Mente&Psicologia. Intelligenza emotiva e legame d’attaccamento nelle relazioni di coppia

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“il bambino possiede alla nascita un sistema biocomportamentale che deriva, in parte, la propria organizzazione dall’organizzazione del caregiving” (Lyons-Ruth, 2003)

Introduzione

Il concetto di “amore romantico” e di “compatibilità delle anime” risale al tardo Settecento, costituendo un’aperta critica anche alle gerarchie sociali e proponendo progetti alternativi di società.

Cene con amici, feste ed eventi, nozze, uscite nei locali, costituivano importanti opportunità di nuove conoscenze, e consolidamento di amicizie.

Il contatto e fidanzamento della coppia costituiscono un processo con rituali e tradizioni da rispettare, determinati in maniera significativa dall’educazione familiare e influenzati dal contesto socio-culturale di appartenenza.

Nel sistema complesso costituito dalla coppia, minime variazioni negli input (p.e. Lievi cambiamenti nelle espressioni emotive nel/nella partner, possono produrre alterazioni anche significative a livello di output.

Le relazioni interpersonali svolgono un ruolo fondamentale per il nostro benessere emotivo durante l’intero ciclo di vita: l’organizzazione del Sé è strettamente legata alle relazioni umane. Inoltre, possono favorire, durante l’intero ciclo di vita, lo sviluppo mentale. La mente umana emerge infatti da processi che modulano flussi di energia e informazioni all’interno del cervello e fra diversi cervelli. In particolare, si forma a partire dalle interazioni fra processi neurofisiologici interni ed esperienze interpersonali: nelle prime fasi di vita, infatti, le relazioni interpersonali costituiscono la fonte primaria delle esperienze che modulano l’espressione genetica a livello cerebrale: le “connessioni” umane plasmano quindi lo sviluppo delle connessioni nervose (Siegel, 1999).

Quindi, lo sviluppo delle strutture e funzioni cerebrali dipende dal modo con cui le esperienze (in particolare sociali e relazionali) influenzano e modellano i programmi di maturazione geneticamente determinati del sistema nervoso.

Emozioni, relazioni e organizzazione mentale

L’emozione e l’esperienza delle emozioni costituiscono le espressioni dirette dei livelli più alti di bioregolazione negli organismi complessi e sono fondamentali per capire la relazione fra un organismo e l’ambiente in cui vive: società e cultura (Damasio, 1998). Comprendere il comportamento dei sistemi complessi come l’essere umano e la coppia, può aiutarci a comprendere le modalità apparentemente “automatiche” con cui possono evolvere le nostre relazioni interpersonali.

Anche i meccanismi che consentono alla mente di conferire un valore o un significato alle esperienze umane sono strettamente correlati alle interazioni sociali: l’attribuzione di significati e le relazioni interpersonali coinvolgono circuiti neurali implicati nella generazione dei processi emozionali.

Se l’espressione genetica garantisce, da un lato la sintesi di proteine che favoriscono la crescita neuronale e sinaptica, dall’altro, sono le esperienze (mediante l’attivazione di circuiti nervosi specifici) a influenzare direttamente le modalità di espressione genetica, quindi la connettività sinaptica che forma il substrato della nostra mente.

Le nostre esperienze quotidiane influenzano significativamente le connessioni neurali e l’organizzazione delle attività cerebrali, contribuendo a:

  • plasmare le strutture cerebrali,

  • determinando l’attivazione di circuiti specifici,

  • consolidando collegamenti pre-esistenti

  • e inducendo la creazione di nuove sinapsi.

Da un punto di vista neuro-anatomico, si è visto come la corteccia orbito-frontale moduli processi neurofisiologici che integrano i vissuti delle nostre esperienze: valutazione di significati, flessibilità di risposta, relazioni sociali, regolazione emotiva, coscienza autonoetica).

Comunicazione emotiva, relazione e autoregolazione

La regolazione delle emozioni è alla base dei processi di organizzazione del Sé: i processi di sintonizzazione emotiva creano connessioni, fra la mente del genitore e del figlio, fondamentali per l’acquisizione delle capacità di modulare e organizzare le sue funzioni in maniera progressivamente più autonoma.

Le interazioni interpersonali consentono lo stabilirsi di stati di sintonizzazione affettiva che favoriscono l’amplificazione di emozioni positive e la riduzione di quelle negative.

