Precipitano i negoziati tra l’EU e la Grecia: Tsipras indice un referendum per il 5 luglio sul se accettare o meno le “proposte” dei creditori


varoufakis

La situazione sui negoziati tra l’EU e la Grecia è in constante evoluzione, solo poche ore fa avevamo scritto di un possibile accordo con intervento esterno della Cina, ma dopo poche ore la situazione sembra precipitata.

E’ arrivato infatti un ultimatum dell’Eurogruppo alla Grecia dal sapore “siculo mafioso”, la Merkel lo ha definito “un’offerta straordinariamente generosa“, Don Vito Corleone nella sagra del padrino aveva detto: “un’offerta che non potete rifiutare”. E’ cambiato qualche termine ma il risultato che si vuole raggiungere è identico: imporre alla Grecia di completare tutte le riforme concordate.

Tsipras ha risposto che “I principi fondanti dell’Unione europea sono democrazia, eguaglianza, solidarietà e mutuo rispetto. Non si basano invece sul ricatto e gli ultimatum. Nessuno ha il diritto di mettere in pericolo questi principi“. E per fare capire bene il significato democrazia, ha indetto un referendum in tutta fretta per il 5 luglio, perchè a fronte della richiesta di riforme dal peso insopportabile che aggraveranno il mercato del lavoro e aumenteranno le tasse, il suo Governo è “obbligato a rispondere sentendo la volontà dei cittadini“.

Il quesito del referendum sarà per decidere se accettare o meno la proposta dei creditori (la troika), ma nei fatti sarà un referendum sull’euro. Se i greci infatti, sceglieranno di non accettare il piano di riforme, il prestito ponte non verrà erogato e la Grecia si ritroverà in default. La logica conseguenza sarà l’uscita dall’euro. Quindi si tratta a tutti gli effetti di “un referendum sull’euro”.

A questo punto speriamo che Tsipras ci arrivi al 5 luglio. I precedenti non non fanno sperare bene, infatti il 30 di ottobre 2011 quando il Governo di Papandreou, annunciò di voler sottoporre a referendum popolare il piano di ristrutturazione del debito greco, fu immediatamente rovesciato e al suo posto arrivò Lucas Papademos, mentre in contemporanea a Roma veniva costretto alle dimissioni Silvio Berlusconi e al suo posto ci fu imposto, con la regia di Giorgio Napolitano, Mario Monti.

Riusciranno a fare la stessa cosa con Tsipras? Questa volta l’operazione sembra più complicata, la maggioranza che sorregge il governo Greco appare compatta e determinata ed il dito medio del ministro Yanis Varoufakis esprime meglio di mille parole la determinazione di un popolo stanco di subire le prepotenze di un manipolo di banchieri assetati di potere.

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