Elezioni in Polonia: vince la destra euroscettica di Kaczynski


Lech-KaczynskiIn Polonia ieri si è votato ed è stata una vittoria nettissima per la destra ultraconservatrice, nazionalista, populista ed euroscettica. I primi exit poll non lasciano margini di dubbio, anche se i risultati definitivi arriveranno solo nel pomeriggio, ma i dati diffusi questa notte dopo la chiusura dei seggi non sembrano potere essere stravolti.
Diritto e Giustizia il partito di Jeroslaw Kaczynski ha trionfato conquistando circa il 40% dei voti, ed assegnano al nuovo governo monocolore una maggioranza assoluta, di 242 seggi sui 460 totali della Camera, risultato senza precedenti da quando il Paese ha riconquistato la democrazia nel 1989 . Nella notte del trionfo Kaczynski ha dichiarato: «Il Paese ha bisogno di cambiare» confermando la ferma determinazione a «cancellare il disastro combinato da Piattaforma civica negli anni di governo».

Sconfitti pesantemente i liberali euroconvinti di Piattaforma civica, nonostante la continua crescita economica ottenuta dal Paese negli ultimi otto anni con il loro governo.

A guidare il prossimo esecutivo sarà con tutta probabilità Beata Szydlo, 52 anni, volto nuovo di Diritto e Giustizia che somma alla retorica sull’identità nazionale e alla difesa della tradizione cattolica più conservatrice, la visione politica ed economica di una destra sociale.

Il programma appare però molto confuso, Diritto e Giustizia è infatti favorevole all’intervento dello Stato nell’economia ed al sostegno delle famiglie e delle piccole imprese, ma al contempo vuole stare nella Nato per contrastare la Russia e nell’Europa nonostante i contrasti con la vicina Germania e con Bruxelles. Ha vinto cavalcando il sentimento anti-migranti di molta parte della cittadini polacchi ma ha anche attaccato le misure economiche del precedente governo liberale cercando i voti delle fasce di popolazione tagliate fuori dal progresso del Paese, soprattutto tra i giovani e nelle aree rurali. Insomma una bella confusione, è una specie di Orban presidente dell’Ungheria, ma al contrario di quest’ultimo odia i Russi, una bella gatta da pelare per l’unione Europea.

Il nuovo governo ha già annunciato nuove tasse per le catene della grande distribuzione e per le banche straniere, ha proposto di abbassare l’età pensionabile, di modificare le imposte sul reddito per agevolare le famiglie più povere e di abbassare dal 19% al 15% la flat tax per le imprese più piccole. Per far fronte all’inevitabile aumento della spesa pubblica, Kaczynski ha in programma di utilizzare le risorse della Banca centrale per immettere nell’economia polacca 100 miliardi di dollari in sei anni.

Se gli annunci saranno confermati dal varo dei relativi provvedimenti, i contrasti con l’Unione europea saranno inevitabili.

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