Berlusconi condannato a tre anni, ma sarà prescritto


Silvio Berlusconi è stato condannato dal Tribunale di Napoli a tre anni di reclusione per corruzione nel processo per la compravendita dei senatori. Alla stessa pena è stato condannato anche Valter Lavitola coimputato in questo processo.

Niccolò Ghedini, avvocato difensore di Berlusconi subito dopo la sentenza ha dichiarato: “È una sentenza che riteniamo clamorosamente ingiusta e ingiustificata” ed ha sottolineato che il processo si prescriverà il 6 novembre. Praticamente con questa frase, è come se ha avesse fatto il gesto del dito medio agli italiani, in ogni caso si augura che la Corte di Appello assolva Berlusconi nel merito.

I giudici dopo oltre 6 ore di camera di consiglio, hanno accolto le tesi dei pm, ma mitigato le pene richieste che erano di 5 anni per Berlusconi, e 4 anni e 4 mesi per Lavitola. Difficilmente comunque questa sentenza avrà ripercussione sui due condannati, il reato infatti sarà prescritto nell’ottobre del 2015.

Quindi ancora una volta si avrà un Berlusconi condannato ma “graziato”. In molti arricceranno il naso e diranno che è sempre la solita storia. In effetti è così, chi ha soldi e di conseguenza pool di avvocati di un certo livello, anche se colpevole, può comunque contare – come in questo caso – sulla prescrizione ed un bravo avvocato sa come arrivarci.

Ma attenzione a ciò che scriveremo ora: “in questo caso (forse) è un bene”. Inorriditi? Allora vi spieghiamo il perché. Un Berlusconi condannabile, è un politico “ricattabile”.

A breve arriverà al Senato la riforma costituzionale e sappiamo che Renzi non ha i numeri, visto la contrarietà dei 25 DEM a cui questa riforma proprio non va giù. Allora un Berlusconi in procinto di essere arrestato ed è questa la posta in gioco in caso di condanna definitiva, potrebbe essere tentato dalla riproposizione del “Patto dl Nazareno 2.0”, votando di fatto qualunque cosa Renzi gli porti davanti, in cambio di un ammorbidimento delle sentenze.

Fantapolitica?, No! Film già visto e pure più volte. Morale, noi “non amiamo” Berlusconi, ma preferiamo un corruttore prescritto ad un Senato di nominati.

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