Mazzata per il PD, il contratto Raggi-M5S è valido, respinto il ricorso della Cirinnà

Avevano puntato tutto sul ricorso presentato dalla senatrice Monica Cirinnà, insieme all’avvocato Venerando Monello, con il quale il PD sperava di ribaltare il voto degli elettori.

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Ma il Tribunale civile di Roma ha rigettato il ricorso che chiedeva l’annullamento del contratto sottoscritto dal sindaco Virginia Raggi e dagli eletti in Campidoglio del M5S, il cosiddetto ”codice etico”.

Se i giudici infatti, avessero accolto il ricorso, basato sulla penale da 150mila euro nei confronti dei ”dissidenti”, la sindaca sarebbe stata dichiarata ineleggibile e le elezione invalidate.

Con questo “stratagemma”, il PD avrebbe conseguito un doppio se non triplice obbiettivo: avrebbero distrutto l’immagine del movimento, probabilmente tramite il commissario chiamato a reggere il Comune fino a nuove elezioni, avrebbero riaperto i termini per le olimpiadi a Roma e magari tentare poi di vincere le elezioni anche nella Capitale… insomma, non proprio una sciocchezza.

Ed invece, come scritto immediatamente dopo la sentenza, dalla stessa Virginia Raggi, con un  post sul sito di Beppe Grillo: “Tanto rumore per nulla. Dopo la batosta elettorale a Roma, il Pd ne subisce un’altra in Tribunale”.

Poi la sindaca ha girato il coltello nella ferita: “Il giudice non ha accolto la richiesta con la quale i dem cercavano di ribaltare il risultato delle urne che ha visto il M5S vincere. Speravano di rendere nulla la nostra vittoria paragonando la stipula del Codice di comportamento del M5S ad un accordo di un’associazione segreta. Non sanno più cosa inventare. Il problema è che non riescono ad accettare la sconfitta ed il fatto che stiamo riportando la legalità. Quando abbiamo vinto le elezioni, abbiamo assicurato che avremmo rispettato gli impegni con i cittadini. Questo è lo spirito del M5S. L’impegno l’abbiamo preso con voi e lo rispetteremo sempre”.

Davide Casaleggio, figlio di Roberto, non ha perso tempo per ribattere su una accusa che lo riguardava personalmente e cioè che il contratto fosse tra la Raggi e la Casaleggio Associati, niente di più falso a ribadito Casaleggio: “Lo dico chiaramente: non esiste alcun contratto tra il Sindaco di Roma, Virginia Raggi e Casaleggio Associati. E sarebbe assurdo che ci fosse”

Poi con un affondo: “Il contratto che per mesi in tanti hanno citato e pubblicato non è stato nemmeno letto. Nel documento vengono nominati Beppe Grillo e lo scomparso Gianroberto Casaleggio, nel loro ruolo di garanti del Movimento 5 Stelle. E’ una fake news inventata e diffusa ad arte, che serve ad alimentare l’idea di oscure trame, di reti e di sistemi, che semplicemente non esistono”.

Il PD oggi, non ha perso solo un ricorso, e nemmeno la faccia – quella l’ha persa ormai da tempo- ma ha perso il ruolo di partito politico, auto declassandosi ad una associazioni di arruffoni improvvisati.

 

 

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