Oggi incontro tra ALA e PD: Verdini entra ufficialmente in maggioranza

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È arrivato il grande giorno. Nella tarda mattinata di oggi, ci sarà il fatidico incontro – per buona pace degli scettici – tra ALA e lo stato maggiore renziano.

 

VERDINI-RENZI

L’oggetto della discussione è un accordo “complessivo” che definisca e sancisca il ruolo di Ala all’interno della maggioranza. Il dilemma si riduce a due opzioni: o un ingresso organico o un appoggio esterno, l’obbiettivo ovviamente, è di mettere fine alle sceneggiate viste fin qui, di un sostegno che già c’è, ma che ad oggi viene negato.

Quindi Denis Verdini in persona, accompagnato dal capogruppo al Senato Lucio Barani e Saverio Romano, di fatto capogruppo alla Camera – nelle more che il gruppo raggiunga quota venti – incontrerà lo stato maggiore renziano, ma non al Nazareno, come dapprima vociferato, ma a Montecitorio.

Lo spostamento della location alla Camera, si è reso necessario dopo le prime polemiche arrivate immediatamente dopo che la notizia era circolata. Lorenzo Guerini vicesegretario dem in proposito dice: “E’ previsto un normale incontro alla Camera con Ala a livello parlamentare, per un confronto sull’agenda dei prossimi appuntamenti parlamentari”.

La delegazioni del Pd sarà formata, oltre che da Guerini, anche dal sottosegretario Luca Lotti, per la nota vicinanza con Verdini. Praticamente un Nazareno 2.0, che sancirà stabilmente l’ingresso di Ala in maggioranza.

I numeri di ALA al Senato, sono stati ad oggi “indispensabili” per la sopravvivenza del governo e – pare nelle previsioni di Verdini – destinati a crescere, complice la crisi – o la connivenza – di Forza Italia. Tra deputati e senatori forzisti, infatti circola un solo slogan: “Ormai, siamo dei morti. Qua non rientra più nessuno”.

La sinistra DEM con a capo Roberto Speranza continua ad abbaiare alla luna e giorno dopo giorno – a nostro parere – indietreggia verso il baratro di un centimetro alla volta, ma ormai è sull’orlo del precipizio.

Roberto Speranza tra stupore e disappunto dice: “Ma, dico io… ma le pare possibile? Con le elezioni alle porte nei comuni più importanti del nostro Paese, con la tensione tra magistratura e politica mai cosi alta come nell’ultima settimana, con le inchieste clamorose appena venute alla luce che stanno purtroppo toccando esponenti del Pd…”.

Poi continua: “Io sono sempre garantista. Certo che però tutte queste medaglie al valor giudiziario… Questo aspetto lo rende indigeribile agli occhi del nostro popolo. Ma è il suo passato politico complessivo ad essere del tutto inconciliabile col centro-sinistra. È l’uomo che rastrellava truppe per non far cadere un governo che stava portando l’Italia nel baratro, difensore delle leggi ad personam, artefice dell’ascesa di Cosentino… Insomma, un avversario politico, non un alleato”.

Volevamo fare un commento conclusivo, ma le parole di Speranza sono abbastanza esaustive… non occorre infierire oltre.


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