Mente&Psicologia. La Pedofilia e gli abusi sessuali sui minori

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Un’introduzione all’abisso della pedofilia, tra la figura del pedofilo ed i dati sul grave problema in Italia

Chi è il pedofilo?

Le tipologie del comportamento pedofilo sono molteplici e non implicano necessariamente un contatto fisico col bambino: il comportamento del pedofilo può prevedere sia comportamenti abusanti, che azioni di cura e accudimento verso il minore. Sono spesso appartenenti alla famiglia (familiari, educatori…) e persone con cui il minore passa gran parte del tempo.

Inoltre linteresse di un adulto per un bambino, pur se erotizzato, potrebbe limitarsi a una forma di attenzione morbosa che non si esprime in un vero e proprio abuso sessuale fisico.

Tuttavia, sempre più spesso le componenti di crudeltà e violenza che si associano a varie forme di abuso sessuale sui minori assumono le caratteristiche di una relazione sadomasochistica vera e propria (definita perversione della perversionedagli psicoanalisti).

Il fatto che il presunto abusante sia una persona vicina al nucleo familiare, che può avvalersi della fiducia e della stima del minore e della sua famiglia, può rendere ancora più ostica la rivelazione dellabuso da parte del minore e il conseguente intervento.

Una strategia per garantirsi limpunità e proseguire indisturbato gli abusi, è anche quella di eseguire una vera e propria manipolazione psicologica della vittima, che si trova incapace anche di rendersi conto della gravità della situazione.

Nei pedofili, relazioni intime/profonde e legami affettivi impegnativi tra adulti possono suscitare sentimenti estremamente negativi (angoscia da prestazione, senso di inadeguatezza), tali da fargli prediligere relazioni intime con bambini, che non sarebbero in grado di giudicare le prestazioni dellabusatore, e gli permettono di evitare situazioni poco piacevoli o difficili da gestire con i coetanei. Nella maggior parte dei casi, i pedofili non chiedono laiuto di un professionista per essere curati, sono coscienti di attuare comportamenti illeciti contro un minore ma negano e sminuiscono le proprie responsabilità.

La maggior parte dei molestatori di minori denunciati non hanno precedenti penali, sono ben inseriti dal punto di vista sociale e lavorativo, insospettabili”.

Infine, alcuni pedofili possono apparire come personalità dominanti e carismatiche, esercitando un potere molto forte sul bambino, sulla famiglia stessa o sugli altri adulti responsabili del minore, e possono usare una forte coercizione mascherata da sincero interesse verso il prossimo, se non addirittura da una vocazione educativa”.

In ambito diagnostico, vi sono diversi livelli di gravità della pedofilia, definibili e quantificabili solo da unapprofondita e accurata analisi psicopatologica.

La pedofilia: parafilia o disturbo?

Il terminePedofilia denota una condizione in cui un adulto desidera o trova un bambino pre-pubescente o pubescente precoce sessualmente attraente. Deriva dal greco e unirebbe il termine bambino con quello di affetto/amicizia (παιδòς e φιλìα).

Il fenomeno legato all’attività sessuale tra adulti e bambini, è stato descritto fin dallantica Grecia e si manifesta in varie società e culture, anche se spesso valutato in modo diverso, ed è stato anche segnalato in primati non umani, e in ogni epoca storica, per millenni, i bambini sono stati mercificati, venduti e abusati, anche a livello sessuale.

La prostituzione minorile era già una realtà evidente agli occhi di tutti a fine Ottocento, e ne hanno fatto riferimento nei loro scritti anche vari autori di romanzi fino al secondo dopoguerra.

Nel 1886, lo psichiatra Krafft-Ewing aveva già mostrato, nel suo trattato dedicato alla psicopatia sessuale, un certo interesse per un gruppo di perversioni che aveva chiamato pedofilia erotica, tuttavia la collocazione della pedofilia allinterno della categoria delle perversioni sessuali risale al 1905, quando Freud scrisse il famoso saggio sulla teoria della sessualità infantile, nella quale include la tendenza pedofila tra le alterazioni delloggetto e della meta sessuale. Quindi, fino al 2013 anno di pubblicazione del DSM 5, la Pedofilia veniva definita nella versione precedente del Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi mentali (DSM 4) come una parafilia.

