Mente&Psicologia. Breve Storia della Psicologia: dal pensiero greco ad oggi

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Con questo nuovo articolo, vorrei accompagnarvi in un viaggio, seppur parziale rispetto alla vastità del tema, per percorrere alcuni fatti e avvenimenti significativi accaduti nel corso della storia della Psicologia, che attualmente vive un periodo di espansione e innovazione grazie al’integrazione con diverse discipline e il progresso tecnologico.

1.Le origini della psicologia: Dal pensiero greco Metodo Sperimentale

Il termine Psicologia fu coniato dal tedesco – amico di Martin Lutero, umanista e riformista – Filippo Melantone (Ph. Schwarzerdt, 1497-1560), in riferimento a contenuti che erano già stati trattati da miti, religioni, culture e filosofie già dagli albori della civiltà fino a quando, nella seconda metà dell’Ottocento con Wundt, è nata la psicologia scientifica.

Alcuni greci, tra cui Pitagora, avevano infatti intuito il ruolo del cervello nei fenomeni psichici. In particolare Ipocrite di Cos – medico e filosofo, fondatore della scienza dell’uomo – introdusse il concetto di uomo come appartenente alla natura, trovando in Aristotele, il suo massimo grado di espressione.

La possibilità di considerare l’uomo come oggetto di studio scientifico, applicata dalle civiltà precedenti, fu invece negata dal pensiero medievale, con il quale l’anima dell’uomo smette di essere oggetto di studio, in quanto deriverebbe direttamente da Dio.

Solamente con il Rinascimento l’uomo diventa nuovamente al centro del pensiero intellettuale fino a quando, tra il ‘500 e il ‘600, si afferma il pensiero dualistico di Cartesio, che contrappone lo spirito pensante (res cogitas) a quello corporeo (res extensa). Secondo la visione cartesiana, vi sarebbe una netta distinzione tra mente e corpo e i processi mentali umani condurrebbero al significato per mezzo di atti riflessivi. L’uomo viene quindi studiato come meccanismo.

L’indagine sull’essenza della mente verrà portata avanti soprattutto dagli empiristi Locke, Hume e Berkeley, mentre importanti intuizioni vennero anche da Brown, che introdusse il metodo dell’introspezione, poi ripreso dalla psicoanalisi.

In Francia, Condillac inizia avvia lo studio dei processi psicologici, confrontando l’uomo con gli animali e Buffon ricolloca l’essere umano nel regno animale.

Già con la nascita delle Scienze Cognitive si viene creando un’interconnessione multidisciplinare: dalla psicologia alla linguistica, dall’informatica alla filosofia, fino alle neuroscienze. Tale

Nel ‘700 in Germania Herbart promuove l’approccio matematico e quantitativo applicato alla psicologia. Attraverso la psicofisica, si è potuto determinare una relazione matematica tra spirito e materia, ossia due aspetti di un’unica realtà, dando origine alla Legge di Weber-Fechner: la sensazione è proporzionale al logaritmo dello stimolo (S = k log R + C).

Inoltre, venne dimostrata la differenziazione e specializzazione delle funzioni del sistema nervoso e evven enunciata la Legge dell’energia nervosa specifica: la qualità delle sensazioni che riceviamo dipende dal tipo di organi di senso eccitati.

L’evoluzionismo introdusse il concetto di adattamento anche in psicologia, la misurazione delle abilità mentali e la proposta di una visione dell’uomo come derivante da un’evoluzione ontogenetica, del singolo dalla nascita alla vecchiaia, e filogenetica, riguardante l’evoluzione della specie.

Nel 1879, con la fondazione di Wundt del Laboratorio di Psicologia Sperimentale, la psicologia nasce ufficialmente come Scienza, con l’applicazione della Metodologia delle Scienze Naturali all’indagine sulla mente umana mediante il metodo sperimentale. Dalla Psicologia del Senso Comune, basata su teorie ingenue ed esperienze personali, si passa ad una disciplina con un carattere scientifico più solido.

