pratica.

Un regalo non di poco conto a tutto discapito del malcapitato debitore pignorato, il quale non avrà il tempo materiale – visti i tempi della giustizia – di avviare i ricorsi, magari per procedure esecutive viziate da anatocismo o tassi usurai e che quindi anche se successivamente un tribunale gli desse ragione, perderebbe comunque il bene. Inoltre non avrebbe nemmeno il tempo di trovare un acquirente privato che gli consenta con il ricavato della vendita, di pagare il creditore e mettersi in tasca l’eventuale differenza e questi… non sono particolari di poco conto.

Precisiamo che l’agevolazione al momento spetta solo per i beni acquistati entro il 31 dicembre 2016, salvo successive proroghe, e riguarderà anche gli acquisti fatti da persone fisiche.

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Debora Ranzetti

Pubblicato da Debora Ranzetti

Debora Ranzetti, romana, avvocato ma blogger per passione. Non ha partiti ne tessere, amante delle battaglie impossibili, il cui motto è: “non mi piego, ma a spezzarmi non ci penso nemmeno”. Scrive quello che pensa, senza filtri, ma sempre nel rispetto delle regole. Animalista, ambientalista, inquieta e sempre di corsa, ma pronta a fermarsi se qualcuno è in difficoltà.