Nel DSM 5, i disturbi sessuali vengono invece suddivisi in:

  1. Disforie di Genere

  2. Parafilie

  3. Disfunzioni sessuali

Le parafilie vengono distinte in 8 forme:

  • pedofilic disorder (pedofilia)

  • exhibitionistic disorder (esibizionismo)

  • fetishistic disorder (feticismo)

  • frotteuristic disorder (frotteurismo)

  • sexual masochism disorder (masochismo)

  • sexual sadism disorder (sadismo)

  • transvestic disorder (travestitismo)

  • voyeuristic disorder (voyeurismo)

Il DSM 5 richiede, come criteri per la diagnosi di disturbo parafiliaco, che il soggetto:

  • viva il suo interesse sessuale con angoscia, non derivante semplicemente dalla disapprovazione sociale,

  • o abbia un desiderio o comportamento sessuale che comporti disagio psichico, delle ferite o la morte di unaltra persona,

  • oppure un desiderio per comportamenti sessuali che coinvolgono altre persone incapaci di dare un valido consenso o coinvolte a loro insaputa

Quindi, per una diagnosi di Disturbo è necessario che lindividuo manifesti anche un disagio clinicamente significativo e una compromissione dellarea sociale e psicologica.

Viene infatti introdotto il termine pedophilic disorder, per evidenziare e sottolineare la componente psicopatologica che sottende e mantiene il  disturbo, che prevede inoltre:

  • ricorrenti e intense fantasie sessualmente provocanti,

  • impulsi sessuali o comportamenti che coinvolgono l’attività sessuale con un bambino in età prepuberale o bambini (generalmente 13 anni o più giovani) per un periodo di almeno 6 mesi.

Tutti coloro che non soddisfano pienamente i criteri diagnostici, (attrazione sessuale rivolta verso i bambini non agita, in assenza di sentimenti di colpa, vergogna e ansia, quindi una forma egosintonica), presentano un interesse sessuale, sotto-categoria introdotta nel DSM-5 per operare una distinzione col disturbo mentale vero e proprio, chiarendo il confine tra soggetti che presentano un interesse sessuale atipico e non agito e quelli che sono affetti da un disturbo mentale vero e proprio, cioè agito.

La pedofilia, quindi può considerarsi come un crimine oppure una psicopatologia:

  • È un crimine quando i pedofili decidono con lucidità di abusare dei bambini (child sex offender”)

  • È una patologia quando lattrazione verso i bambini è limitata allinterno delle proprie fantasie sessuale senza dar luogo ad una violenza fisica

Reati legati alla pedofilia si possono verificare in tutte le tipologie di istituzioni sociali in cui siano presenti bambini e preadolescenti: dalle famiglie ai centri religiosi e gli oratori, dalle scuole ai seminari, dai centri sportivi alle associazioni giovanili e le comunità di recupero.

La sessualizzazione della relazione adulto-bambino risulta una forma coercitiva di interazione umana nella quale la creatività, la spontaneità e il rispetto per la libertà individuale vengono a mancare: il bambino spesso non è solo oggetto del desiderio, ma anche oggetto d’uso” del pedofilo.

Negli anni ’90, lavvento di internet ha portato allincremento di nuove tipologie di reati commessi per mezzo di strumenti informatici, come l’adescamento di minori nelle chat.

Si è rilevato inoltre un sempre maggior numero di pedofili a livello globale, un aumento della mercificazione dei corpi dei bambini in Rete, la diffusione virale di siti pedopornografici facilmente accessibili e pratiche di abuso dei minori nelle istituzioni educative.

I dati ci pongono di fronte al problema di trovare strumenti più efficaci per prevenire e contrastare i fenomeni della pedofilia e dellabuso sessuale nella società in cui tutti viviamo. Parallelamente, gli studiosi delle scienze umane sono tenuti a comprendere in maniera sufficientemente completa le motivazioni e le dinamiche psicofisiologiche, sociali ed emotive, oltre che esperenziali, che spingono alcuni adulti a desiderare e agire rapporti sessuali con minori e/o bambini anche molto piccoli, se non addirittura neonati, a discapito del proprio e altrui benessere e serenità.

