Presidenziali Francia. L’impossibile pronostico: estrema destra contro estrema sinistra

Dalla nostra corrispondente da Parigi Luisa Pace. Annaspa la Francia ad una settimana dal primo turno delle presidenziali. Annaspano gli 11 candidati. Annaspano i quattro “cavalli” di testa. Emmanuel Macron, François Fillon, Marine Le Pen e Jean-Luc Mélénchon.

Annaspa Benoît Hamon, vincitore delle primarie del PS abbandonato dai ranghi socialisti, Valls in primis che ha annunciato che votérà Macron, l’ex ministro dell’Economia del Governo Hollande che ha abbandonato per fondare il movimento “En Marche”.

I ranghi di Macron formano ormai un minestrone. Se il più giovane dei candidati volesse creare una nuova corrente social-democratica alla tedesca non possiamo che dirgli “in bocca al lupo”. Orami ha tanti di quegli appoggi al solo fine del “voto utile” per contrastare Marine Le Pen che anche se dovesse vincere non si sa come potrebbe riunire un esecutivo equilibrato attorno a lui. Si vede benissimo che il candidato Macron è imbarazzato dagli afflussi.

Benoît Hamon è stato abbandonato dai compagniucci socialisti che non hanno rispettato le regole delle primarie. Tanto valeva non organizzarle. François Fillon cerca appoggi nei ranghi dei cattolici francesi dopo l’accumulo degli scandali politico-famigliari scoppiati subito dopo la sua consacrazione alle primarie del centrodestra de Les Républicains che sono sempre più a destra.

I giornalisti annaspano ed abbiamo diritto ad ore di dibatto con tutte le ipotesi possibili. Quando sono disperati invitano noi, corrispondenti esteri, per avere un’opinione diversa. Le risposte sono le stesse. Non sappiamo fare un pronostico. Possibile la salita della Le Pen anche se ha perso un po’ come gli altri, Fillon si è autoaffondato con la sua Penelope, Hamon tracolla e l’unico dato certo è l’astensionismo!

Su una cosa siamo tutti d’accordo: è la peggior campagna presidenziale degli ultimi decenni. I “primovotanti” voteranno per chi considerano il meno peggio. Gli europeisti, che in linea di massima sono i giovani più fortunati spesso universitari, voteranno Macron, i meno favoriti cominciano a pensare Mélénchon. Mélénchon che improvvisamente ha dichiarato di non essere di estrema sinistra ma nessuno lo crede.

I francesi, soprattutto i parigini, che hanno sempre avuto un certo “pudore del voto”, si chiedono anche tra sconosciuti in autobus per chi votare.

Se dovessimo credere agli ultimi sondaggi ci troveremo con un secondo turno “Le Pen – Mélénchon”.

Un dato è certo, la spaccatura tra politici e popolazione è enorme e chiunque vinca o perda dobbiamo prepararci a non poche manifestazioni.

La Francia soffre e loro parlano di massimi sistemi. La situazione è estremamente grave. Non ci resta che sperare.

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