Le relazioni con gli altri facilitano o scoraggiano la tendenza a integrare le rappresentazioni delle nostre esperienze: le relazioni interpersonali influenzano direttamente le modalità con cui ricostruiamo mentalmente la realtà (Siegel, 1999).

Ad esempio, sono state rilevate correlazioni significative tra stili di attaccamento genitore-figlio diversi e differenze nelle risposte fisiologiche, nei modi di vedere il mondo e di relazionarsi con gli altri: durante lo sviluppo i bambini interiorizzano le relazioni con le figure di attaccamento, generando schemi mentali (Modelli Operativi Interni) che favoriscono lo sviluppo di una “base sicura”.

Le esperienze precoci con i caregiver vengono quindi interiorizzate e costituiscono dei Modelli Operativi Interni (schemi cognitivo-emozionali del mondo interpersonale) di sé stessi e degli altri. Regolano inoltre le aspettative individuali di cura e supporto, determinando una stretta relazione causale tra le esperienze di ognuno con i propri genitori e la successiva capacità di instaurare legami affettivi significativi. Tuttavia, lo stile di attaccamento può modificarsi grazie a nuove esperienze “correttive”.

Dai 15 ai 17 anni, altre figure diverse dai genitori iniziano ad entrare nella vita degli adolescenti, creando veri e propri legami di attaccamento.

La teoria dell’attaccamento, frutto della collaborazione tra Bowlby e Ainsworth, fornisce indicazioni generali su come la personalità e i legami affettivi cominciano a organizzarsi fin dai primi anni di vita: i Modelli di Attaccamento possono essere infatti attivati in età adulta all’interno di una relazione sentimentale.

Le forme di comunicazione reciproca che si stabiliscono fra caregiver e bambino sono determinanti per lo sviluppo dei processi di autoregolazione, consentendo al bambino di sviluppare:

  • le capacità di regolazione emotiva,

  • di relazionarsi con gli altri

  • di creare una narrativa autobiografica

  • e di affrontare il mondo in maniera propositiva

Mediante lo scambio di segnali non-verbali (p.e. Gesti, espressioni facciali, tono di voce, sguardo, postura ecc…), due soggetti sono in grado di comunicare e condividere i loro stati mentali.

Tali esperienze di interazioni interpersonali contribuiscono a determinare direttamente la natura della loro esperienza emotiva in quel dato momento, vengono inoltre memorizzate e introiettate dal bambino, plasmando lo sviluppo cerebrale. Anche da adulti continuiamo ad avere il bisogno di sentirci amati e compresi, di sentire che altri possono percepire e condividere con noi gli stati mentali.

Tali influenze sono mediate in particolare dalla comunicazione emotiva: la capacità dell’individuo di organizzare le proprie emozioni, influenzate da precedenti esperienze di attaccamento, incidono direttamente le modalità con cui la mente integra le esperienze e reagisce a situazioni simili (Siegel, 1999). Nella condivisione di emozioni fondamentali ha un ruolo fondamentale la comunicazione verbale, cui si accompagna una serie di messaggi non verbali che riflettono processi primari contemporanei.

Il collegamento tra due menti si fonda sulla condivisione reciproca di informazioni ed energie.

In particolare, è mediante la comunicazione emotiva che due menti possono entrare in connessione reciproca, e durante lo sviluppo i pattern di comunicazione interpersonali stabiliti con le figure di attaccamento influenzano significativamente e direttamente la maturazione delle strutture cerebrali che mediano i nostri processi di autoregolazione.

Nell’ambito di relazioni d’attaccamento sicure le interazioni consentono al bambino di sviluppare le capacità di autoregolazione necessarie per modulare l’impatto di stati mentali “spiacevoli”.

Le percezioni, i comportamenti e le aspettative del genitore interagiscono con il temperamento innato del bambino, determinando la natura del rapporto. Gli stati mentali diventano, progressivamente, pattern di attività caratteristici dell’individuo, definibili come “stati del Sé”. Affinché si sviluppi un “Sé privato” della coppia, con relativa autorganizzazione diadica efficace e soddisfacente, è necessario che i partner siano in grado di riflettere insieme sulle modalità con cui il loro “Sé pubblico” ha cercato di rispondere in maniera adattiva a comportamenti del partner, alle esperienze di disconnessione affettiva seguite o meno da riparazione.

