Decreto salva banche: i clienti “truffati” protestano


salva-bancheLa protesta è esplosa a piazza Montecitorio, il “Decreto salva banche” ai cittadini che hanno perso il loro risparmi proprio non va giù. Renzi si è prodigato a “salvare” le quattro banche, con una tempistica quantomeno sospetta in relazione a “Banca Etruria” di cui è azionista la famiglia Boschi del ministro “preferito” del premier.

Di questa operazione ne avevamo parlato tra i primi diversi giorni prima che si approvasse il decreto in questo articolo, in cui avevamo evidenziato proprio la casuale connessione. Il decreto ha salvato le banche ma non i 130 mila risparmiatori che avevano acquistato le obbligazioni – o meglio, sono stati indotti, questo il termine esatto – poi divenute carta straccia. Abbiamo usato il termine indotti e ne spieghiamo il perché.

Molti non conoscono le dinamiche che “inducono” la gente comune, non pratica e non a conoscenza delle implicazioni e delle leggi che regolano questi prodotti bancari ad acquistarli.

Funziona così: la banca compra questi prodotti – si chiamano così, come se fossero cioccolatini o birre – da grandi banche internazionali, che poi altro non sono che gruppi di investimento spesso gestiti da faccendieri senza scrupolo, i quali come prevedibile, investono in settori ad alto rischio dove si può guadagnare moltissimo o perdere tutto. Ed ovviamente, i soldi che perdono non sono i loro, ma degli ingenui risparmiatori, spesso pensionati o lavoratori che hanno accumulato una piccola somma per la vecchiaia.

Esiste anche un altra categoria a cui i “bancari” maliziosamente affibbiano questi prodotti, gli imprenditori, qualcuno dirà, ma questi sanno a cosa vanno incontro, vero!, ma spesso sono costretti a prenderli, perché vengono offerti in contropartita di un nuovo fido o di un allargamento di uno in sofferenza con il classico “ prendere o lasciare”. L’imprenditore in difficoltà per tamponare il “buco” del momento accetta: gli strozzini non fanno niente di peggio.

Ecco questo è il quadro di chi ha perso i soldi, è gente comune che si era fidata del direttore “amico” e che adesso non risponde più al telefono. Nel video sotto, uno dei signori, Simone Calori che ieri ha partecipato alla protesta, ci spiega la situazione di molti suoi “compagni” di disavventura.

La protesta a piazza di Montecitorio davanti alla Camera, è stata rumorosa ma pacifica, basata sui soliti slogan: “Questa é una rapina legalizzata”, “criminali ridateci i nostri soldi”, “i risparmi sono i nostri”, “ladri”, “banche salvate, risparmiatori truffati”.

A protestare contro il Palazzo e contro il governo c’era una rappresentanza di circa 200 persone dei 130 mila piccoli risparmiatori che si sono definiti le “vittime del Salva Banche”. In piazza al loro fianco, come la solito sono scese Adusbef e Federconsumatori (che hanno già annunciato una class action), con Elio Lannutti e Rosario Trefiletti, nonchè diversi deputati e senatori del Movimenti 5 stelle. Degli altri partiti nemmeno l’ombra.

Renzi al momento sollecitato e incalzato dalle proteste e dal fragore mediatico, ha promesso di intervenire, ma proponendo un contributo di 100milioni di euro a fronte dei 300 necessari… si sta adeguando alla logica bancaria, con un risarcimento al 30%.

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Debora Ranzetti

Pubblicato da Debora Ranzetti

Debora Ranzetti, romana, avvocato ma blogger per passione. Non ha partiti ne tessere, amante delle battaglie impossibili, il cui motto è: “non mi piego, ma a spezzarmi non ci penso nemmeno”. Scrive quello che pensa, senza filtri, ma sempre nel rispetto delle regole. Animalista, ambientalista, inquieta e sempre di corsa, ma pronta a fermarsi se qualcuno è in difficoltà.