DATI

La pedofilia come fenomeno globale

Grazie anche ai mezzi, strumenti, risorse e contatti offerti da internet e dai social network, la pedofilia è diventata un fenomeno di massa, una vera e propria organizzazione sociale non più solamente una struttura mentale”: è un vero e proprio crimine organizzato.

La prostituzione minorile e la pornografia minorile risultano essere le due forme più frequenti di violenza sessuale a danno di minori:

  • secondo lUNICEF, 2 milioni e 500 mila bambini sono costretti ogni anno a prostituirsi (1 milione solo in Asia), un numero imprecisato di minori subisce violenza domestica, fino a livelli di vera e propria schiavitù familiare. dei bambini costretti a prostituirsi è sieropositivo.

  • Negli USA, circa 702.000 bambini lanno subiscono violenze e maltrattamenti, di cui l8,3% subisce abusi sessuali. Più di 2 bambini su 1.000 perdono la vita in seguito o durante le violenze, nelle quali è coinvolto nel 79% dei casi un genitore.

  • In Europa, si stima che tra il 10 e il 20% dei minori subisce abusi sessuali durante linfanzia (Europe Report on Preventing Child Maltreatment WHO, 2013; European Union, 2015).

  • L’INTERPOL ha individuato, attraverso lutilizzo dell’ICSE (International Child Sexual Exploitation database, operativo dal 2009) più di 6.300 minori vittime di sfruttamento sessuale ed arrestato più di 3.200 autori di reato (Interpol, 2015).

La Pedofilia in Italia

In Italia, purtroppo, è ancora in via di definizione la messa in atto di un monitoraggio sistematico da parte di organi istituzionali, che consenta di avere un quadro aggiornato, complessivo ed esaustivo della portata del fenomeno dellabuso sessuale nei confronti dei bambini e adolescenti.

Secondo i dati ISTAT più recenti, in Italia nel 2014 le denunce all’Autorità Giudiziaria sono state:

  • 494 per atti sessuali con minorenne,

  • 155 per corruzione di minorenne (+18 rispetto al 2013),

  • 544 per pornografia minorile e detenzione di materiale pedopornografico (+55 rispetto al 2013).

La maggior parte degli abusi sessuali segnalati vengono messi in atto da persone conosciute (oltre il 76% dei casi della linea 19696 al Telefono Azzurro e oltre il 54,3% dei casi per la linea 114), per lo più appartenenti al nucleo familiare

Bambini e bambine fino a 10 anni sono vittime in particolare di toccamenti e fellatio, costretti ad assistere ad atti sessuali o a visionare materiale pedopornografico.

A Sciacca si è registrato negli ultimi anni il caso di Davide Mordino, sacerdote di 47 anni, parroco della Basilica di San Calogero, condannato a 9 anni e 8 mesi di reclusione per atti sessualicon minori tra i 14 e i 18 anni in cambio di denaro (50-300 euro) fino al 2009, e avrebbe compiuto altri tentativi con altri minorenni, senza riuscirvi. Dai verbali del processo, risulta che avrebbe detto ai minori di eseguire dei test sulla sensibilità” per conto dell’Università di Palermo. Era già stato arrestato nel luglio del 2012, messo ai domiciliari a settembre. A dicembre perde il sacerdozio dopo che il TerzOrdine Regolare lo aveva allontanato da Sciacca per un periodo di riflessione, avviando unindagine interna.

Il sacerdote, avrebbe anche fatto sottoscrivere un modulo, apparentemente intestato alla società Mediaset di Milano, che avrebbe consentito ai giovani la partecipazione a programmi televisivi, oltre che una raccomandazionedata la parentela del parroco con un noto intrattenitore televisivo, impegnato in trasmissioni condotte da Maria De Filippi, rendendosi così facilmente credibile ai ragazzi che ambivano ad accede al mondo dello spettacolo.