Wundt utilizzava l’Introspezione della tradizione filosofica come metodo di indagine, formando e addestrando i suoi collaboratori sulla base del presupposto che una persona possa sviluppare la capacità di descrivere i propri Stati Interni in maniera consapevole e appropriata.

Negli U.S.A., Tichtener diede vita allo Strutturalismo, secondo cui la psiche sarebbe composta da elementi fondamentali che danno origine ai processi mentali combinandosi tra loro.

Mediante il Metodo Sperimentale e l’Introspezione lo psicologo indaga la Coscienza per comprendere la struttura della psiche.

Per almeno 40 anni lo strutturalismo è stato il sistema psicologico più organico e rigoroso, costituendo il punto di riferimento per quasi tutte le altre scuole.

2. La psicologia come disciplina del nuovo secolo. Dalla scoperta dell’Incoscio all’importanza del linguaggio

A fine Ottocento l’approccio psicoanalitico di Freud ipotizzò l’esistenza della Dimensione Inconscia e venne introdotto il metodo clinico basato sull’Interpretazione.

James propose il Funzionalismo, che si occupava dello studio dei processi mentali e del comportamento adattivo che modula la relazione uomo-ambiente.

Nel 1912, a seguito di una pubblicazione sul Movimento Stroboscopico di Wertheimer, nasce la scuola della Gestalt, che sviluppò la concezione di gestalt intesa come totalità significativa, le cui proprietà sono conoscibili attraverso un approccio Fenomenologico.

Da questi presupposti, si svilupperanno importanti costrutti quali la Teoria dei gruppi di Lewin e l’insight di Kohler.

Il Comportamentismo, movimento nordamericano fondato nel 1913 da Watson, si diffuse al di fuori dei propri confini solo negli anni 50. L’uomo sarebbe un animale che reagisce all’ambiente ed è necessario lo studio del comportamento manifesto in quanto unico oggetto osservabile, quantificabile e prevedibile, inteso come risposta a stimoli (P.e., studi di Pavlov, Thorndike, Skinner, Koehler, MacClean).

Avviene quindi una Rivoluzione rispetto all’oggetto di studio della psicologia: dallo studio della psiche, intesa come “anima”, allo studio delle sue funzioni, dei suoi contenuti “psicologici” (emozione, abitudine,apprendimento, ecc.), attraverso il comportamento, inserendo la psicologia tra le scienze biologiche.

In Russia, attecchì la teoria della riflessologia, che spiega i fenomeni psichici sulla base dei nostri ‘riflessi’. Pavlov, descrisse il “Condizionamento”, considerato come l’insieme dei processi riflessi che regola l’interazione individuo-ambiente e ritenuto fondamentale nella determinazione del comportamento.

Vigotskij invece, grazie allo studio ontogenetico, osservò come l’uomo si avvalga di numerosi strumenti, in particolare del linguaggio, appresi nel contesto sociale.

Infatti, condizione necessaria per lo sviluppo del linguaggio, sarebbe proprio l’interazione individuo-ambiente.

Gli apprendimenti vengono interiorizzati e organizzati in Schemi Mentali e Pattern Comportamentali.

3. Sviluppo ed espansione della Psicologia. Dalle Teorie Cibernetiche agli Stadi di Sviluppo Infantile

Negli anni Quaranta con l’avvento della Cibernetica viene introdotta l’analogia uomo-computer per studiare i processi regolativi mediante cui gli individui, o i gruppi, agiscono nel loro ambiente.

Importanti concetti chiave come: “informazione”, “feedback”, “programmazione” furono adottati anche dai professionisti della salute mentale.

Miller e Dollard nel 1941 proposero il Principio dell’Imitazione Sociale: fin da piccolo l’uomo tenderebbe a imitare modelli comportamentali che si consolidano con le esperienze successive.

Bandura studiò invece i Comportamenti Aggressivi nell’infanzia, confermando la Teoria dell’Apprendimento Sociale, evidenziando come l’apprendimento avvenga anche mediante osservazione o in maniera vicaria.

