Catalogna. Scaduto l’ultimatum, Puigdemont apre al dialogo. Rajoy: risposta entro giovedì

Continua senza grandi colpi di scena l’infinito duello a distanza tra il presidente catalano Carles Puigdemont, e il premier Mariano Rajoy.

Questa mattina, proprio alla scadenza dell’ultimatum imposto dal governo centrale di Madrid, il presidente della catalogna ha inviato una lettera al premier Rajoy, in cui ha chiesto ufficialmente di aprire tra le parti un canale di dialogo di due mesi, al fine di trovare una via di uscita alla crisi, auspicando anche un incontro a breve tra i due. Puigdemont non ha accennato direttamente in questo suo scritto ad una proclamazione ufficiale di indipendenza della propria regione, lasciando intendere che essa sia ancora formalmente sospesa.

E’ stata inoltre da lui richiesta anche la fine della repressione e delle violenze da parte della polizia verso il suo popolo. Nel suo scritto il presidente ha espressamente affermato che: “la situazione in cui viviamo è di tale importanza che richiede risposte politiche e soluzioni che siano all’altezza” chiarendo inoltre, in merito alla sospensione della dichiarazione di indipendenza, che tale decisione nasce: “ per avanzare una proposta onesta per trovare una soluzione per il rapporto tra lo Stato spagnolo e la Catalogna, rimasto bloccato da molti anni”, e auspicando “l’impegno di ciascuna parte per trovare una soluzione condivisa”.

Tale mossa ha suscitato ancora una volta la perplessità di tutti i sostenitori dell’indipendentismo catalano, ma ha anche sollevato allo stesso tempo dubbi nelle stesse fila del presidente Puigdemont, che già in altre occasioni in questi giorni aveva ritrattato e ammorbidito la sua posizione ufficiale sulla scissione della regione. Nonostante questa ennesima apertura da parte della massima autorità catalana, secca e senza diritto di replica è stata la reazione da parte del Governo Centrale di Madrid, che non ha lasciato alcun minimo spiraglio di dialogo: Mariano Rajoy si è mostrato fortemente contrariato alla decisione di Puigdemont di non esprimersi direttamente sulla questione indipendenza, fornendo un ultimo termine di tre giorni entro il quale il presidente dovrà fornire una risposta chiara sulla questione, pena l’applicazione dell’art.155 della costituzione spagnola, che porterebbe di fatto la regione al commissariamento. Gli ha fatto eco la Vicepremier spagnola Soraya de Santamaria, che ha dichiarato:Non può esserci dialogo al di fuori della legge. Barcellona ha tempo fino a giovedì per esprimersi”.

Nel frattempo, è stata anche avanzata da parte della Procura spagnola la richiesta d’arresto per Josep Lluis Trapero, capo dei Mossos, la polizia della Catalogna, per l’inerzia mostrata dai suoi uomini nei confronti dei manifestanti e di tutti gli indipendentisti recatisi al voto durante il referendum.

La situazione resta molto tesa, Il Governo di Madrid non lascia alcuna via di fuga per Puigdemont: indipendenza o resa?

Giovedì mattina l’ultimo termine. I giorni più lunghi per il presidente catalano, e per tutta la sua regione.

Precedente Salute &Benessere. In vacanza o tutti i giorni: leggere è un toccasana Successivo Il settore delle “Terme italiane” va a gonfie vele: in aumento il giro d’affari