Mente&Psicologia. Come riconoscere il bullismo e gli altri comportamenti prevaricatori

  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

Bullismo a scuola, ma non solo: ecco cosa è e quali dinamiche ne sono la base

La vignetta raffigura una dinamica tipica del bullismo (sia di quello in vivo che on-line), attuata da personaggi animali personificati. Lo scenario è uno stagno, e possiamo notare i vari ruoli coinvolti: 1) Ci sono quattro grossi rospi che bullizzano una ranocchia (il bullo la tiene ferma, mentre due lo aiutano e partecipano attivamente all’aggressione, mentre sta ancora assistendo facendo da pubblico, ma è pronto anche ad agire 2) Poco vicino, tra le canne in riva allo stagno, c’è un’altra ranocchia, impaurita, che si nasconde dalla vista dei bulli. Di fianco, una tartaruga guarda la libellula, al centro del disegno, che sta per intervenire in difesa della vittima. Un altro difensore, è rappresentato da un pesce viola, che manifesta la sua rabbia nei confronti della prevaricazione che si sta compiendo 3) Sull’altra riva dello stagno, vi sono una salamandra e un tritone che osservano la scena, rappresentando quindi il pubblico 4) Sui rami dell’albero, invece, notiamo un gufo che rimprovera un giovane uccellino, mentre una cicogna si legge un libro, rivolgendo uno sguardo di disappunto nei confronti dell’autorità impegnata in altro

Col termine Bullismo, ci si riferisce a quei fenomeni di violenza fisica, psicologica, maltrattamento, vessazioni e umiliazioni mediante varie forme. Un individuo è oggetto di azione di bullismo quando viene esposto, ripetutamente ad atti intimidatori, offensivi o minacciosi da parte di uno o più pari, conducendoli talvolta anche a comportamenti autolesionisti se non, addirittura, a veri e propri tentativi di suicidio.

CARATTERISTICHE FONDAMENTALI (Olweus, 1996):

  1. Intenzionalità: azione deliberata, volontaria e realizzata con consapevolezza anche delle possibili conseguenze negative

  2. persistenza nel tempo: il comportamento è sistematico e ripetuto più volte

  3. asimmetria: disequilibrio di potere tra le parti coinvolte (per via della forza fisica, dell’età o della numerosità di aggressori), con impossibilità di difesa efficace e vissuto di impotenza da parte della vittima

Il termine sarebbe un’italianizzazione dell’inglese “bullying, derivato dal termine “Mobbing” (to mob), cioè radunare un certo numero di persone in un dato luogo e momento. In questo contesto. Costituisce però una forma di molestia/aggressione fisica e/o psicologica nei confronti dei propri lavoratori dipendenti, colleghi o collaboratori.

Può essere

  • Diretto: comportamenti caratterizzati principalmente da forza fisica, cioè che coinvolgono il corpo della vittima (spingere, strattonare, bloccare, pizzicare, far cadere, picchiare, ferire…)

  • Indiretto: comportamenti difficilmente rilevabili, ma gravemente deleteri e gravi nelle conseguenze sulla vita della vittima, danneggiando la relazione con gli altri portando all’esclusione e isolamento della vittima. Avviene mediante la diffusione di pettegolezzi e dicerie, ostracismo e rifiuto di accogliere le richieste o instaurare un dialogo

  • Verbale: comportamento che coinvolgono il linguaggio e la comunicazione verbale per danneggiare, offendere e prendere in giro la vittima

GLI ATTORI COINVOLTI NEL FENOMENO BULLISMO

Il bullismo non coinvolge solo gli individui che ne prendono parte in maniera più manifesta, vediamo quali ruoli possono essere assunti dai soggetti che:

1. Il Bullo: Attiva direttamente la sequenza di azioni vessatorie verso la vittima

  1. L’Aiutante: Svolge il ruolo di “seguace”, “sgherro”, agendo come complice del bullo

  1. Sostenitore: Rinforza in vari modi il comportamento degli aggressori, ad esempio ridendo, incitando, registrando un video, commentando e intervenendo da “spalla”, o facendo da “pubblico”

