La Russia entro 10 anni non importerà più quasi nulla dall’Italia, ecco perché

La Russia entro 10 anni non importerà più quasi nulla dall’Italia, ecco perché

putinChe il popolo russo sia difficile se non impossibile da piegare, non è una nostra affermazione, ma una lettura analitica della storia. Quello che colpisce però è che questo concetto, noto anche ai bambini, rimane estraneo ai grandi politici che ci governano.

In questo contesto si inseriscono le sanzioni imposte dalla comunità europea (più esattamente dagli USA), alla Russia. Queste sanzioni avrebbero dovuto piegare Putin ed il suo popolo. Inizialmente qualche dolore economico lo hanno provocato, ma poi i russi, come prevedibile, hanno preso le contromisure e risolto la faccenda a loro favore.

I primi a prendere le mazzate siamo stati noi italiani, la Russia ha infatti bloccato le importazione da tutta la zona EU e dagli USA. Le nostre aziende che esportavano in quel mercato alimentari e manifatture varie, sono state messe in ginocchio, ma anche Germania e Francia non se la sono passata meglio.

Comunque questa batosta, almeno nelle intenzioni degli ideatori doveva avere una fine e poi fare tornare tutto nella normalità. Ma non hanno fatto i conti con un popolo fiero ed un premier deciso e determinato a difendere gli interessi nazionali.

La notizia è che Putin ha deciso, anche grazie al lavoro di questi mesi di embargo di portare la Russia sempre più a una forma di autosostentamento, di autarchia alimentare. Quindi di un addio definitivo e non a tempo al cibo di provenienza occidentale, e quella che inizialmente era una forma di protesta nei confronti delle sanzioni imposte alla Russia per la questione Ucraina, si sta trasformando in una vera e propria politica, che riscuote consensi fra i russi e terrorizza Europa e Stati Uniti.

Il ministro dell’agricoltura russo Aleksand Tkachev ha dichiarato: “Se continuiamo allo stesso ritmo di crescita in termini di volume di produzione, calcolando la crisi sia in Russia che nel mondo, allora in dieci anni raggiungeremo questo obiettivo. Stanziando ulteriori mezzi di finanziamento al settore, si prevede di portare a termine il progetto al massimo in sette anni”. E l’obiettivo è appunto l’autarchia alimentare, con tanti – affettuosi – saluti all’Occidente e alle sue sanzioni.

Ed ecco i provvedimenti:

già da qualche mese sono state chiuse le frontiere ai prodotti alimentari provenienti da Ue e Usa, e i prodotti che entrano di contrabbando e vengono scoperti, distrutti senza alcuno scrupolo.

L’obbiettivo è che entro i prossimi dieci anni tutto verrà prodotto in Russa, tranne che per i prodotti alimentari che in Russia a causa del clima non crescono, come banane, datteri e agrumi.

La produzione interna si sta sempre più perfezionando, riuscendo a raggiungere degli standard più che soddisfacenti per il mercato interno, standard che sempre meno hanno da invidiare a quelli degli alimenti occidentali (almeno per i palati russi).

Inoltre stanno per essere introdotte sanzione molto severe per chi si ostina a introdurre in Russia latticini, carni e verdure di contrabbando: si sta infatti mettendo a punto una legge che renderà penalmente perseguibile il reato di contrabbando di beni alimentari dentro i confini russi.

I governi europei messi con le spalle al muro, hanno denunciato alcuni produttori italiani che, danneggiati dalle conseguenze delle sanzioni, hanno fatto entrare illegalmente in Russia alcuni alimenti, questo per sopperire ai danni economici provocati  dalle mancate esportazioni. Quindi oltre al danno anche la beffa.

Europa? No grazie!

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