Il “Vizietto” a cui i partiti non rinunceranno mai

Il “Vizietto” a cui i partiti non rinunceranno mai

rimborsi-elettoraliRenzi aveva strombazzato ai quattro venti , l’abolizione del finanziamento pubblico ai partiti, ma in effetti la legge entrerà in vigore nel solo dal 2017. Fino ad allora dunque il finanziamento dei partiti continuerà ad esistere ma a patto che una commissione per la trasparenza verifichi ogni anno la correttezza delle spese effettuate.

La commissione però ad oggi non è operativa a causa della mancanza di personale, di conseguenza, non sarebbe possibile prelevare il “MALLOPPO”. Per poter accedere alle risorse di cui i partiti hanno diritto (?) secondo la legge, ecco allora che il Parlamento si è fatta venire una “ideona”. Ha messo a punto un provvedimento con il quale si provvede ad assegnare un gruppo di revisori dei conti alla commissione incaricata senza che questi eseguano alcun controllo sulle spese dei partiti. Ma se non devono controllare nulla, a che servono questi signori?

Una “leggina” con cui il Parlamento potrebbe evitare che i fondi 2015, distribuiti in base ai rendiconti 2013, rimangano nei forzieri della Camera (orrore!). La “leggina è stata messa nero su bianco da Teresa Piccione del Pd, relatrice del provvedimento all’esame della commissione Affari costituzionali della Camera che prevede appunto che fatture e scontrini presentati a corredo dei bilanci dei partiti non debbano essere controllati.

La scadenza per prelevare i fondi è al 31 luglio ma con questa deroga si potranno prendere anche dopo, l’importante è che i partiti è prima o poi incassino.

Ma le sanatorie, non erano state abolite? Ovviamente per i cittadini si, ma per le casse dei partiti  no!

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