  1. Difensore: prende le difese della vittima, la consola o cerca di interrompere e contenere le prepotenze

  1. Le Vittime passive e sottomesse: Sono bambini e ragazzi per lo più tranquilli, introversi, sensibili o timidi. Sono spesso considerati riservati, chiusi e vulnerabili. Risultano essere esposti a un maggior rischio di sintomi e disturbi di tipo depressivo

  2. Le Vittime provocatrici: Combinano modalità di reazioni che spaziano da manifestazioni di tipo ansioso fino a vere e proprie azioni aggressive, se non violente. Possono essere bambini iperattivi, inquieti, additati come offensivi o maleducati. Tendono spesso a controbattere, e risultano spesso sgraditi agli adulti. Alcuni possono finire con l’essere impopolari a tutta la classe

  3. Esterno: Rimane in disparte, il cuore del traumasenza fare nulla per essere direttamente coinvolto, seppure continua a osservare la situazione. Per prevenire e arginare il fenomeno del bullismo è fondamentale lavorare proprio sugli osservatori (chiamati anche “maggioranza silenziosa”), che sono a conoscenza della situazione, ma la maggior parte delle volte non intervengono in difesa della vittima

I LUOGHI DEL BULLISMO

Tipicamente rilevabili nel contesto scolastico, il bullismo può facilmente essere osservato anche in altri luoghi di ritrovo giovanile, formali e informali, quali: oratori, fermate degli autobus e metropolitane, parcheggi per cicli e motocicli, bagni, spogliatoi e cortili di istituti scolastici, le stesse aule e palestre scolastiche, tra scout, nei parchi e giardini pubblici, club sportivi…

BULLISMO ON-LINE: IL CYBERBULLYING

Con l’accesso a Internet, il bullismo tradizionale “in vivo” ha infranto la barriera tra reale e virtuale, diffondendosi nel cyber-spazio della Rete e prendendo la forma del cosiddetto “cyber-bullismo”.

In questo non-luogo, l’accesso alle tecnologie di comunicazione viene usato per offendere e aggredire l’altro mediante strumenti e applicazioni (quali e-mail, le chat e i messaggi privati, i blog i siti web, ecc…).

Con la recente diffusione degli smartphone, il bullismo ha raggiunto un potenziale enorme grazie, ad esempio, alla possibilità di eseguire e diffondere video on-line in diretta, a un’infinità di altri utenti, causando anche effetti “a catena”, se non “a valanga”.

Non solo gli effetti diventano esponenzialmente più vasto in termini di numero di persone raggiunte e “visualizzazioni”, ma risultano devastanti anche per l’impossibilità di eliminare definitivamente i contenuti pubblicati, trascendendo anche i limiti temporali.

La vittima è spesso impotente di fronte alla viralità del contenuto diffuso e all’anonimato del prevaricatore, che difficilmente riesce ad essere effettivamente identificato e sanzionato.

QUALI REAZIONI E CONSEGUENZE?

Oltre ad assistere a una situazione di contraddittorietà rispetto a determinati valori proposti anche istituzionalmente (dialogo risoluzione pacifica dei conflitti, tolleranza, pace…) da un lato, e un atteggiamento diffuso per cui subire prepotenze e vessazioni costituirebbe una sorta di “vaccinazione”, si nota pure una preoccupante banalizzazione e sottostima rispetto agli effetti provocati dal bullismo, sia per la vittima che per il bullo, tra cui pure gravi problemi con la giustizia.

Bulli e vittime sembrano mancare entrambi della capacità di gestire correttamente le emozioni: se le vittime spesso non riescono a manifestare la rabbia e non la riconoscono bene, i bulli mostrano una scarsa empatia e una mancata capacità di comprensione dei propri stessi sentimenti.

Può essere capitato a molti di noi di aver sentito o esserci sentiti dire, rispetto al bullismo frasi come “C’è sempre stato, tutti ci sono passati e non è mai morto nessuno” oppure “Cosa vuoi che sia, gli rinforza il carattere!”

Essere vittima di bullismo, invece, ha spesso effetti negativi anche sulla concentrazione e sull’apprendimento, e può condurre a condotte agorafobiche, di evitamento e ritiro sociale come:

  • Bassa motivazione, scarso rendimento. allontanamento dalla scuola, ritiro in sé

  • manifestare ed esprimere paura della scuola,

  • evitare di uscire di casa isolarsi, riducendo la cerchia di amici

Le conseguenze possono provocare strascichi anche a lungo termine e incidere significativamente sulla qualità di vita e delle relazioni dell’individuo.

