Ci propinano sondaggi “Fake”, ma PD e FI, hanno quelli veri e non vogliono andare a votare: paura?

Da settimane, il movimento 5 stelle è sotto attacco mediatico, Virginia Raggi è solo la punta dell’iceberg, a supporto dell’attacco arrivano sondaggi “fake”, atti a dimostrare le tesi degli attacchi e demoralizzare l’elettorato grillino.

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Tutto questo gran da fare, nei fatti ha funzionato? Pare proprio di no. Questa affermazione è supportata dal comportamento dei big dei partiti che hanno scatenato l’attacco: Renzi e Berlusconi. Nessuno dei due infatti, al momento è intenzionato ad andare a votare e le ragioni di questa scelta sono meno nobili di quello che vorrebbero farci credere.

Ufficialmente dicono che ci vuole una legge elettorale idonea ed uguale per le due camere – cosa peraltro che contraddice platealmente i due, visto che l’Italicum, lo hanno “disegnato” insieme d’amore e d’accordo – la verità invece è, che attualmente con qualsiasi cosa si voti, vincerebbero i 5 stelle. Occorre quindi tempo per cercare di recuperare consensi e studiare una nuova legge, che con qualche alchimia, consenta ai due, se di non vincere, almeno di non fare vincere nemmeno gli altri, consegnando l’Italia all’ingovernabilità.

Silvio Berlusconi quindi non ha alcuna fretta di andare al voto, il Partito Democratico, nonostante il discorso di Renzi all’assemblea nazionale del PD sul Mattarellum, rinvia la discussione sulla riforma sulla legge elettorale a dopo il pronunciamento della Consulta, quindi “sine die”. Ed allora, qual’è il motivo di tanta ambiguità, visto che i sondaggi dei maggiori istituti demoscopici li danno vincenti? Il motivo – almeno per i media – è rigorosamente ‘top secret’ e anche se le notizie trapelano ugualmente, ufficialmente nessun politico di Pd e Forza Italia, ne ammetterà mai l’esistenza.

Esistono infatti i sondaggi riservati, quelli che i media compiacenti, non vedranno mai, che restano rigorosamente nascosti nelle segreterie dei partiti, a disposizione di pochi. Non è un segreto infatti che Berlusconi ad esempio, si affidi solo alla Ghisleri, che di solito ci “azzecca”, mentre Renzi, è corso ai ripari, mettendo sotto contratto Fabrizio Masia e la sua Emg, sondaggista prediletto da Mentana su La7, per il periodo che va dal 19 ottobre scorso al 18 giugno 2017, per la modica cifra di 50.700 euro più Iva. Ed allora,  perché Renzi avrebbe assunto Masia, se non per avere dati riservati?

I due quindi, contando sul fatto che hanno i mezzi – tradotto i soldi – sono in possesso diretto di dati che gli altri non possono avere.

È sono proprio questi dati, “altamente preoccupanti” che hanno fatto fare marcia indietro a Renzi sul voto immediato, che era nelle sue intenzioni, la sera che si è dimesso.

Secondo questi sondaggi infatti, il Movimento 5 Stelle, nonostante la tempesta mediatica scatenata sulla giunta romana di Virginia Raggi, risulta nettamente il primo partito con oltre il 30% dei consensi, a ruota, la Lega di Matteo Salvini, che sulle ali del No al referendum costituzionale, avrebbe surclassato FI e sarebbe oltre il 15%, che sommata ai Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni, supererebbe addirittura il 20%. Di contro, il Pd sarebbe abbondantemente sotto il 30% e FI,  non arriverebbe nemmeno al 10%.

Dati simili peraltro, il 21 scorso, sono stati divulgati dal Fatto Quotidiano , pubblicando i sondaggi di Index Research. Secondo questo istituito, il M5S perde si, il 2%, scendendo al 30,4%, ma rimane saldamente il primo partito, mentre il P D, trascinato dall’effetto referendum e le lotte intestine arrivate fin dentro l’assemblea nazionale, scende al 28,5%.

Ora appare chiaro ed evidente, il perché con molta probabilità si voterà alla scadenza naturale, cioè dopo febbraio del 2108. Infatti è assai improbabile, che nei pochi mesi che restano, i filo governativi, riescano ad invertire la tendenza, anche in considerazione, che tutte le cartucce a loro disposizione sono state sparate e nonostante abbiano colpito il bersaglio – leggasi M5S – non hanno prodotto danni rilevanti.

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