Renzi è alla “frutta” e a settembre cambia l’Italicum


L’Italicum non è ancora entrato in vigore, nato con lo scopo specifico di fare fuori il M5S, oggi non garantisce più questo obiettivo ed allora si cambia.

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A settembre, al ritorno dalla pausa estiva, la Camera tornerà ad occuparsi della legge elettorale. L’ipotesi era nell’aria perché caldeggiata da più parti, Renzi è sempre stato ostile a qualsiasi forma di cambiamento, perché aveva costruito il giocattolo perfetto per divenire “Duce”.

Ma i tempi cambiano e sopratutto cambiano le percentuali dei partiti, ed oggi il giocattolo renziano sembra essere stato progettato a misura dei 5 Stelle. Così, ciò che ieri era intoccabile, oggi è modificabile.

Le spinte al cambiamento arrivano dai piccoli partitini che con questa legge sarebbero fuori dal parlamento e questo nonostante la soglia di sbarramento sia stata abbassata al 3%. NCD e Sinistra Italiana, secondo gli ultimi sondaggi infatti, difficilmente raggiungerebbero questa percentuale ed allora, sfruttando la debolezza del momento del premier, avanti con le minacce.

Angelino Alfano ormai ridotto a percentuali da prefisso telefonico, secondo quanto pubblicato da Repubblica, ha dichiarato: Vorrei continuare a collaborare con il Pd anche dopo le Politiche, ma questa legge elettorale non lo consente. I miei senatori, preoccupati, mi chiedono del futuro, e io cosa dovrei rispondere? È ovvio che se non introduciamo il premio di coalizione dovremo guardare al centrodestra. Non si tratta di fare la crisi domattina, ma se l’Italicum non cambia il nostro impegno si può considerare concluso con il referendum” . Pare infatti ci sia stato un vertice tra il segretario Angelino Alfano e i colonnelli di Forza Italia in Sicilia, preoccupati per il loro futuro.

La notizia è stata poi confermato dal senatore Ncd Roberto Formigoni in un’intervista al Corriere della Sera: “Credo che il tempo del Ncd al governo sia finito. Oggi, non in ottobre. Spero che anche Alfano se ne convinca. Diamo a Renzi un appoggio interno. Noi siamo rimasti al governo per fare le riforme. Compito finito, le riforme ci sono. E la nostra alleanza con il Pd era dettata solo dalla gravissima situazione dell’Italia. Ora, con Renzi le prospettive divergono”.

Sinistra italiana ha cavalcato l’onda ed ha presentato una mozione, che la conferenza dei capigruppo di Montecitorio, ha immediatamente calendarizzato per la ripresa dei lavori in settembre. la discussione sulla mozione si occuperà della possibile incostituzionalità di alcune parti dell’Italicum, e sulle conseguenti modifiche da apportare alla legge elettorale.

Scotto di S.I., ha dichiarato: “Chiediamo che il Parlamento si esprima prima che si pronunci la Corte Costituzionale e poiché in queste ore il dibattito sulle modifiche è sottotraccia, noi riteniamo giusto che se ne parli apertamente in Aula”.

Siamo quindi in presenza di un parlamento alla “frutta”, le elezioni amministrative, sono state un vero e proprio tsunami. Tutti hanno accusato il colpo e anche se hanno tentato goffamente di minimizzare l’evento, il nervosismo si tocca con mano. Forse hanno percepito che per molti di loro, l’avventura politica è finita.

Il movimento 5 stelle, che ricordiamo aveva osteggiato questa pessima legge e presentato una sua proposta alternativa, bocciata dalla maggioranza, oggi contesta anche questo ulteriore cambiamento. Luigi Di Maio sulla questione è stato chiaro: “Sarà il più grande boomerang politico della storia del nostro Paese. Cambiare una legge per danneggiare il M5s? Fate pure”.

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Debora Ranzetti

Pubblicato da Debora Ranzetti

Debora Ranzetti, romana, avvocato ma blogger per passione. Non ha partiti ne tessere, amante delle battaglie impossibili, il cui motto è: “non mi piego, ma a spezzarmi non ci penso nemmeno”. Scrive quello che pensa, senza filtri, ma sempre nel rispetto delle regole. Animalista, ambientalista, inquieta e sempre di corsa, ma pronta a fermarsi se qualcuno è in difficoltà.