M5S: firme false a Palermo? No, ecco come stanno davvero le cose

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La vicenda era nota già immediatamente dopo le elezioni del 2012, ma la Procura palermitana, a norma di legge, aveva già archiviato la vicenda e più avanti spiegheremo il perché.

m5s sicilia

Vediamo intanto come stanno veramente le cose. Le firme “non sono assolutamente false”, sono state raccolte in modo corretto e i firmatari, così come disposto dalla legge, avevano dato il loro consenso alla presentazione della lista del Movimento 5 Stelle alla tornata elettorale delle comunali di Palermo.

Attenzione a questo passaggio: “la volontà dell’elettore nell’opporre quella firma era chiara, ed è stata rispettata”, sì, perché tutti i nominativi delle firme contestate avevano davvero firmato un modulo per la presentazione di liste elettorali in cui erano riportati i nominativi dei candidati pentastellati, ripetiamo, così come da volontà sostanziale della legge.

Ed allora perché tanto clamore? Il clamore nasce da una iniziativa della trasmissione tv “Le Iene”, che – a nostro avviso – per scopi evidentemente politici – a ridosso delle nuove elezioni, con i grillini in pole position per vincerle – hanno pensato bene di utilizzare il caso a scopo denigratorio dipingendo una “cazzata” -perdonateci il termine – come un gravissimo fatto sia politico che legale.

Ma i fatti sono ben diversi. Le iene , esperte nel pompare mediaticamente il caso, hanno mediaticamente pressato la Procura a riaprire il fascicolo, ma nulla cambierà.

Ebbene visto che ormai sarà la Procura a decidere sul caso, vediamo sotto l’aspetto legale cosa è assai probabile che accadrà.

Le firme, come spiegato sopra, non sono false – almeno non sostanzialmente -, ma hanno un “grosso” problema: chi le ha raccolte, ha utilizzato un modulo sbagliato. Accorgendosi dell’errore a poche ore dalla presentazione delle liste e non essendoci quindi più il tempo necessario per ritornare dai firmatari per fare firmare un nuovo modulo, hanno pensato – dimostrando una imbecillità disarmante – da ragazzi sprovveduti e sicuramente non da politici navigati, di ricopiarle in un modulo regolare, firme comprese.

Tecnicamente a questo punto le firme sui nuovi moduli sono false, ma sostanzialmente no, appunto perché esistendo il modulo originale che conferma che in effetti i nominativi riportati avevano firmato, quindi “la volontà dell’elettore è stata rispettata”, si tratta solo di una mera traslazione materiale e non sostanziale.

Attenzione riportiamo questo termine, perché è quello che si usa nei seggi qualora ci sia una contestazione sul voto di una scheda elettorale scrutinata; il Presidente del seggio utilizza per attribuire un voto contestato, proprio questa formula, assegnando il voto nel rispetto della “volontà dell’elettore” qualora ci siano errori materiali in cui sia comunque palese la reale intenzione del votante.

Trattandosi di materia analoga, trattandosi per così dire, di “peccato veniale”, siamo quindi convinti che la magistratura riarchiverà il caso, anche perché quelle firme non hanno prodotto nessun eletto, quindi non hanno alterato il consiglio comunale palermitano.

Analizzando i precedenti per avere un’idea del comportamento delle varie procure, la mente torna alle elezioni nazionali, infatti anche se qualche grillino fosse stato eletto, come si sarebbero comportati i giudici? La Corte Costituzionale ha dichiarato “incostituzionale” il porcellum, ne consegue che tutto il parlamento eletto con quella legge, è “incostituzionale”, quindi avrebbe dovuto farlo decadere. Ma i giudici sentenziarono che nelle continuità delle istituzioni, gli eletti potevano rimanere al loro posto, ma limitandosi all’ordinario. Poi Renzi ha addirittura fatto esprimere questo parlamento su una riforma per cambiare la Carta Costituzionale… ma questa è un altra storia.

Appare però evidente che anche in questo caso, non avrebbero non potuto che confermare quanto stabilito con la sentenza sul parlamento nazionale, essendo stata rispettata quella volontà sostanziale.

Sul piano penale poi, ci facciamo una risata, analizzando infatti i precedenti di firme false certificate, cioè quelle in cui il sottoscrittore era all’oscuro o addirittura, sul modulo erano riportati i nominativi di persone defunte, quindi casi ben più gravi, perché la volontà del sottoscrittore era stata calpestata, ebbene non esistono precedenti di condanne penali, solo casi di cadute di giunte, ripetiamo, per casi gravissimi.

Ecco questa è la situazione reale su cui si stanno accanendo i media. Un piccolo appunto di natura politica su questi “ragazzi inesperti”: se avessero presentato le firme sui moduli sbagliati, avrebbero messo in difficoltà la commissione elettorale, che si sarebbe dovuta assumere la responsabilità di eliminare dalla competizione una forza politica.

In questo modo avrebbero guadagnato sia se, considerandolo un errore avessero convalidato la lista, sia se l’avessero cassata, perché il clamore della vicenda avrebbe prodotto comunque consenso… ma l’inesperienza soprattutto in politica si paga, si sa.

