I potenti si arricchiscono con la guerra: le Borse salgono e Parigi è la migliore


sordiVi ricordate il film di Alberto Sordi “Finché c’è guerra c’è speranza”? Il film è una parodia molto realistica del settore della vendita di armi e degli interessi che girano attorno alle guerre. La realtà non è molto diversa, anzi è ancora più subdola e perversa e la prova va trovata nel regno del denaro e dei potenti del mondo: la borsa.

La prima reazione che i mercati finanziari hanno avuto ai tragici eventi di “venerdì 13” – mai data fu più profetica – è stata più che positiva. Lunedì le Borse europee sono rimaste stabili, come se non fosse successo nulla, mentre Wall Street ha messo a segno un corposo rialzo, superiore al punto percentuale. Ieri è andata ancora meglio, i future per l’apertura della Borsa di New York erano in rialzo e questo ha spinto le Borse europee a salire in modo consistente, la Germania con un quasi +2%, Milano è andata oltre l’1% e la Borsa di Parigi che iniziava i bombardamenti, ha avuto un rialzo impensabile del 2,15 per cento. Un caso? Assolutamente no!

Quindi la domanda è: come mai nel giorno in cui la Francia dichiara guerra all’Isis e inizia i bombardamenti sulla capitale del califfato Raqqa, incassando anche l’appoggio dell’Unione europea, la sua Borsa risulta la migliore dell’Europa ed il clima di tutte le altre borse mondiali è molto positivo?

Ecco la risposta, anche se incompleta e parziale: Si dice che “i mercati siano cinici”, ma i mercati sono fatti da uomini e i venti di guerra ne enfatizzano il loro cinismo. Con la guerra, le azioni dei titoli del settore della difesa – quelli che producono armi – e del comparto energetico – si sa che, il prezzo del petrolio tende a salire quando ci sono di tensioni geopolitiche – sono tra i primi a beneficiarne, ma a ruota sale anche tutto l’indotto.

Non per caso infatti il guru degli investimenti Warren Buffett, uno che sulla piazza finanziaria gode di molta credibilità, al punto da essere chiamato a Wall Street l’ “Oracolo di Omaha” e che è  a capo del fondo Berkshire Hathaway, ha dichiarato che non sta vendendo asset a seguito degli attacchi di Parigi. Parole indifferenti a noi comuni mortali, ma molto forti, praticamente un segnale per chi gioca con la borsa.

Questi signori lucrano sulla pelle della popolazione mondiale, una guerra è un affare a cui non si può rinunciare, se non ci fossero le guerre, “fallirebbero”. E questo è un dato di fatto incontrovertibile, per loro il titolo del film di Sordi “Finché c’è guerra c’è speranza”, è parte integrante dei normali discorsi di economia di ogni giorno.

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Debora Ranzetti

Pubblicato da Debora Ranzetti

Debora Ranzetti, romana, avvocato ma blogger per passione. Non ha partiti ne tessere, amante delle battaglie impossibili, il cui motto è: “non mi piego, ma a spezzarmi non ci penso nemmeno”. Scrive quello che pensa, senza filtri, ma sempre nel rispetto delle regole. Animalista, ambientalista, inquieta e sempre di corsa, ma pronta a fermarsi se qualcuno è in difficoltà.