M5S: ecco perché il “codice etico”, va assolutamente approvato e con urgenza

La notizia della proposta di Grillo di modificare le regole del codice etico, con criteri chiari ed altrettanto chiare sanzioni nei casi previsti, allo stato attuale del “conflitto” politico è necessario.

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La notizia ha scatenato un vespaio, i media di regime si sono avventati come avvoltoi, facendo passare il messaggio che gli indagati – se ci saranno – non subiranno, nessun provvedimento e al contempo, tentando di accomunare il movimento cinque stelle, al PD e Forza Italia. Niente di più falso.

In molti inoltre, hanno asserito che questo nuovo “Codice etico” serve in realtà a salvare il sindaco di Roma Virginia Raggi. Ed in effetti almeno in parte questo è vero. In questi primi sei mesi, le “attenzioni” della stampa verso la Raggi, sono state asfissianti e non lo dico io o Travaglio, considerati di parte, ma gente come Mentana, Bechis, Telese e persino Mieli e Bel Pietro.

Si sa, si tenta di colpire il simbolo, non la persona, fare cadere la giunta capitolina equivale a fare cadere l’intero movimento e quindi, il PD non si fermerà e farà di tutto per provocare il “casus belli”.

Se come appare plausibile, si voterà a giugno per il parlamento nazionale – Orfini ne è certo – è facile prevedere, che qualche mese prima, sfruttando il vecchio codice etico dei 5 stelle, con un avviso di garanzia ad “HOC” fatto arrivare al sindaco di Roma, si creerebbe il caos politico.

Attenzione non sto parlando di complotto dei giudici, lungi da me una simile ipotesi, la magistratura, applica le leggi, ma se sul tavolo del PM arriva una querela di parte circostanziata, come atto dovuto la procura deve indagare l’accusato, poi magari – scoprendo che la querela si basa su “bufale” – archiviare, ma intanto la bomba è stata lanciata.

Per fare capire meglio il concetto, voglio fare un esempio che mi è stato suggerito da un lettore, che mi ha imbeccato, postandolo sul mio account facebook, e che io riporto integralmente.

Mettiamo che la Raggi, – ovviamente una del movimento a caso – fa un “ruttino” mentre è in corso il consiglio comunale romano, Roberto Giachetti avendolo udito dai banchi dell’opposizione, lo giudica fastidioso e presenta querela per “disturbo alla quiete pubblica”. La procura si trova sul tavolo la denuncia ed è obbligata ad aprire l’inchiesta, quindi come atto dovuto, invia un avviso di garanzia al sindaco… ecco questo è uno di quei casi in cui l’avviso di garanzia non produrrà ne l’auto sospensione ne alcun provvedimento.

Ovviamente l’esempio è chiaramente una provocazione, ma rende bene l’idea di come un partito -il PD – con le spalle al muro, possa utilizzare, la magistratura per i suoi scopi.

Il nuovo codice etico quindi, può considerarsi una sorta di difesa, contro gli assalti con “armi non convenzionali” da parte di alcuni avversari politici.

 

 

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Debora Ranzetti

Informazioni su Debora Ranzetti

Debora Ranzetti, romana, avvocato ma blogger per passione. Non ha partiti ne tessere, amante delle battaglie impossibili, il cui motto è: “non mi piego, ma a spezzarmi non ci penso nemmeno”. Scrive quello che pensa, senza filtri, ma sempre nel rispetto delle regole. Animalista, ambientalista, inquieta e sempre di corsa, ma pronta a fermarsi se qualcuno è in difficoltà.

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2 commenti su “M5S: ecco perché il “codice etico”, va assolutamente approvato e con urgenza

  1. Ulrico Reali il said:

    Guardate la realtà sociale… La politica, come è intesa in NordEuropa, costruisce l Progresso del popolo, non mangia…

    E in Italia ? La politica è finita dal dopoguerra ! Rimpiazzata dalla Commedia dell’Arte Politica ! !

    Da quanti decenni il clan che ha preso il potere (prima delegando S.B., poi delegando Renzi) se ne approfitta delle tasse che pagate ?

    Quel che non volete capire : è urgente una riflessione fatta con criteri europei ! Alrimenti affondate ! Siete lassisti …

    Contattatemi, fatta inchiesta su Italia ed Europa, ma non all’italiana (non servirebbe), bensi all’europea !

    Ulrich Realist

  2. Perfetto. Concordo sulla modifica del codice etico come strumento di difesa dai pescicane.

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