Equitalia: notificate cartelle false ai contribuenti

Equitalia: notificate cartelle false ai contribuenti

Un nuovo scandalo dopo quello delle “cartelle pazze”, coinvolge Equitalia: i “debiti inventati”, ovvero 15 anni di cartelle non dovute.

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Equitalia: notificate cartelle false ai contribuenti

Equitalia è un ente che ormai ha un solo scopo: fare cassa e con qualunque metodo. Ad affermare questa verità, non siamo noi ma Ernesto Maria Ruffini, cioè il nuovo amministratore delegato di Equitalia.

Ruffini sottolinea come, nonostante i numerosi interventi legislativi volti a limitare l’intervento di Equitalia (primo tra tutti la previsione di impignorabilità della prima casa e l’innalzamento del limite sotto il quale non è possibile il pignoramento immobiliare, attualmente portato da 20 a 120 mila euro), la riscossione è cresciuta di oltre il doppio. In particolare si è passati dai 2,9 miliardi di euro riscossi ogni anno tra il 2000 e il 2005, agli attuali 7,7 miliardi e questo nonostante i limiti imposti dalla nuova legge.

Ma vediamo ciò che è successo. Le “cartelle pazze”, quelle cioè prescritte o notificate nonostante sia intervenuto uno sgravio o una sentenza favorevole al contribuente, ormai sono note a tutti. Ma nessuno fino ad oggi aveva ancora sentito parlare delle “cartelle inventate” o “false”, quelle cioè generate da errori umani o dei sistemi. La maggior parte delle richieste indebite proviene dall’Agenzia delle Entrate (175 miliardi), mentre il resto viene diviso tra Inps (23,3 miliardi), Inail (10 miliardi) e altre pubbliche amministrazioni.

Le statistiche dicono che 1 cartella su 5 non è dovuta perché totalmente illegittima, quindi non si può parlare di casi sporadici. A riconoscerlo come detto sopra, è lo stesso amministratore delegato di Equitalia, Ernesto Maria Ruffini, intervenuto alla Commissione Bilancio del Senato a mostrare i numeri dell’Agente della Riscossione e quindi, anche dei crediti inesigibili.

La relazione dell’Ad è sconvolgente e lascia perplessi: in 15 anni sarebbero state emesse cartelle false per oltre 217 miliardi di euro. Cifre da brivido.

Nonostante Equitalia, abbia istituito lo “Sportello Amico”, i suoi uffici non hanno mai annullato ciò che anche secondo loro, era palesemente illegittimo e non dovuto. Anzi, come da prassi hanno sempre insistito bacchettando il contribuente e tentando di convincere il malcapitato che dovesse comunque pagare, consigliandolo chiedere il rimborso. Nei fatti, chi ha “abboccato” versando quanto richiesto invece che presentare il ricorso in tribunale, non ha mai visto l’ombra della restituzione, infatti, solo con il ricorso al giudice qualcuno è riuscito ad annullare queste cartelle “inesistenti”.

I più informati, si sono salvati utilizzando l’istituto dell’autotutela: il ricorso viene presentato non ad Equitalia ma direttamente all’ente creditore che, spesso avvedendosi dell’errore dispone lo sgravio del credito non dovuto.

Le statistiche ci dicono che più del venti per cento delle cartelle di pagamento sono “palesemente false”, ma omettono di farci sapere quanti sono i contribuenti che ricevuta la cartella “inventata”, hanno pagato senza contestare o fare ricorso, o perché non si sono accorti dell’errore, o perché impossibilitati a controllare, magari perché il tributo richiesto aveva superato i dieci anni e non avevano conservato la ricevuta del pagamento.

Il dubbio, se permettete, che ci sovviene è, che l’”errore” non sia un fatto casuale ma cercato e voluto per far fare cassa al fisco, sfilando quindi soldi – non dovuti – dalle tasche dei cittadini.

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Debora Ranzetti

Pubblicato da Debora Ranzetti

Debora Ranzetti, romana, avvocato ma blogger per passione. Non ha partiti ne tessere, amante delle battaglie impossibili, il cui motto è: “non mi piego, ma a spezzarmi non ci penso nemmeno”. Scrive quello che pensa, senza filtri, ma sempre nel rispetto delle regole. Animalista, ambientalista, inquieta e sempre di corsa, ma pronta a fermarsi se qualcuno è in difficoltà.