Il PD ridà l’acqua ai privati: bagarre in aula con il M5S – VIDEO


Ecco questo è uno dei motivi per i quali i cittadini non votano più ai referendum.

Ieri sera alla Camera si è consumato il primo atto del ritorno della gestione dell’acqua ai privati. Un paio di emendamenti a firma del PD infatti, tradiscono la volontà di 27 milioni di italiani che nel 2011 avevano votato il referendum perché l’acqua tornasse pubblica.

La legge di iniziativa popolare sull’acqua pubblica, era stata voluta dal M5S e porta la firma di Federica Daga. Il testo originale è stato però stravolto dal Pd, che ne ha completamente ribaltato il senso, eliminando l’articolo 6 – che era il cuore della legge – e lasciando via libera alle privatizzazioni. Il M5S a seguito di questo scempio, ha ritirato le proprie firme.

È il primo ok al provvedimento che con gli emendamenti del Pd tolgono l’obbligo della gestione pubblica dell’acqua. A Montecitorio è Caos . Il vicepresidente Giachetti che ieri sera presiedeva l’aula, commenta: “Fatti gravissimi”.

Infatti, al momento del voto tutti i deputati del M5S hanno esposto maglie azzurre e bandiere del referendum urlando “l’Acqua non si vende!”. Contemporaneamente dalle tribune del pubblico, alcuni attivisti dei comitati per la difesa dell’acqua pubblica, accreditati per l’ingresso da alcuni deputati, hanno lanciato bandiere ed hanno urlato contro i banchi della maggioranza, opponendosi agli assistenti parlamentari che tentavano di fermarli e un attivista è saltato giù dalla tribuna. Angelo Cera (Ap) ha urlato ai deputati M5S “fate smettere quel pagliaccio”. Sinistra Italiana ha applaudito la protesta.

L’intervento dei commessi che hanno fatto cordone, ha evitato il contatto fisico tra i manifestanti e la maggioranza, tant’è che alcuni dei commessi in tribuna hanno dovuto ricorrere alle cure dell’infermeria.

Dunque il primo via libera, dopo le polemiche dei giorni scorsi per il disegno di legge per la tutela e la gestione pubblica dell’acqua, è passato . Il testo è stato approvato dai deputati con 243 voti a favore, 129 contrari e due astenuti. Il ddl ora passa al Senato per l’approvazione definitiva.

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Debora Ranzetti

Pubblicato da Debora Ranzetti

Debora Ranzetti, romana, avvocato ma blogger per passione. Non ha partiti ne tessere, amante delle battaglie impossibili, il cui motto è: “non mi piego, ma a spezzarmi non ci penso nemmeno”. Scrive quello che pensa, senza filtri, ma sempre nel rispetto delle regole. Animalista, ambientalista, inquieta e sempre di corsa, ma pronta a fermarsi se qualcuno è in difficoltà.