Putin autorizza ripresa voli regolari con Il Cairo. Museo Egizio lancia campagna per visitatori arabi e scatta la polemica

Vladimir Putin, presidente russo, ha firmato il decreto che autorizza la ripresa dei servizi aerei regolari verso Il Cairo.

Il documento pubblicato sul corrispettivo russo della Gazzetta Ufficiale lo riporta la Tass.Come si ricorderà i collegamenti aerei diretti fra Russia ed Egitto erano stati interrotti in seguito all’attentato al volo charter Metrojet del 31 ottobre 2015 sulla rotta Sharm El Sheikh-San Pietroburgo.

Intanto sta suscitando delle polemiche una pubblicità che raffigura una coppia araba con la donna con il capo velato, proposta dal Museo Egizio di Torino per promuovere le visite presso la comunità araba. Il manifesto, che fa parte della campagna “Fortunato chi parla arabo”, riporta il testo: “Entrate in due, paga uno. La promozione è riservata ai visitatori di lingua araba. Basta mostrare un documento”.

Il Museo fa sapere che la campagna, già lanciata un anno fa, è stata studiata con l’agenzia Etnocom che si occupa di comunicazione etnica e anche del mondo arabo per invitare la comunità araba, in particolare quella torinese a visitare il museo. “Non è un progetto commerciale, ma di valenza squisitamente culturale – spiega Christian Greco, direttore dell’Egizio – una nuova forma di inclusione sociale”.

“È un promozione delirante: paghi un biglietto e ne prendi due se hai la carta d’identità araba. Ricordiamo che il museo Egizio di Torino prende sovvenzioni pubbliche, è finanziato coi soldi degli italiani e che tra i cinque membri del CdA ci sono un esponente designato dal Comune di Torino, uno dalla Regione Piemonte e il presidente nominato direttamente dal ministero dei beni culturali”, scive su Facebook Giorgia Meloni, leader nazionale di Fratelli d’Italia.
Critiche anche da Augusta Montaruli (componente l’esecutivo nazionale del partito ed ex consigliera regionale piemontese) che chiede al Comune di Torino di intervenire “sia con il Museo Egizio che con GTT per far togliere immediatamente dai mezzi pubblici questa pubblicità che discrimina tutte le persone non arabe”.

“Non è discriminazione, facciamo anche campagne in lingua inglese su media rivolte al mondo anglosassone e aperture a prezzi scontati in alcuni giorni per tutti. La donna velata è stata scelta perché più riconoscibile e ‘simbolica’ (sono la maggioranza). Quanto ai soldi pubblici non esiste problema perché il Museo si autofinanzia con i propri biglietti”, replica il museo Egizio.

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