Le vittime possono infatti mostrare frequentemente sintomi da stress psicosomatici quali:

  • mal di stomaco e disturbi dell’alimentazione

  • vertigini

  • debolezza e fatica cronica

  • emicranie e cefalee,

  • incubi e disturbi del sonno

  • crisi d’ansia e attacchi di panico.

Le vittime risultano spesso incompetenti a livello comunicativo con i pari, nonostante possano presentare brillanti risultati accademici.

Possono inoltre richiedere in maniera eccessiva soldi in prestito, oppure possono sparire giochi, merendine, cellulari ecc…, tutti segnali di una possibile vittimizzazione.

Anche la maggioranza silenziosa che assiste agli episodi di violenza subisce determinati effetti, causati dall’esposizione ad atteggiamenti prevaricatori, similmente a quanto avviene nella traumatizzazione vicaria o assistita verso qualcuno con cui possono facilmente entrante in empatia.

Gli episodi di bullismo, inoltre, possono “avvelenare” l’ambiente sociale e agire come un virus, attivando emozioni come paura e ansia sociale, rafforzando condotte di evitamento e chiusura quali l’omertà.

Similmente all’attivazione delle difese immunitarie, a un livello psicologico si possono attivare diversi meccanismi di difesa, quali il senso di colpa o la negazione. Il risultato spesso è una riduzione dell’impegno sociale pro-attivo.

Mente & Psicologia è una rubrica medico-psicologica a cura della dott.ssa Camilla Scagliarini.


  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
Mente&Psicologia, Prima pagina , , , , , , ,
Camilla Scagliarini

Informazioni su Camilla Scagliarini

Camilla Scagliarini, nata a Ponte dell’Olio il 15-11-87. Nel 2012 Laurea a pieni voti in Psicologia Clinica, Università degli Studi di Pavia, con la tesi “Traumi complessi e Dissociazione Strutturale della Personalità - Il trattamento tramite EMDR”. Dal 2012 al 2013, tirocinio post-lauream al Centro di Ricerche e Studi in Psicotraumatologia (CRSP) di Milano e Abilitazione alla professione di Psicologo. Nel 2013, educatrice per minori per la Cooperativa Sociale Azzurra (Milano). Dal 2013 al 2015 collaboratrice presso la Associazione EMDR in Italia e la Asociaciòn EMDR Espana. Nel 2014, è ricercatrice nel team di ricerca per il (Bipolar EMDR Trauma-study” per il FIDMAG (Hermans Hosphtalarias Research Foundation, CIBERSAM) a Barcellona (Spagna). Traduzione dall’italiano allo spagnolo del testo: “La giusta distanza. Il giocolibro per l’adozione”, di Anna Rita Verardo…2015. Traduzione dall’inglese all’italiano del testo “EMDR e Disturbo Borderline di Personalità”, di Dolores Mosquera e Anabel Gonzalez…... 2016. Iscritta all’Ordine degli Psicologi della Lombardia nel 2016. Dal 2015 collaboratrice esterna del Centro Studi PIIEC (Psicoterapia Integrata Immaginativa ad Espressione Corporea) e assistente della Dott. Elisa Faretta, direttrice del Centro. Dal 2016 al 2017, ideazione e realizzazione del Progetto “Ben Essere e Adolescenza” proposto dal Centro Studi PIIEC volto alla prevenzione del fenomeno bullismo presso l’Istituto Comprensivo di Verbania Intra (VB). Nel 2016 Educatrice di sostegno per la Cooperativa Solidarietà e Servizi (Milano). Dal 2018 svolge interventi di prevenzione al tabagismo e dipendenze e promozione di stili di stili di vita salutari nelle scuole di Milano e provincia come educatrice LILT (Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori), progetto Agente 00 Sigarette.

Precedente Salute&Benessere. La fibrillazione atriale: Un killer silenzioso Successivo Salvini chiude i porti italiani e invia lettera a Malta: "Accogliete la nave Aquarius con i Migranti"