DDL Cirinnà: Grillo lascia libertà e mette Renzi nei guai

DDL Cirinnà: Grillo lascia libertà e mette Renzi nei guai

Grillo non vuole passare per la stampella del PD e non ha alcuna intenzione di togliere le castagne dal fuoco ad un governo che considera illegittimo.

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Grillo mette Renzi nei guai

Il dietrofront sul Ddl Cirinnà e la decisione di fare votare la legge in base alla coscienza di ogni parlamentare grillino, ha rimescolato le carte nella maggioranza di governo. Persino Enrico Mentana in una intervista al Fatto quotidiano, definisce quella di Grillo: “La prima vera mossa politica dei Cinque stelle che, così facendo, hanno scelto di non fare da stampella al Pd, con l’obiettivo di far esplodere le contraddizioni all’interno del partito di Renzi e della maggioranza di governo, e di non coprire a sinistra l’esecutivo, mettendo nei guai il premier”.

Inoltre sempre secondo Mentana: “I grillini non sono un movimento di pseudo sinistra, non sono compagni che sbagliano, né un movimento radical-socialista 2.0. Sono una cosa diversa, non etichettabile. E lo dimostra la diaspora dei loro fuoriusciti, che sono finiti un po’ ovunque”.

Una sintesi quella del direttore del TG LA7, condivisibile che fa di questa mossa la prima vera operazione politica del M5S.

Ovviamente gli alleati centristi del governo, alla notizia del cambio di rotta grillino hanno esultato ed alcuni in maniera piuttosto “scomposta”, intravedendo un sentiero percorribile per sbriciolare la legge.

Infatti, il senatore Ncd Formigoni, da sempre cattolico (non) praticante, scrive un Tweet che si commenta da solo e definisce il cambio di linea di Grillo: “odore di sconfitta della legge Cirinnà”. Il vicesegretario Pd Guerini gli risponde per le rime: “Da vergognarsi, indecente. Punto”. Ma ancora più imbarazzante è la contro replica di Formigoni: “Mie parole distorte”. Distorte? Giudicate voi, ecco il Tweet:

Tweet-formigoni

La componente di destra quindi, che va da Ncd, ai verdiniani, ai transfughi di ogni dove, non ultimi i cuffariani in Sicilia, non è disposta a votare questa legge, ma non è disposta “sopratutto” a fare cadere il governo – e quando mai verranno rieletti la maggior parte di questi – ed ecco allora aggrapparsi disperatamente a questa possibilità.

Insomma Grillo con questa mossa ha messo Renzi in una situazione difficile da gestire proprio quando, grazie ai voti dei 5S sembrava avere partita facile. Non sappiamo cosa succederà, ma Renzi come al solito ha dichiarato che “tirerà” diritto.

 

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Debora Ranzetti

Pubblicato da Debora Ranzetti

Debora Ranzetti, romana, avvocato ma blogger per passione. Non ha partiti ne tessere, amante delle battaglie impossibili, il cui motto è: “non mi piego, ma a spezzarmi non ci penso nemmeno”. Scrive quello che pensa, senza filtri, ma sempre nel rispetto delle regole. Animalista, ambientalista, inquieta e sempre di corsa, ma pronta a fermarsi se qualcuno è in difficoltà.