Negli anni ’50, grazie a Chomsky, si evidenzia come l’individuo possegga anche un Patrimonio Innato e che la mente non funziona come una black box (scatola nera) inconoscibile, ma grazie a meccanismi studiabili.

Con il Cognitivismo degli anni ’60, l’attenzione si sposta sui Processi Cognitivi e sui costrutti quali Elaborazione, Riflessione, Rappresentazione.

L’organismo viene concepito come un Elaboratore di Informazioni che non solo risponde agli stimoli ambientali, ma verifica anche la coerenza fra la propria pianificazione e la realtà.

Ogni comportamento sarebbe frutto di un’elaborazione, che porta ad una decisione e non è predeterminato dallo stimolo iniziale (approccio Human Information Processing).

L’approccio Costruzionista (Costruttivismo Ermeneutico), promuove l’idea che ogni persona abbia una propria visione del mondo e che esistano modi diversi di percepire e vivere la realtà e gli altri, privilegiando l’osservazione naturalistica e i metodi qualitativi. Introduce il concetto di Organizzazione di Significato Personale.

L’epistemologia genetica di Piaget descrive l’intero sviluppo psichico analizzando la costante interazione organismo-contesto e postula che la costruzione della conoscenza emerge dal succedersi alternato di Stadi che tendono a mantenere sempre nuovi equilibri attraverso processi di Assimilazione e Accomodamento.

Lo studio di queste interazioni uomo-ambiente porta allo sviluppo dell’osservazione controllata e del colloquio clinico.

4. La Psicologia oggi

Attualmente, si è consolidata in diversi ambienti accademici e clinici la concezione di uomo come “incarnato” e “situato”, promuovendo cioè una scienza del soggetto, del «Chi?» cioè centrato sulla persona e sulla relazione.

Questa visione deriva ad esempio dai concetti de “l’esser-ci” di Heidegger, de “il corpo che io sono” di Merleau-Ponty), e de “l’identità narrativa” di Ricœur.

Non esistono sentimenti indipendenti dalle cose sentite o dagli uomini percepiti: a esprimersi è l’uomo nella sua totalità, che nel corpo vive il suo qui ed ora: la sua situazione, il «ci» del suo «Esserc-ci».

Nel DSM (Manuale Diagnostico dei Disturbi Mentali) le astrazioni generalizzanti sono indispensabili per la ricerca scientifica e costituisce una specifica rete coerente di codici e riferimenti condivisi per la comunicazione clinica.

Oggi gli psicologi e gli altri professionisti della salute mentale riconoscono come essenziale il ruolo del Contesto e dell’Altro, ai fini dello sviluppo e benessere individuali, grazie anche agli studi degli ultimi anni di Meltzoff e Moore rispetto alla capacità di imitare un altro essere umano, cioè di riconoscerlo pre-riflessivamente come tale, costituendo un’abilità innata.

Molto interessanti risultano anche le osservazioni di V. Reddy, che rilevò come a 36 ore dalla nascita i neonati fossero in grado di discriminare tra espressioni di felicità, sorpresa e tristezza, modulando risposte imitative specifiche e coerenti per ognuna.

Inoltre, Arciero e Bondolfi evidenziano l’importanza del corpo e della fisicità concependo la relazione basata sul contatto fisico col caregiver come luogo privilegiato e sede della sincronizzazione dei cicli di intimità.

Grazie a questa sorta di “accordatura emotiva” basata sulla mutua regolazione di stati psicofisiologici, il bambino apprenderebbe a modulare il senso di Sé.

Viene sostenuta l’importanza della Narrazione Autobiografica per lo sviluppo dell’identità individuale e la sua dipendenza dall’esperienza di Sé.

La mutua regolazione e la costruzione dell’identità sembrano associarsi ad alcuni neuroni scoperti negli ultimi anni da Rizzolatti e Gallese, chiamati Neuroni Specchio e fondamentali anche per lo studio dell’Empatia.

Mente & Psicologia è una rubrica medico-psicologica a cura della dott.ssa Camilla Scagliarini.


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