Costa Rica e Uruguay hanno raggiunto l’indipendenza Energetica pulita totale e l’Italia?

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rinnovabili

Dall’inizio del 2015 la Costa Rica ha raggiunto l’indipendenza energetica totale, producendo energia senza usare nessun tipo di combustibile fossile. SI! – Energia pulita al 100% – prodotta con centrali idroelettriche utilizzando diverse cascate come quella – bellissima anche turisticamente – del Rio Celeste che da sole stanno generando quasi tutta l’energia elettrica che serve per alimentare il paese. Il resto arriva dall’energia geotermica, solare ed eolica, senza utilizzare un grammo di carbone o di petrolio per tenere aziende e luci accese.

L’Uruguay quest’anno arriverà a produrre il 90% di elettricità rinnovabile e nel 2016, se le previsioni saranno confermate, raggiungerà l’indipendenza totale. Fino a dieci anni fa il paese importava petrolio dal Venezuela, dall’Iran, dal Brasile, dall’Ecuador. Poi, hanno deciso di diventare green. Le ragioni di tale scelte sono comuni a tutto il mondo civilizzato: economia traballante ed inquinamento. Si sono quindi rimboccati le maniche e con la programmazione nel giro di dieci anni nel 2014, sono arrivati a produrre l’84% di energia rinnovabile (dati ufficiali del Ministero dell’Industria, Energia e Miniere). Un incremento che non ha uguali nel mondo in dieci anni.

Da dove arriva questa energia? Dal solare, dall’idroelettrico, dalle biomasse agricole e dal vento. Vi suonano nuove queste parole? No, sono gli stessi mezzi che la natura a messo a disposizione del nostro paese. Ed allora dove sta la differenza? In primis la volontà politica e poi nella programmazione, una parola sconosciuta a tutti i governanti italiani degli ultimi trent’anni.

Ma qualcuno (i soliti politici) obbietterà – stiamo parlando di piccoli paesi – l’Uruguay ha 3.2 milioni di abitanti, la Costa Rica un po di più 4.8 milioni, numeri che se rapportati ad un paese non grandissimo su scala mondiale come l’Italia, fanno sorridere.

Solo Roma arriva a quasi a 3 milioni. Quindi hanno ragione loro? NO, assolutamente no! Ciò non cambia comunque la sostanza del contendere, anzi ne amplifica i contenuti. Se due piccoli paesi, con piccole risorse economiche e sopratutto umane sono riusciti ad arrivare a tanto, ancora di più potrebbe fare una nazione con potenti mezzi a disposizione. Ma si sa, nei grandi paesi, gli interessi economici sono più appetibili e le lobby più potenti. I vari petrolieri, produttori di componenti nucleari e sopratutto coloro che detengono il monopolio dell’energia, sanno bene come indirizzare nella legiferazione i vari governi di qualunque colore siano che si sono succeduti.

Ma nonostante  il boicottaggio delle lobby, il nostro Paese conquista il primo posto nel mondo per il solare. Il contributo ai consumi elettrici nel 2015 è schizzato al 38%. Siamo lontani dall’indipendenza energetica, ma almeno abbiamo evitato di costruire un paio di centrali nucleari, tale è infatti l’apporto in TWh dell’energia prodotta dal solare. Una rivoluzione energetica che cresce dal basso ma viene osteggiata dall’alto, con tagli retroattivi e improvvisi degli incentivi che frenano una crescita ormai forte di oltre 800 mila impianti sparsi in tutto il territorio.

Allora ci dobbiamo rassegnare a subire? Assolutamente no, i dati ci dicono il contrario, ma solo perché – il progresso non si può fermare, lo si può solo rallentare – ed alla fine anche senza alcun merito da parte di una classe politica asservita ai poteri forti, la conversione arriverà anche da noi. Non ci resta quindi che consolarci con un “meglio tardi che mai”.


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