ISTAT: Flop Renzi, la ripresa? Al solito…l’anno che verrà

ISTAT: Flop Renzi, la ripresa? Al solito…l’anno che verrà

L’ ISTAT certifica il Flop di Renzi, per la ripresa come al solito… il prossimo anno.

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ISTAT: Flop Renzi, la ripresa? Al solito…l’anno che verrà

Ieri l’ISTAT ha diramato i dati relativi al 2016qui il link – e nonostante i media di regime come sempre li commentino cercando di addolcire la pillola – in fondo si tratta di un agenzia governativa – il quadro che emerge è di un “flop” totale del “Jobs Act”.

La riforma del lavoro, costosissima per le casse dell’INPS, per tutte le detrazioni contributive che concede alle imprese e che alla fine provocherà un buco nelle casse dell’istituto per i mancati introiti, non ha prodotto i nuovi posti di lavoro promessi. Dunque affermare che è un flop, non può essere smentito da nessun organismo.

L’Istat snocciola una serie di dati che servono, a nostro parere a creare confusione nel lettore meno attento. Ma il dato più importante è quello relativo alle assunzioni, cioè gli occupati e i disoccupati che a dicembre 2015 sono in calo dello -0,1% pari ad una perdita di -21 mila posi di lavoro sul mese. Il tasso di disoccupazione sale quindi all’11,4% con un incremento dello +0,1 %. Certamente stiamo parlando di decimali, ma il trend è chiaro, la tanto strombazzata ripresa renziana, non c’è stata e il giudizio sarebbe stato identico anche lo 0,1 sarebbe stato positivo.

Non ci sono nuovi occupati è quelli “spacciati” come tali, sono solo trasformazioni di contratti esistenti, che il datore di lavoro “impone” al dipendente di convertire per usufruire degli sgravi fiscali che il “JobsAct” concede.

L’altro dato importante e non lo diciamo noi, ma Mario Draghi, che sta freneticamente immettendo moneta nel sistema per invertirne la tendenza è quello relativo all’inflazione che continua a scendere. L’Istat nel suo comunicato non parla di inflazione ma di “Prezzi alla produzione dell’industria”, che sempre a dicembre 2015 registrano una diminuzione di ben 0,7% rispetto al mese precedente e del 3,3% in un anno. Quindi i prezzi scendono e con essi cala l’inflazione che si avvicina alla “Deflazione”: l’incubo degli economisti.

Ecco sono questi  i due nudi dati che indicano se le politiche del governo hanno hanno funzionato o meno, cioè se gli occupati ed il potere di acquisto delle famiglie è migliorato, il resto è “fuffa”. È inutile dare per positivi i dati tipo, “la fiducia dei consumatori”, che a loro detta è ai massimi. Abbiamo già spiegato in – questo articolo – come vengono calcolati questi dati e come sia semplice manipolarli.

Cortesemente non prendeteci per “gufi”, i numeri sono numeri e le parole rimangono tali.

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Debora Ranzetti

Pubblicato da Debora Ranzetti

Debora Ranzetti, romana, avvocato ma blogger per passione. Non ha partiti ne tessere, amante delle battaglie impossibili, il cui motto è: “non mi piego, ma a spezzarmi non ci penso nemmeno”. Scrive quello che pensa, senza filtri, ma sempre nel rispetto delle regole. Animalista, ambientalista, inquieta e sempre di corsa, ma pronta a fermarsi se qualcuno è in difficoltà.