Il governo boccia il piano Boeri: le pensioni d’oro non si toccano


boeri_polettiIl piano Inps, pensato da Tito Boeri, dal titolo “Non per cassa, ma per equità” (qui il testo), è una vera e propria riforma della legge “Fornero”, legge, criticata da tutti. Per la prima volta, da parte non di una forza di opposizione, ma di una componente governativa, è stata partorita una legge che cerca di dare appunto una certa “equità” sociale.

Ricordiamo che il piano Boeri prevede l’istituzione di un sostegno (chiamato di inclusione attiva) al reddito per gli over 55 disoccupati, i quali, con l’attuale situazione economica, sono praticamente tagliati fuori dal mondo del lavoro.

Nel rapporto Inps emerge con estrema chiarezza il livello di iniquità sociale esistente in questo paese: “i sussidi vanno anche ai ricchi”. La parola “Sussidio” significa aiuto, sostegno, supporto, contributo in denaro a fini assistenziali. E a chi vanno questi sussidi? Anche a “230.000 famiglie ad alto reddito (circa il10% della popolazione)” destinatari di trasferimenti assistenziali ricevuti in base a logiche lobbistiche.

Tra questi “privilegiati” ci sono anche 250.000 destinatari di pensioni “d’Oro”, legate in gran parte a gestioni speciali, non giustificate dai contributi versati. All’art. 12 dell’articolato di questo nuovo piano si legge una parola bellissima: “Ricalcolo trattamenti in essere, inclusi i vitalizi”.

Togliere (poco) a chi beneficia di “privilegi” che non gli spettano per redistribuire -sempre poco, ma meglio che niente – a chi non ha nulla, è giustizia sociale. Ma questo governo ha dimostrato ancora una volta, se c’è ne fosse bisogno, chi e quali interessi difende.

Dopo la presentazione ufficiale del piano “Boeri”, nel governo si è notato non poco imbarazzo, per un paio d’ore nessun commento. Criticare una simile redistribuzione non porta certo voti ed il governo al momento di questo bene ne è a corto. Ma superato il primo momento di imbarazzo, evidentemente pressati dagli interessi di coloro – moltissimi di questi privilegiati siedono ancora in parlamento, altri ne sono contigui – ecco arrivare la risposta che non lascia spazio alla trattativa, per bocca del ministro Poletti.

La bocciatura è totale: “Dobbiamo dare fiducia agli italiani. Non possiamo mettere le mani sulle pensioni della gente, non ci saranno ripensamenti. Dunque, non si tagliano le pensioni ai ricchi.

Un governo illegittimo, figlio di una legge elettorale “incostituzionale”, un premier mai eletto da nessuno, indagati, condannati a vario titolo, che decidono del destino di intere generazioni e lucrano sulla pelle della povera gente.

Ma… non può piovere per sempre!

 

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Debora Ranzetti

Pubblicato da Debora Ranzetti

Debora Ranzetti, romana, avvocato ma blogger per passione. Non ha partiti ne tessere, amante delle battaglie impossibili, il cui motto è: “non mi piego, ma a spezzarmi non ci penso nemmeno”. Scrive quello che pensa, senza filtri, ma sempre nel rispetto delle regole. Animalista, ambientalista, inquieta e sempre di corsa, ma pronta a fermarsi se qualcuno è in difficoltà.

Una risposta a “Il governo boccia il piano Boeri: le pensioni d’oro non si toccano”

  1. Tutti sostengono che non si possono toccare i diritti acquisiti, OK, è possibile però operare sulla tassazione, si stabilisca che per le pensioni fino a 5000 euro lordi, rimanga il sistema in uso, oltre tale cifra, anche per chi cumula più pensioni, l’eccedenza venga tassata al 90%. D’altra parte la legislazione è stata effettuata per garantire ai lavoratori in quiescenza una vita decorosa al termine di quella lavorativa, non per far ridere chi già sta bene di suo. Sono riusciti a fare di un ammortizzatore sociale una mangiatoia anche per i ricchi.

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