La scelta del partner

La scelta del partner è orientata anche da criteri socio-economici e socio-culturali quali status, livello di istruzione, reddito, prestigio familiare, interessi comuni, proprietà, ecc… In passato, tali dimensioni svolgevano un ruolo ancora più importante. I criteri di selezione del proprio partner variano a seconda dell’epoca e del contesto, mostrando sia caratteristiche di continuità, che di variabilità transculturale e inter-individuale.

Gli studi condotti fino ad oggi rilevano come la scelta del partner sembra essere determinata da:

  • effetto familiarità: scegliamo qualcuno che somigli a persone che conosciamo, che abbiamo conosciuto, a noi familiari

  • effetto somiglianza: preferiamo qualcuno che somiglianti a noi, con i nostri gusti, interessi, ritmi ecc…

  • effetto sensibilità: ci orientiamo maggiormente verso persone premurose nei nostri confronti

In particolare, i criteri di scelta degli uomini riguardano:

  1. alto potenziale riproduttivo per garantire la continuità dei propri geni

  2. donne giovani (perché più riproduttive)

  3. donne “belle” (geni privi di deformità da trasmettere alla prole) che seguono il “baby schema”

  4. certezza della paternità (altrimenti hanno paura di investire risorse in una prole che non gli appartiene , tanto più le donne resisteranno alle tentazioni degli uomini tanto piu’ si creera’ un relazione stabile).

  5. deve essere una ragazza “ seria “

Mentre i criteri di scelta principali delle donne risultano essere:

1) relazioni sentimentali stabili

2) evitano le avventure sessuali

3) pongono ostacoli agli uomini che tendono ad essere infedeli

4) partner più alti

5) partner più anziani

Anche la sezione aurea sembra giocare un ruolo nella scelta del partner; la combinazione di tratti infantili e tratti maturi, se organizzati in modo particolare, possono avviare un meccanismo di “attrazione” nei confronti di un determinato volto.

John A. Lee ha individuato alcuni stili amorosi:

  • L’eros: l’amore passionale

  • Il ludus: l’amore-gioco

  • Lo storge: l’amore amicale

  • La mania: l’amore possessivo

  • Il Pragma: l’amore logico

  • L’agape: l’amore altruistico e disinteressato

Gli individui con attaccamento sicuro hanno relazioni sentimentali caratterizzate da una combinazione di Eros e Agape: mostrano un elevato livello di autostima, una mancanza di ansia rispetto alla relazione e si sentono a proprio agio con l’intimità sia fisica che emotiva

Le fasi del legame di coppia:

  1. Prima fase – corteggiamento: toni di voce amichevoli, postura orientata verso il partner desiderato

  2. Seconda fase – innamoramento: uso del baby talk, ricerca del partner per condividere esperienze ed vissuti sia piacevoli che dolorosi

  3. Terza fase – l’ amore:

  • attività sessuale diminuisce

  • dalla passione si passa all’intimità

  • il partner viene associato a una forma di benessere

  • regola del tre

  • ansia da separazione (legame d’attaccamento)

Il legame di coppia vero e proprio (relazione “seria”) inizia quando subentra l’ansia da separazione: quando il/la partner non è solo come la persona che ci sta vicino, ma anche come la persona di cui sentiamo la mancanza durante periodi di separazione, in maniera anche molto dolorosa.

  1. Quarta fase – attaccamento

  • diminuzione del contatto fisico

  • interdipendenza emozionale

  • formazione della base sicura

Gli indicatori di amore nella relazione riguardano, in particolare, il fatto che:

  • ci piace passare del tempo con il/la partner (effetto mantenimento del contatto)

  • ci rivolgiamo a lui/lei quando abbiamo un problema (effetto rifugio sicuro)

  • ci manca quando non c’e’ (effetto ansia da separazione)

  • si sente di poter contare su lui/lei (effetto a base sicura)

La gelosia femminile subentra quando un uomo può potenzialmente innamorarsi di un’altra donna, investendo tempo ed energie preziose in questa relazione e abbandonando lei e la prole.

L’uomo invece si dimostra fondamentalmente geloso rispetto a rapporti sessuali della compagna, che lo potrebbero portare ad essere “padre incerto”, quindi investire energie e risorse in una prole priva delle sue caratteristiche genetiche.

Conclusione

Le relazioni di coppia continuano ad avere la funzione di mantenere uniti due partner riproduttivi almeno il tempo necessario affinché la prole possa raggiungere la possibilità di essere a loro volta partner e genitori adeguati.

