É emergenza democratica: Porro e Belpietro licenziati perché non “allineati” al Renzi pensiero.

É emergenza democratica: Porro e Belpietro licenziati perché non “allineati” al Renzi pensiero.

Maurizio Belpietro e Nicola Porro sono due giornalisti, il cui pensiero politico è lontano “anni luce” dal nostro.

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Maurizio Belpietro e Nicola Porro licenziati

Questa premessa era doverosa per comprendere la portata di ciò che sta accadendo all’informazione in Italia: è emergenza democratica. L’ultima classifica mondiale sulla libertà di informazione di appena un mese fa, ci relega al 77esimo posto su 180 paesi, dietro la Mongolia e il Burkina Faso, ma oggi la situazione è davvero tragica.

Ed ecco perché ci sentiamo di difendere due giornalisti che nulla hanno in comune con la nostra linea editoriale, ma la democrazia è bella per questo: ognuno può esprimere la propria opinione e poi essere contestato, ma ha il diritto di scrivere e parlare.

È inutile girarci intorno e poi non è nel nostro stile, noi siamo diretti, sempre. Tutto nasce “dall’esigenza” di Matteo Renzi, di controllare qualsiasi voce difforme alla sua riforma costituzionale e quindi che possa fare informazione a favore del “No” al referendum di ottobre. Così, chi si “allinea” rimane, chi resta indipendente viene “esautorato”. Ovviamente e fortunatamente solo nelle testate controllate direttamente come il caso RAI-Porro o indirettamente come il caso Belpietro, che poi, nella grande informazione, sono la quasi totalità.

Ieri mattina è stato lo stesso Nicola Porro con un laconico comunicato su Facebook a diffondere la notizia: “Virus è stato cancellato dai palinsesti di Rai2. Questa mattina il direttore me lo ha comunicato. Faccio il giornalista e questa mi sembra una notizia. Fino al 2 giugno ci siamo”. Poche parole, che forse non riescono ad fare capire fino in fondo il senso di vuoto e tristezza.

Più accorato e plateale invece l’editoriale con cui Maurizio Belpietro si è congedato dai suoi lettori, nel quale spiega nei particolari il perché e chi lo ha licenziato. Inizia con “ Non so cosa pensi la nuova direzione – riferendosi a Vittorio Feltri che ha preso il suo posto – so cosa penso io: bisogna votare ‘NO’ al referendum, il premier è pericoloso”.

Come si può intuire, l’ultimo editoriale di Maurizio Belpietro, è dedicato al referendum sulla riforma costituzionale, a cui imputa il motivo della sua defenestrazione. “Fino a ieri sera – scrive il giornalista – di Libero ero il direttore. Io sono per il No e per un motivo molto semplice: perché la riforma non è equilibrata ma pende tutta a favore di Renzi”. E continua: “Quel ‘No’ contro il pericolo Renzi”.

Libero quotidiano, è edito da Antonio Angelucci, grande amico e referente di Denis Verdini, che pretende toni più morbidi nei confronti del premier Matteo Renzi, anche e sopratutto in vista del referendum. Il pentastellato Alessandro Di Battista in proposito aveva detto: “Sono partite le epurazioni renziane, Libero ha fatto molte inchieste su Banca Etruria, sul papà del ministro Boschi e sulla massoneria toscana e Belpietro ha detto che le riforme renziane sono pericolose per la democrazia. Mentre guarda caso Feltri è per il sì al referendum”. Questo a conferma che chiunque abbia a cuore la democrazia, non può tollerare un simile comportamento.

Infine Belpietro si conceda polemicamente ma con rispetto: “L’editore è sovrano, mi faccio da parte”.

Poi torna sul tema riforma Costituzionale: “Non sono mai stato tra coloro che difendevano a spada tratta la nostra Carta, né l’ho mai definita come alcuni ‘la più bella del mondo’, ma la riforma voluta da Renzi punta, non a risparmiare, non a velocizzare i processi decisionali, ma a consentire che le sue decisioni non incontrino gli intralci del Parlamento”.

Per l’ormai ex direttore di Libero, “Renzi si è fatto una Costituzione su misura, dopo essersi fatto una legge elettorale su misura, con la quale deciderà lui, capo del governo e capo del Pd, chi far sedere a Montecitorio”. Infine la stoccata al vetriolo al premier: “L’uomo è pericoloso per come gestisce il potere, per come lo occupa e per come lo usa contro gli avversari. Con in mano una Costituzione che gli assegna pieni poteri lo sarà ancora di più”.

Ieri sera Mentana nel suo TG, oltre ad esprimere la sua personale solidarietà ai colleghi, si è augurato che possano approdare a LA7, che forse oggi, è l’unica testata con pluralità di pensiero.

 

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Debora Ranzetti

Pubblicato da Debora Ranzetti

Debora Ranzetti, romana, avvocato ma blogger per passione. Non ha partiti ne tessere, amante delle battaglie impossibili, il cui motto è: “non mi piego, ma a spezzarmi non ci penso nemmeno”. Scrive quello che pensa, senza filtri, ma sempre nel rispetto delle regole. Animalista, ambientalista, inquieta e sempre di corsa, ma pronta a fermarsi se qualcuno è in difficoltà.

2 Risposte a “É emergenza democratica: Porro e Belpietro licenziati perché non “allineati” al Renzi pensiero.”

  1. Siamo in una tristezza esasperante, due figure di giornalisti non dico fenomeni ma capaci, speriamo che si riesca a cambiare altrimenti entro dicembre l’ Italia si capovolgerà.

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