Arroganza NATO. Truppe turche in Iraq contro il volere del Governo Iracheno

Arroganza NATO. Truppe turche in Iraq contro il volere del Governo Iracheno

-erdogan-esercitoUn “reggimento meccanizzato turco con carri armati e artiglieria” (da fonti, circa150 soldati e 20 carri armati) è entrati nel nord dell’Iraq , ufficialmente per addestrare i miliziani peshmerga impegnati nella guerra all’ISIS, ma quello che è certo è che la Turchia di Erdogan, membra della NATO, ha agito ancora una volta arrogantemente senza consultare in alcun modo il legittimo governo iracheno.

“Questo schieramento – si legge nel comunicato emesso dal premier iracheno Haider al-Abadi – è considerato una grave violazione della sovranità irachena”, essendo avvenuto: “senza la richiesta o l’autorizzazione dalle autorità federali irachene”.

Va ricordato che già molte volte le autorità irachene avevano denunciato gli sconfinamenti aerei continui in territorio iracheno dei caccia da combattimento turchi, ciò quindi, si confinugura come l’ennesima mancanza di rispetto verso la sovranità irachena. 

I peshmerga curdi, per voce del loro comandante generale Nureddin Herki, hanno comunque confermato che il contingente di militari turchi arrivati nella zona di Mosul fa parte di un programma di addestramento a rotazione e ha solo funzioni di protezione.

C’è da dire che i peshmerga curdi spesso agiscono senza coordinamento con il governo federale di Baghdad, ma tutto ciò non può non apparire in qualche modo sospetto.

Secondo il quotidiano turco Hurriyet, infatti, la Turchia avrebbe invece inviato ben “600 soldati” con l’obiettivo di “stabilire una base nella regione Bashiqa di Mosul”.

Il quotidiano ha spiegato che era stato concluso un accordo, lo scorso mese, tra il presidente del Kurdistan iracheno, Massud Barzani, ed Ankara. Le forze peshmerga, schierate nella zona di Bashiqa, sono leali al presidente Barzani, che storicamente ha stretti rapporti con Ankara.

Un’iniziativa comunque interessante quella turca, se pensiamo al fatto che da quando l’ISIS ha fatto al sua comparsa, il governo di Erdogan non ha dato vita nessuna azione rilevante di contrasto al terrorismo, anzi, come abbiamo più volte raccontato, lo stesso Erdogan e tutta la sua famiglia ed alti funzionari del governo turco sono stati apertamente accusati (con prove alla mano) dal presidente russo Putin e dall’Iran di fare affari d’oro comprando petrolio di contrabbando.

Quello che appare comunque chiaro, è che finchè Erdogan si sentirà protetto dalla NATO, agirà liberamente senza rendere conto a nessuno del suo operato, in spregio alle più elementari norme di relazioni diplomatiche e diritto internazionale.

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