AGGIORNAMENTO

Nel Tg LA7 delle 20:00 del 18.11, è andato in onda un servizio, in cui si fa la storia di quanto successo, e nel quale si specifica – finalmente – che le firme non sono false ma ricopiate, esattamente come da noi scritto, ecco il sevizio:


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18 commenti su “M5S: firme false a Palermo? No, ecco come stanno davvero le cose

  1. Grazie di cuore per quanto si chiarisce in questo blog. Finalmente, quanto supponevo, viene chiarito in chiare lettere. Comprendo il baccano mediatico dei nostri avversari politici, non sopporto gli attacchi e le pretese di posizione di molti dei nostri.

  2. Fare politica è un arte, del fare gli interessi dei cittadini, non si contesta la buona fede dei ragazzi che hanno commesso l’ingenuità, ma in politica non basta essere bravi ragazzi, bisogna avere la capacità di prevedere le conseguenze del proprio operato, per non mostrare il fianco ai potenziali denigratori di un movimento o di un partito politico.

    • Debora RanzettiDebora Ranzetti il said:

      Egregio signore sono l’autrice del servizio ed ho riportato esattamente i fatti per come sono realmente, stamattina ho aggiunto il video del TG delle 20.00 di eri sera su la LA7, che conferma esattamente ciò che ho scritto, ovviamente il servizio non ha analizzato cosa potrebbe succedere in tribunale, cosa che ho fatto io essendo il mio mestiere.
      Ora capisco che lei sarà abituato ad attingere notizie dai media di regime, ma se ne faccia una ragione… esistono anche voci indipendenti, non “acquistabili”

      • per che secondo lei apporre la firma olografa di un altra persona e’ regolare. lo conosce il codice penale lei che ha scritto questo articolo. evidentemente No. perche’ se e’ convinta che e’ regolare mi lasci il suo blocchetto degli assegni. se vuole salvare le sue idee e il movimento 5 stelle trovi scuse piu’ plausibili.superficiale e ignorante ( che ignora) . GIORNALAIA

        • Debora RanzettiDebora Ranzetti il said:

          sa, di lavoro io faccio l’avvocato penalista, lei a occhio e croce mi sa di no, inoltre non mi pare abbia capito ciò che ho scritto, forse sono stata troppo “tecnica”, in effetti ho impostato la seconda parte come se fossi in un aula di tribunale, si rilegga l’articolo, ma con calma… forse riesce a capire

          • Gianni il said:

            Debora lascia stare, dai.
            Forse è più semplice far capire le basi della fisica quantistica ad un criceto, piuttosto che a dei troll pidioti 🙂

  3. Aiutatemi a capire, perche` ancora certi passaggi non mi sono chiari.
    Se e` solo un vizio formale, perche` i responsabili sono stati invitati a farsi da parte da Grillo?
    Forse non sono piu` affidabili come si legge tra le righe di questo articolo?
    Se si tratta di un peccato veniale senza alcuna consequenza sostanziale,
    perche` i fatti che risalgono al 2012 stanno venendo fuori solo adesso? Che male c’era a dirlo allora?

    • Debora RanzettiDebora Ranzetti il said:

      Se legge nell’articolo all’inizio è spiegato che già nel 2012 la procura aveva aperto un fascicolo sul caso, ma l’aveva archiviato subito.

  4. luca azzini il said:

    Gentile sig.ra Ranzetti, nell’articolo Lei parla di “modulo sbagliato” per la raccolta delle firme quando, fino alla lettura dello stesso, i media avevano riportato che era stato sbagliato il luogo di nascita del candidato (o candidata). Ha potuto accertare la verita’ di tale affermazione, vista la sua competenza in materia? E poi, sempre secondo Lei, non si poteva ricorrere all’ausilio di un notaio (o altro pubblico ufficiale) che accertasse l’autenticita’ delle firme?

    • Debora RanzettiDebora Ranzetti il said:

      Nel momento in cui ho scritto l’articolo, ancora non era noto cosa era il motivo specifico, che comunque era un errore commesso sul modulo, ancora oggi non è dato saperlo con certezza. L’unica certezza è, che i ragazzi sono stati superficiali, inesperti e incompetenti. Ho scritto cosa avrebbero dovuto e potuto fare… ma hanno sbagliato.

  5. Quello che mi fa specie è che nemmeno il più ingenuo del mondo ricopia le firme vere su un altro moduloi. Ma dove cazzo vivete e a chi vi siete affidati? E quella consigliera che c’ha messo 4 anni e sotto elezioni per vuotare il sacco? Quello che fa rabbia è che diba si fa il mazzo è voi rovinate tutto con le vostre ingenuità. Roba da chiodi!

  6. Veramente c’é chi ha dichiarato di non aver firmato per la candidatura ma per il referendum sull’acqua dell’anno prima

    • Debora RanzettiDebora Ranzetti il said:

      Sembra un po azzardata come dichiarazione, anche perché, pare che i moduli originali, siano stati conservati… ma questo sarà compito della magistratura

  7. Tommaso il said:

    Sono un giornalista, proprietario di alcuni giornali indipendenti, ma piuttosto che riscrivere un pezzo sul suo, preferisco prendere direttamente il suo articolo e condividerlo sul mio profilo Facebook. Le faccio i complimenti per come ha argomentato un qualcosa di cui io sostengo da tempo di come siano realmente andati i fatti. Ancora complimenti, e lasci perdere chi le lancia attacchi…

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