Catalogna indipendente: Giallo sulla sorte del Presidente Puigdemont

Catalogna indipendente: Giallo sulla sorte del Presidente Puigdemont

Sarebbe ancora in Belgio. Smentita notizia del suo rientro. Ma la Procura spagnola vuole il suo arresto.

Il caso Catalogna con tutte le sue vicissitudini continua a tenere tutta l’Europa con il fiato sospeso. Mentre la regione è di fatto commissariata, con tutti i poteri passati di fatto al vice – presidente del governo centrale Soraya Sáenz de Santamaría, continuano anche a rincorrersi le voci sul destino di Carles Puigdemont, fuggito pochi giorni fa a Bruxelles, e rappresentato dall’avvocato Paul Bekaert, noto per aver richiesto negli scorsi anni, senza riuscirvi, il diritto d’asilo a diversi appartenenti all’ETA, l’organizzazione indipendentista bascaLa scelta di Bruxelles anche giuridicamente, è poi ovvia: per la legge nazionale belga non è possibile concedere estradizione automatica per i reati contestati al presidente Catalano, quindi ci dovrà prima essere un passaggio in tribunale per entrare nel merito delle accuse.

Non sono qui per chiedere asilo politico. Sono a Bruxelles, capitale europea, in libertà”parte del governo catalano si è spostata indefinitamente a Bruxelles per portare all’attenzione la crisi catalana nel cuore dell’Europa e la politicizzazione della giustizia spagnola “ le sue prime parole in una conferenza stampa tenutasi martedì nella capitale belga al Press Club Brussels Europe, in cui ha anche precisato che il popolo indipendentista catalano accetterà l’esito delle elezioni del 21 dicembre prossimo, qualsiasi possa essere l’esito. Nel corso del suo discorso ha anche chiarito come la scelta dell’esilio da parte sua e di alcuni suoi ministri sia stata dettata dall’esigenza di evitare la repressione e le violenze messe in atto dal Governo di Madrid contro il loro progetto di autonomia della regione.

L’aggressività dello stato spagnolo contro migliaia di persone, anche anziane, che esercitavano il loro diritto di voto, l’impunità dell’estrema destra e le multe contro i funzionari, ci obbligano ad adottare un piano di lavoro che ha come obiettivo principale quello di evitare la violenza. La pace e il dialogo sono sempre state una priorità catalana” .

Riguardo le incriminazioni rese a carico suo e di alcuni suoi fedelissimi, Puigdemont ha fatto cenno a una chiara “vendetta” nei suoi confronti inseguita dalla Procura generale spagnola. Ha anche precisato, riguardo ad un suo possibile ritorno in Spagna, che : “Se avessi le garanzie immediate di un trattamento giudiziario giusto, da parte di uno Stato neutrale con una netta separazione dei poteri, non avrei nessun dubbio di tornare immediatamente in Catalogna”, come anche riportato dal quotidiano spagnolo El Pais.

Diverse indiscrezioni su un suo immediato ritorno erano rimbalzate nelle ultime ore, rivelandosi tutte non fondate: nella serata di ieri cinque ministri dell’esecutivo catalano avrebbero fatto ritorno in Spagna, per presentarsi domani mattina alla convocazione richiesta da Carmen Lamela, giudice dell’Audencia Nacional di Madrid. Su quell’aereo non vi era anche Puigdemont, come invece asserito inizialmente da alcune voci di fondo. Su tutti loro, compreso l’ex presidente catalano, gravano diverse accuse per sedizione, ribellione, e anche malversazione. Rischiano tutti almeno trent’anni di reclusione. Il procuratore generale Josè Manuel Maza avrebbe anche richiesto il pagamento di una maxi cauzione di sei milioni di euro, come rimborso delle spese pubbliche sostenute per il referendum tenutosi nei primi giorni di Ottobre. Chiesta anche dallo stesso procuratore l’applicazione di misure cautelari per tutti gli accusati.

La scelta di rifugiarsi in Belgio è stata colta con grande disapprovazione da buona parte del popolo secessionista catalano. Tuttavia, in molti hanno sostenuto la decisione dell’ex presidente catalano, mentre in tutti vi è ancora forte la volontà di continuare in ogni modo la lotta affinché venga riconosciuta l’indipendenza della regione, che il Governo di Madrid continua invece a negare, e soffocare.

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