Ieri il M5s ha proposto di dimezzare gli stipendi dei deputati: in aula si sfiora lo scontro fisico

Ieri il M5s ha proposto di dimezzare gli stipendi dei deputati: in aula si sfiora lo scontro fisico

Bagarre ieri alla Camera dei deputati, il motivo? Il solito: i soldi. L’ordine del giorno dell’ultima discussione alla Camera prima delle ferie era sul bilancio consuntivo parlamentare.

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I rappresentanti del movimento 5 stelle, prendono la palla al balzo, entrano in aula e presentano un ordine del giorno in cui chiedono una riduzione degli stipendi dei parlamentari. La proposta prevede che si passi a un tetto massimo di 5 mila euro lordi mensili per i deputati, pari a circa 3.500 netti.

Una riduzione molto cospicua dello stipendio attuale, che ricordiamo si aggira, benefit compresi, intorno ai 20 mila euro. Ovviamente scoppia il “finimondo”, si arriva allo scambio di parole pesanti e a tratti si è sfiorato il contatto fisico.

Il vicepresidente della Camera Luigi Di Maio, leader dei 5Stelle, illustra la proposta comprensiva dei relativi risparmi che si otterrebbero. Manlio Di Stefano sempre del M5S, rincara la dose: “Voi non avete fatto altro…”. Alcuni deputati contrari alla proposta, si alzano dagli scranni ed iniziano ad inveire pesantemente, tanto che la presidente Laura Boldrini li interrompe invitando tutti alla calma.

Ma l’interruzione non piace a Di Stefano, perché oltre agli anatemi degli avversari, viene interrotto anche il suo intervento: “Se dovessi interrompervi io tutte le volte che dite cose fuori dal mondo…”. La Boldrini infastidita risponde per le rime: “Vediamo chi è che dice più cose fuori dal mondo”.

Allora Di Stefano infastidito a sua volta, si rivolge verso i suoi colleghi di partito con la gestualità del caso e dice: “Questa qui è fuori…”. La presidente visibilmente irritata, invita il grillino a non fare più questi gesti. Di Stefano a quel punto, forse per evitare una escalation della situazione, abbassa le mani e le porta dietro le spalle in segno di pace.

Ma gli animi ormai si sono surriscaldati, il capogruppo del PD Ettore Rosato attacca a testa bassa: “sulle indennità dai 5Stelle un cumulo di sciocchezze, anche loro prendono 8 mila euro”. La risposta gli arriva da Alessandro Di Battista che rivendica la scelta di dimezzarsi lo stipendio già fatta dai 5Stelle, con i quali risparmi, si è creato un fondo di microcredito per le imprese, già attivo.

Alla fine la casta fa valere i suoi numeri e boccia tutti gli ordini del giorno del M5S. Si, perché oltre agli stipendi, c’era anche l’abolizione delle auto blu per puntare sul carsharing, proposta avanzata da Luigi Di Maio e quella di un test anti droga per i parlamentari, presentata da Tiziana Ciprini, sulla quale la Camera “insorge”. Sannicandro di Sel, la mette sul faceto e fa una battuta di dubbio gusto: “Ma non ho capito dove staranno i cani anti droga”. Per la cronaca, solo i Fratelli d’Italia erano concordi con quest’ultima proposta.

Morale: la “casta”, ancora una volta ha dimostrato che la cinghia la devono stringere solo i cittadini comuni, loro sono “intoccabili”:

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Debora Ranzetti

Pubblicato da Debora Ranzetti

Debora Ranzetti, romana, avvocato ma blogger per passione. Non ha partiti ne tessere, amante delle battaglie impossibili, il cui motto è: “non mi piego, ma a spezzarmi non ci penso nemmeno”. Scrive quello che pensa, senza filtri, ma sempre nel rispetto delle regole. Animalista, ambientalista, inquieta e sempre di corsa, ma pronta a fermarsi se qualcuno è in difficoltà.