Legge elettorale. Berlusconi dice NO alle preferenze perchè sa che Forza Italia è un fantasma politico

Berlusconi, fatti anche lui i suoi calcoli, ha “aperto” alla proporzionale. Ha pure proclamato che occorre trovare un sistema che avvicini gli elettori alla fiducia delle persone da eleggere. Belle parole. Che però sono solo un modo per “mettere le mani avanti”. Aggiunge infatti il suo NO alle preferenze.

Però non ha ripetuto la solfa della possibilità delle mafie di profittarne per “condizionare” la politica. In realtà Berlusconi sa che i suoi candidati per le liste di F.I. saranno della gente incapace di raccogliere preferenze che non siano quelle sue, del Cavaliere, E del momento.

Con le discussioni sulla legge elettorale vengono al pettine i nodi di questo nostro sistema di pretesa democrazia senza partiti, o, peggio, con partiti fantasma, sedicenti tali (ma evitando il termine!!).

Berlusconi ha pagato un prezzo assai elevato del fatto di non aver voluto dare a Forza Italia altro che la struttura di una tifoseria calcistica, evitando di acquisire per quanto possibile vere intelligenze politiche e l’apporto del loro pensiero. Quando la congiura giudiziaria lo ha disarcionato, sono scappati tutti a formare gruppi, gruppetti e sedicenti “novità” politiche, alla ricerca di un nuovo padrone.

Berlusconi non ha saputo dare, sale e sapore alla sua formazione politica.

Il monotono ripetere della volontà di voler rappresentare i moderati si è rivelato un progetto moderatamente inconcludente, una raccolta dei senza bandiera, senza fede, senza passioni. Moderatamente “antipolitici”.

Berlusconi non ha la minima fiducia nei suoi seguaci. Ritiene che, se si dessero da fare per crearsi uno spazio politico diventerebbero meno moderatamente insipienti e lo pianterebbero in asso. Scottato dall’acqua calda ha paura anche dell’acqua fredda.

Vuole una proporzionale. Fredda. Senza preferenze. Per far eleggere, se gli va bene, altri bambocci moderati. Purché certa gente gli resti fedele. O moderatamente traditrice.

di

Mauro Mellini

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Mauro Mellini

Informazioni su Mauro Mellini

Eletto deputato nel 1976, ha combattuto le più note battaglie radicali per poi allontanarsi dal partito alla fine degli anni ottanta in concomitanza con la scelta del Partito Radicale di trasformarsi in soggetto transnazionale e di non partecipare più a competizioni elettorali italiane. Successivamente ha ricoperto il ruolo di componente del Consiglio Superiore della Magistratura. Editorialista e saggista, è autore di numerosi scritti, in cui con vena polemica indaga sulle storture della legge. Il suo testo più noto è Così annulla la Sacra Rota (Samonà & Savelli), che contribuì fortemente all'approvazione della legge sul divorzio. Nel 2006 ha fondato insieme ad Alessio Di Carlo il periodico on line GiustiziaGiusta, dedicato ai temi della giustizia in chiave garantista. È stato ed è uno dei primi e più strenui difensori del garantismo, a partire dal celebre caso Enzo Tortora.

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