Abbiamo visto come l’amore si configura come un costrutto multidimensionale, nel quale le differenze individuali sono riconducibili ai percorsi affettivi di ogni individuo, a partire dalle prime esperienze d’amore con la propria figura di attaccamento.

Tutti i processi, risultato dell’evoluzione della specie (filogenesi), sono in dialettica anche con l’ontogenesi, lo sviluppo individuale e le influenze ambientali.

Tra i fattori ambientali che possono condizionare la qualità delle relazioni affettive del soggetto vi sono:

  • Il comportamento genitoriale durante i primi anni di vita

  • l’atteggiamento di accettazione/rifiuto dell’ambiente (p.e. Coetanei, possibili partner, ecc…)

  • La possibilità di vivere esperienze sociali positive e soddisfacenti

In particolare, il mancato soddisfacimento, durante l’infanzia, dei bisogni primari (di protezione dai pericoli e conforto quando si ha paura), determina lo sviluppo di strutture cognitive responsabili anche della scelta del partner e della qualità delle relazioni interpersonali in età adulta.

Le coppie con uno “stile sicuro”, caratterizzate da una maggior soddisfazione coniugale:

  • Sono maggiormente disponibili a trovare un compromesso col partner,

  • Sono più flessibili

  • Utilizzano principalmente strategie costruttive che riflettono il bisogno di promuovere la qualità della relazione

  • I rapporti sessuali avvengono all’interno della relazione e costituisce una parte del coinvolgimento affettivo e sentimentale

Emozioni quali passione, gelosia, ansia e odio sarebbero quindi l’esito delle modalità mediante le quali interpretiamo in modo più o meno pregiudiziale le risposte degli altri ai nostri bisogni affettivi, insieme alle aspettative sull’accoglienza delle proprie richieste di accudimento e conforto. In particolare, è l’ansia che modula la direzione dei processi cognitivi.

Quindi, anche la regolazione affettiva, i propri pattern di risposta emotiva, insieme alla capacità di riconoscere gli stati affettivi propri e del partner e di capirsi e sostenersi reciprocamente, sono strettamente connessi alle rappresentazioni mentali del Sé e degli altri.

Mente & Psicologia è una rubrica medico-psicologica a cura della dott.ssa Camilla Scagliarini.


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Camilla Scagliarini

Informazioni su Camilla Scagliarini

Camilla Scagliarini, nata a Ponte dell’Olio il 15-11-87. Nel 2012 Laurea a pieni voti in Psicologia Clinica, Università degli Studi di Pavia, con la tesi “Traumi complessi e Dissociazione Strutturale della Personalità - Il trattamento tramite EMDR”. Dal 2012 al 2013, tirocinio post-lauream al Centro di Ricerche e Studi in Psicotraumatologia (CRSP) di Milano e Abilitazione alla professione di Psicologo. Nel 2013, educatrice per minori per la Cooperativa Sociale Azzurra (Milano). Dal 2013 al 2015 collaboratrice presso la Associazione EMDR in Italia e la Asociaciòn EMDR Espana. Nel 2014, è ricercatrice nel team di ricerca per il (Bipolar EMDR Trauma-study” per il FIDMAG (Hermans Hosphtalarias Research Foundation, CIBERSAM) a Barcellona (Spagna). Traduzione dall’italiano allo spagnolo del testo: “La giusta distanza. Il giocolibro per l’adozione”, di Anna Rita Verardo…2015. Traduzione dall’inglese all’italiano del testo “EMDR e Disturbo Borderline di Personalità”, di Dolores Mosquera e Anabel Gonzalez…... 2016. Iscritta all’Ordine degli Psicologi della Lombardia nel 2016. Dal 2015 collaboratrice esterna del Centro Studi PIIEC (Psicoterapia Integrata Immaginativa ad Espressione Corporea) e assistente della Dott. Elisa Faretta, direttrice del Centro. Dal 2016 al 2017, ideazione e realizzazione del Progetto “Ben Essere e Adolescenza” proposto dal Centro Studi PIIEC volto alla prevenzione del fenomeno bullismo presso l’Istituto Comprensivo di Verbania Intra (VB). Nel 2016 Educatrice di sostegno per la Cooperativa Solidarietà e Servizi (Milano). Dal 2018 svolge interventi di prevenzione al tabagismo e dipendenze e promozione di stili di stili di vita salutari nelle scuole di Milano e provincia come educatrice LILT (Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori), progetto Agente 00 Sigarette.

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