ISTAT “sbugiardata” inflazione a novembre a -04% : è DEFLAZIONE


Istat_inflazioneLe bugie hanno le gambe corte. Giovedì 27, l’Istat, aveva pubblicato un report sulla “fiducia dei consumatori”. Il dato era apparso immediatamente inverosimile e di tipo “pre-elettorale” e in linea con le direttive di Renzi e il suo governo : “bisogna essere ottimisti”.

I dati erano sulla “ fiducia dei consumatori”e l‘ISTAT ha dichiarato che : a novembre c’è il record della fiducia più alta di sempre”.

Un annuncio non di poco conto ma talmente inverosimile che Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, Presidenti di Federconsumatori e Adusbef, hanno dichiarato: “Stiamo valutando, per questo, un’azione per contrastare la propalazione di dati ingannevoli” e a quanto pare i due avevano ragione ed ecco perché. Il motivo risiede nel come e dove l’ ISTAT ha ricavato questi dati.

Ed ecco per chiarezza come viene elaborato il dato sulla fiducia dei consumatori:
“L’indice della fiducia dei consumatori elaborato dall’Istat è costruito sulla base di un’indagine svolta su un campione rappresentativo, costituito da 5.000 famiglie. Le domande più importanti riguardano le condizioni “attuali” dell’economia e del mercato del lavoro, e le aspettative su questi per i prossimi sei mesi e, sempre per i sei mesi successivi, le attese sull’andamento del proprio reddito”.

Da questa spiegazione si intuisce che manipolare il risultato finale sia cosa abbastanza semplice. Infatti, se il campione è costituito da impiegati magari di alta fascia, avrà un responso, se al contrario si intervistano disoccupati ne avrà per forza di cose un altro. Tutto chiaro?

Ed ecco infatti solo tre giorni dopo arrivare la conferma che l’ISTAT ha truccato i dati.

Ieri, sempre secondo le stime preliminari dell’Istat, l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività, al lordo dei tabacchi, si attesta al “MENO 0,4%” rispetto al mese precedente. Per il dato tendenziale si tratta del livello minimo da maggio scorso. Si, avete letto bene i consumi sono con il segno MENO, significa che siamo in deflazione, tradotto: una brusca frenata dell’inflazione a novembre… ma per Renzi bisogna essere ottimisti, quindi “falsare” i dati. Com’è possibile che la fiducia nei consumi è alta se la gente non consuma? BUGIARDI!!

Il deludente andamento dell’inflazione è confermato anche dallo stesso ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan – che alla vigilia della riunione del Consiglio direttivo della Bce – ha ribadito che “l’Italia è un Paese ad alto debito” e che siccome sulla dinamica di questo debito incidono alcune variabili come l’inflazione “sarebbe utile fosse un po’ più elevata”.

Le bugie hanno le gambe corte, anzi cortissime.

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Debora Ranzetti

Pubblicato da Debora Ranzetti

Debora Ranzetti, romana, avvocato ma blogger per passione. Non ha partiti ne tessere, amante delle battaglie impossibili, il cui motto è: “non mi piego, ma a spezzarmi non ci penso nemmeno”. Scrive quello che pensa, senza filtri, ma sempre nel rispetto delle regole. Animalista, ambientalista, inquieta e sempre di corsa, ma pronta a fermarsi se qualcuno è in difficoltà.