L’accordo tra UE e Londra è uno schiaffo a Renzi

L’accordo tra UE e Londra è uno schiaffo a Renzi

Dall’inizio dell’anno il premier italiano ha aperto una partita conflittuale con Jean Claude Juncker presidente della Commissione europea, tentando di riuscire a “scippare” un po di flessibilità sui conti pubblici ed allentare la presenza della Troika sul nostro Paese.

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L’accordo tra UE e Londra è uno schiaffo a Renzi

Per riuscire nell’intento Matteo Renzi ha cercato di allearsi con chi più o meno avesse gli stessi interessi ed al contempo avesse anche un forte peso contrattuale: la Gran Bretagna di David Cameron.

Così dalle parti di Palazzo Chigi si era puntato tutto su un patto anglo-italiano per tentare di rallentare il processo di integrazione europeo e – a pensare male non si sbaglia mai (cit. Andreotti) – di infilare i problemi del nostro governo, tracollo delle banche, mancata crescita, deficit in aumento e disoccupazione stagnante, dentro questa “partita a poker” tra Italia e Regno Unito da un lato ed Unione Europea dall’altra.

Renzi dunque ha puntato tutte le sue “fish” su Cameron, confidando nella forza contrattuale bretone ed invece l’inglese ha tirato un bel “bidone” all’italiano – sembra una di quelle barzellette da bar – facendosi di fatto solo i fatti suoi, lasciando l’Italia al suo destino e Renzi con il cerino in mano. La storia si ripete, è dai tempi di Mussolini che noi italiani non sappiamo scegliere gli alleati giusti.

Vediamo nei dettagli ciò che è successo. L’accordo bilaterale tra Unione Europea e Regno Unito a prima vista sembrerebbe come l’inizio della disgregazione del sogno europeo ed invece è ciò che potrà far nascere davvero quell’Europa non gradita ai tanti. Non si spiegherebbe altrimenti la soddisfazione dei vertici europei.

Il nocciolo dell’accordo siglato tra Bruxelles e Londra, si riduce alla fine, all’eliminazione del potere di veto che i britannici avevano all’integrazione politica dell’Europa, in cambio della possibilità – solo per loro – di non farne parte. Chiaro? Gli inglesi non potranno mettere più nessuno veto ad un irrigidimento delle regole di integrazione europea: un colpo magistrale per gli europeisti. Ma un micidiale colpo da “knockout” per chi come Renzi – e altri partner riluttanti – cercavano una scappatoia per rimettere tutto in discussione e una “croce sopra” a qualunque ulteriore rivendicazione e richiesta .

Il vincitore dunque è Jean Claude Juncker, l’Unione Europea ha portato a casa un risultato fondamentale: la fine del veto britannico a una più stretta integrazione politica dell’Europa e la Merkel a Berlino se la ride contenta. Renzi a Roma un po meno.

 

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Debora Ranzetti

Pubblicato da Debora Ranzetti

Debora Ranzetti, romana, avvocato ma blogger per passione. Non ha partiti ne tessere, amante delle battaglie impossibili, il cui motto è: “non mi piego, ma a spezzarmi non ci penso nemmeno”. Scrive quello che pensa, senza filtri, ma sempre nel rispetto delle regole. Animalista, ambientalista, inquieta e sempre di corsa, ma pronta a fermarsi se qualcuno è in difficoltà.