Intervista integrale a in 1-2 ora a Luigi Di Maio

Più che un intervista è sembrato un interrogatorio, la Annunziata in certi momenti è apparsa persino sgradevole da vedere oltre che da sentire.

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Diverso il tono rispetto alla settimana precedente quando intervistò la Boschi, in quella occasione mancava solo che tirasse fuori il vassoio con caffé e pasticcini.

L’intervista doveva essere improntata sulla riforma costituzionale, ed invece Lucia Annunziata si è trasformata in una sorta di agente della GESTAPO, tirando fuori il “meglio” della sua arroganza e perfidia e ponendo le solite domande su Virginia Raggi e Beppe Grillo, formulate con doppisensi ed interrompendo le risposte. In 30 minuti di trasmissione, solamente gli ultimi 7 sono stati dedicati al tema della trasmissione.

Comunque Luigi Di Maio, come al solito, grazie alla sua calma e pacatezza nelle risposte, condite con sorrisetti, che sembravano risposte dirette all’atteggiamento della padrona di casa, ne è uscito vincitore e questo lo si evince, dalle smorfie del volto dell’Annunziata a fine puntata.

Non avremmo avuto nulla da ridere se la conduttrice, usasse lo stesso metodo con tutti gli ospiti, ma basta rivedere la puntata della settimana precedente, in cui ospite era la ministra Boschi, per appurare che la giornalista, ha usato due pesi e due misure. Con la Boschi, i toni era pacati e le domande poste quasi con riverenza e con un sottinteso di “scusi se mi permetto”, a tratti è sembrato che da un momento all’altro, tirasse fuori il vassoio con caffé e pasticcini…

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