Cassazione: via l’art.18 anche ai dipendenti pubblici

Cassazione: via l’art.18 anche ai dipendenti pubblici

Jobs-act-art-18-renziAppena approvata, la riforma del lavoro ovvero il Jobs act, aveva suscitato diverse criticità e non solo quelle relative alla abolizione dell’art. 18, ma sopratutto sulle implicazioni e ricadute nei diversi settori dell’impiego.

La prima perplessità ha riguardato le fasce di applicazione, che secondo quanto specificato dal governo doveva escludere dal provvedimento i dipendenti pubblici.

Per rassicurare gli statali e smentire i “gufi”, il ministro del Lavoro Giuliano Poletti aveva dichiarato: “Tutta la discussione sulla legge delega è stata fatta sul lavoro privato e quindi non è applicabile al pubblico impiego”. Lo stesso Renzi era intervenuto con ulteriori rassicurazioni: “La questione verrà affrontata nel corso del dibattito sulla riforma della pubblica amministrazione”. Di parere opposto tra le fila del governo era il deputato Pd Pietro Ichino, che aveva ben chiara l’implicazione costituzionale del provvedimento.

Anche noi avevamo detto che non era possibile applicare le nuove regola solo ad una parte di lavoratori, perché sarebbe stato “discriminante” e incostituzionale. A redimere la matassa è intervenuta con una sentenza la Corte di Cassazione che dà ragione ai “gufi” e mette un punto fermo sulla questione.

I giudici hanno affrontato un caso particolare di licenziamento relativo al “Consorzio area sviluppo industriale di Agrigento”, ente di diritto pubblico. Pur dichiarando nullo il provvedimento per vizi procedurali, la corte ha voluto affrontare il tema più ampio dell’articolo 18 per gli statali: “L’inequivocabile tenore” del testo unico del pubblico impiego, dice la sentenza, “prevede l’applicazione anche al pubblico impiego cosiddetto contrattualizzato della legge 300/70 (lo Statuto dei lavoratori) e successive modificazioni”. Quindi, la sentenza sancisce che è “innegabile” che il nuovo testo dello Statuto trovi applicazione anche per gli statali.

I giudici quindi chiariscono che lo Statuto dei lavoratori, così come riformato dalla legge Fornero, si applica anche al pubblico impiego contrattualizzato, cioè ai dipendenti statali e locali esclusi professori, magistrati e militari. E non poteva essere altrimenti, era apparso immediatamente chiaro anche a chi non mastica “Diritto Costituzionale” che non era possibile avere un sistema con due pesi e due misure.

Qualcuno a questo punto si chiederà il perché il governo abbia smentito l’applicazione del Jobs act agli statali. Noi qualche idea in proposito l’abbiamo: “ il governo ha mentito sapendo di mentire”. Ma con Matteo Renzi sarebbe una novità?

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Debora Ranzetti

Pubblicato da Debora Ranzetti

Debora Ranzetti, romana, avvocato ma blogger per passione. Non ha partiti ne tessere, amante delle battaglie impossibili, il cui motto è: “non mi piego, ma a spezzarmi non ci penso nemmeno”. Scrive quello che pensa, senza filtri, ma sempre nel rispetto delle regole. Animalista, ambientalista, inquieta e sempre di corsa, ma pronta a fermarsi se qualcuno è in difficoltà.