Le conseguenze

Il problema della pedofilia, essendo inserito prevalentemente in contesti di relazioni affettive significative per il minore, in cui avvengono dinamiche profonde e intime, risulta particolarmente complesso da analizzare, oltre che estremamente deleterio per la salute psicofisica del minore. Ad esempio, le vittime manifestano frequentemente:

  • disturbi nella regolazione (p.e. alimentazione, sonno, enuresi)

  • disturbi somatici (p.e. mal di testa, mal di pancia)

  • disturbi comportamentali (p.e. Aggressività disgelata e scoppi dira apparentemente improvvisi e immotivati, espliciti riferimenti di carattere sessuale)

  • ansia e depressione ,

  • difficoltà nelle relazioni con i coetanei (p.e. isolamento dai compagni)

I bambini abusati tendono per lo più a costruire modelli rappresentativi negativi di sé e degli altri, basati su un senso interno di indegnità personale e di negatività, in cui sono preponderanti sentimenti di rabbia e di autosvalutazione, che possono interferire con la regolazione affettiva.

Numerose ricerche hanno evidenziato un circolo vizioso dellabuso: avviene spesso che il bambino abusato divenga a sua volta abusante in età adulta, e/o rivittimizzato.

Inoltre, sono stati rilevati altri esiti psicopatologici significativi quali:

  • disturbi affettivi,

  • disturbi post-traumatici da stress

  • e comportamenti violenti e antisociali

Soluzioni

Fornire a chiunque si trovi sul territorio nazionale assistenza psicologica, nonché consulenza psico-pedagogica, per situazioni di emergenza che interessano bambini e adolescenti e fornire i necessari collegamenti con le strutture territoriali competenti di ambito sanitario, sociale e di sicurezza.

Attività territoriali e locali con sviluppo di progetti specifici sul tema dellabuso sessuale e della pedofilia. Ad esempio:

attività formative rivolte a specifiche categorie professionali o a gruppi multi-professionali, progettate e realizzate sui temi della violenza sessuale e della pedofilia, anche on-line;

attività di prevenzione nelle scuole (con studenti, genitori, insegnanti e personale docente);

attività di studio e ricerca su abuso, sfruttamento sessuale e pedofilia (anche online);

attività di sensibilizzazione, attraverso convegni e seminari per professionisti e la società civile (anche on-line) per stimolare la riflessione e il confronto su queste tematiche

Mente & Psicologia è una rubrica medico-psicologica a cura della dott.ssa Camilla Scagliarini.


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Camilla Scagliarini

Informazioni su Camilla Scagliarini

Camilla Scagliarini, nata a Ponte dell’Olio il 15-11-87. Nel 2012 Laurea a pieni voti in Psicologia Clinica, Università degli Studi di Pavia, con la tesi “Traumi complessi e Dissociazione Strutturale della Personalità - Il trattamento tramite EMDR”. Dal 2012 al 2013, tirocinio post-lauream al Centro di Ricerche e Studi in Psicotraumatologia (CRSP) di Milano e Abilitazione alla professione di Psicologo. Nel 2013, educatrice per minori per la Cooperativa Sociale Azzurra (Milano). Dal 2013 al 2015 collaboratrice presso la Associazione EMDR in Italia e la Asociaciòn EMDR Espana. Nel 2014, è ricercatrice nel team di ricerca per il (Bipolar EMDR Trauma-study” per il FIDMAG (Hermans Hosphtalarias Research Foundation, CIBERSAM) a Barcellona (Spagna). Traduzione dall’italiano allo spagnolo del testo: “La giusta distanza. Il giocolibro per l’adozione”, di Anna Rita Verardo…2015. Traduzione dall’inglese all’italiano del testo “EMDR e Disturbo Borderline di Personalità”, di Dolores Mosquera e Anabel Gonzalez…... 2016. Iscritta all’Ordine degli Psicologi della Lombardia nel 2016. Dal 2015 collaboratrice esterna del Centro Studi PIIEC (Psicoterapia Integrata Immaginativa ad Espressione Corporea) e assistente della Dott. Elisa Faretta, direttrice del Centro. Dal 2016 al 2017, ideazione e realizzazione del Progetto “Ben Essere e Adolescenza” proposto dal Centro Studi PIIEC volto alla prevenzione del fenomeno bullismo presso l’Istituto Comprensivo di Verbania Intra (VB). Nel 2016 Educatrice di sostegno per la Cooperativa Solidarietà e Servizi (Milano). Dal 2018 svolge interventi di prevenzione al tabagismo e dipendenze e promozione di stili di stili di vita salutari nelle scuole di Milano e provincia come educatrice LILT (Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori), progetto Agente 00 Sigarette.

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