Manovra economica. Premier Conte: “Evitata la procedura d’infrazione da parte della Commissione UE”

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“Abbiamo evitato la procedura d’infrazione da parte della Commissione europea”, a dirlo è oggi il Premier Giuseppe Conte, dopo aver ricevuto stamane la lettera da parte della Commissione di Juncker, Dombrovskis e Moscovici

Il Governo Giallo-Verde ce l’ha fatta, e ad annunciarlo oggi è il Premier Giuseppe Conte.

“La conclusione positiva di questo negoziato dimostra che si può essere coraggiosi e responsabili allo stesso tempo. – dichiara il Presidente del Consiglio Italiano – Sono orgoglioso di aver rappresentato, a nome di tutto il Governo, quel desiderio di cambiamento che gli italiani hanno espresso in maniera inequivocabile con il proprio voto, nel totale rispetto della casa europea alla quale apparteniamo.

Da oggi il Governo può impegnarsi a fondo per portare a termine la sua azione di rilancio, per liberare le migliori energie del Paese a sostegno della crescita e dell’occupazione. È un grande giorno per la democrazia”.

In un intervento al Senato da parte del Premier Conte, oggi è stato inoltre sottolineato che: “Abbiamo lavorato con la massima determinazione per evitare questa procedura di infrazione, dialogando a più riprese con il Presidente e alcuni Componenti della Commissione Europea in particolare, ma anche con vari Capi di Stato e di Governo di singoli Paesi membri, al fine di illustrare ai nostri interlocutori il più ampio disegno riformatore e di persuaderli sulla opportunità di giungere, nel reciproco interesse, a una soluzione condivisa.

Abbiamo pienamente salvaguardato la nostra impostazione della manovra di bilancio. Non abbiamo ceduto sui contenuti, certi degli effetti virtuosi che – nel medio periodo – una manovra espansiva potrà determinare sul tessuto economico e sociale e comunque fermi nelle determinazioni assunte con il contratto di Governo: cioè rispondere all’esigenza, fortemente avvertita, di invertire le politiche di rigore che – negli anni passati – hanno aggravato la crisi, determinando una forte compressione dei redditi, una riduzione dei consumi, un generale impoverimento di ampie fasce della popolazione”.

E sulla rimodulazione necessaria ad “ammorbidire” la commissione, Conte è stato lapidario: “Desidero ribadirlo, reddito di cittadinanza e quota cento partiranno nei tempi che avevamo previsto”.

Di seguito riportiamo il testo integrale della traduzione ufficiale della lettera a firma Juncker, Dombrovskis e Moscovici, ricevuta questa mattina dal Governo Italiano.

“Signor Presidente, Signor Ministro,
Ringraziamo anzitutto della lettera del 18 dicembre 2018 relativa ai proposti emendamenti del progetto di bilancio 2019 dell’Italia.

Come è noto al Governo italiano, il 21 novembre 2018 la Commissione europea ha adottato un secondo parere sul documento programmatico di bilancio riveduto che l’Italia aveva presentato il 13 novembre, confermando l’esistenza di un'”inosservanza particolarmente grave” delle raccomandazioni rivolte dal Consiglio dell’Unione europea all’Italia il 13 luglio.

Poiché l'”inosservanza particolarmente grave” rilevata nei piani di bilancio dell’Italia per il 2019 modificava in maniera sostanziale i fattori significativi analizzati nella precedente relazione del maggio 2018, giustificandone quindi un aggiornamento, la Commissione europea ha adottato altresì una relazione a norma dell’articolo 126, paragrafo 3, del trattato sul funzionamento dell’Unione europea.

Analizzati tutti i fattori significativi, in detta relazione la Commissione è giunta alla conclusione che non fosse rispettato il criterio del debito fissato nel patto di stabilità e crescita e che quest’inosservanza giustificasse l’avvio di una procedura per disavanzo eccessivo. Il 29 novembre il comitato economico e finanziario ha formulato un parere a norma dell’articolo 126, paragrafo 4, del trattato, confermando le conclusioni cui era giunta la Commissione e rilevando la possibilità che elementi nuovi emergessero dal dialogo in corso fra la Commissione e le autorità italiane. Anche l’Eurogruppo del 3 dicembre ha condiviso la valutazione della Commissione, raccomandando all’Italia di adottare le misure necessarie per conformarsi al patto di stabilità e crescita e esprimendo sostegno per il processo di dialogo in corso fra la Commissione e le autorità italiane.

Prendiamo debitamente atto delle misure di bilancio che il Governo italiano intende sottoporre al Parlamento come emendamento del progetto di legge di bilancio, che ci sono state comunicate con la lettera trasmessa alla Commissione. L’adozione di tali misure – compresa la prevista clausola di salvaguardia (il meccanismo di “congelamento”) – nella legge definitiva sul bilancio 2019 che il Parlamento italiano dovrà votare prima della fine di quest’anno, permetterebbe alla Commissione europea di non raccomandare l’avvio di una procedura per disavanzo eccessivo a questo stadio.

La Commissione europea continuerà a seguire l’andamento del bilancio in Italia, ed in particolare l’esecuzione del bilancio 2019, nel contesto del semestre europeo per il coordinamento delle politiche economiche.

Vogliate gradire, signor Presidente, signor Ministro, i sensi della nostra più alta considerazione.

Pierre MOSCOVICI, Valdis DOMBROVSKIS, Jean-Claude JUNCKER​​”


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Sean Gulino

Informazioni su Sean Gulino

Nato a Partinico (PA), ma saccense. Ha sempre vissuto a Sciacca, dove fin da giovanissimo si è appassionato alla politica locale. Scrive da quando aveva 17 anni, scrive di tutto perché "così è giusto che sia". Ha scritto principalmente per il giornale ControVoce di Sciacca e per il Blog Fatti&Avvenimenti, ma suoi articoli sono apparsi anche sui quotidiani La Valle dei Templi.net, LinkSicilia (MeridioNews), La Voce di New York e tanti altri giornali agrigentini, regionali, nazionali ed internazionali. Da Gennaio 2017 è corrispondente italiano per la rivista francese Lumieres Internationales Magazine. Scrittore a tempo perso. E' anche uno studente di Giurisprudenza. Coltiva da anni la passione della musica e del canto ed ha una sua band. Non chiedetegli cosa voglia fare da grande, perché non lo sa.

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