Come ci “spartiamo” la Rai: ecco i nomi dei sette consiglieri del Cda

Come ci “spartiamo” la Rai: ecco i nomi dei sette consiglieri del Cda

TortaLa commissione di vigilanza parlamentare ha eletto senza spargimento di sangue, i sette consiglieri del Cda della Rai di sua competenza.
La torta è golosa, permette il controllo sull’informazione di stato e nessuno vuole farne a meno. Ogni nome, rappresenta una precisa area ed è stato messo li per difendere gli interessi del suo “patron”.

Ed ecco i nomi, sono: Rita Borioni, Arturo Diaconale, Carlo Freccero, Guelfo Guelfi, Giancarlo Mazzuca, Paolo Messa e Franco Siddi.

I parlamentari hanno trovato subito una quadra, le intense trattative degli ultimi giorni sono servite a segnare ognuno i propri confini ed ad assicurarsi una bella fetta della golosa torta. Le trattative non sono comunque finite, continueranno dovendo ancora trovare l’intesa per la nomina del presidente e poi del direttore generale dell’azienda di proprietà del Tesoro. Per quest’ultima carica, Matteo Renzi vuole a tutti i costi Antonio Campo Dall’Orto, renzianissimo uomo di tv, fondatore di Mtv Italia e già amministratore delegato della prima La7. Campo Dall’Orto è già stato nominato da Renzi nel Cda delle Poste.

Ma vediamo chi sono i consiglieri.
Carlo Freccero ex direttore di Raidue, è l’unico competente di TV, vanta lunga esperienza da direttore di rete e responsabile dei palinsesti anche all’estero, soprattutto in Francia. È stato proposto dai 5 stelle e appoggiato da SEL che in commissione ha un solo voto, il deputato Nicola Fratoianni. Freccero, uomo di sinistra, ha polemizzato con il Pd dichiarando: «Io mi aspettavo più che altro che la proposta venisse dalla sinistra Pd». Dal canto suo Pier Luigi Bersani rincara la dose con uno sfogo in cui traspare tutta la sua amarezza sulla mancata candidatura di Carlo Freccero da parte del Pd: “Mannaggia, sono amareggiato, ce lo siamo fatto sfilare da Grillo”. Freccero ha comunque chiarito che non ha nessuna tessera del M5S e rimane indipendente di sinistra.

Tolto Freccero, gli altri sono solo figuranti dei loro mentori.

Forza Italia si è eletto Arturo Diaconale, uomo berlusconiano già direttore dell’Opinone delle libertà. Diaconale essendo presidente del Parco Nazionale del Gran Sasso, lascerà la carica in scadenza, che si “papperà” Renzi con il suo PD.

L’NCD di Alfano ha invece eletto Paolo Messa , editore del sito Formiche.net , già all’ufficio stampa dell’Udc. La sua nomina piace anche a Raffaele Fitto, di cui è stato spindoctor nel 2000 alle regionali pugliesi.
Anche Giancarlo Mazzuca è un nome in quota centrodestra attualmente è il direttore del Giorno. Mazzuca è stato deputato del Pdl nella XVI legislatura, dal 2008.

In casa Pd c’è stata la solita “non convergenza” tra renziani e minoranza DEM. Alla fine come sempre, ha vinto la maggioranza. I DEM avevano proposto il nome di Ferruccio De Bortoli, ex direttore del Corriere: una provocazione. De Bortoli è vissuto dal premier come un vero e proprio nemico. Da direttore del Corriere, denunciò “lo stantio odore di massoneria” che aleggiava attorno al patto del Nazareno, con un chiaro riferimento proprio ai contenuti del patto sulla Rai. Quando poi si è congedato dal Corriere, lo ha fatto con un fondo durissimo sull’inquilino di palazzo Chigi: “Del giovane caudillo Renzi, che dire? Un maleducato di talento. Il Corriere ha appoggiato le sue riforme economiche, utili al Paese, ma ha diffidato fortemente del suo modo di interpretare il potere. Disprezza le istituzioni e mal sopporta le critiche. Personalmente mi auguro che Mattarella non firmi l’Italicum. Una legge sbagliata”. Potevano mai Orfini & C votarlo?

Ed infatti hanno optato per Rita Borioni vicina alla sua area e alla fondazione di Massimo D’Alema, Italianieuropei, che su Twitter si descrive come «portatrice d’acqua con le orecchie. Precaria». Borioni è una professoressa a contratto di Legislazione dei beni culturali all’Università della Calabria. Per anni è stata collaboratrice parlamentare dei Ds e poi era nello staff di Orfini, ai tempi della segreteria Bersani.
Il secondo eletto dal Pd è Franco Siddi ex segretario della Fnsi.

Il terzo infine è Guelfo Guelfi renziano DOC già animatore delle Leopolde, spin doctor dello stesso Renzi e di Enrico Rossi. Guelfi sarebbe dovuto diventare il responsabile della comunicazione della Regione Toscana già nel 2010, nomina poi saltata per ragioni di bilancio.

Insomma come al solito dove ci sono torte da dividere difficilmente i partiti litigano, in un batti baleno hanno fatto le porzioni e diviso da buoni amici, restando ovviamente in attesa del prossimo banchetto.

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