Apertura (del business) della “porta Santa”

Apertura (del business) della “porta Santa”

giubileo“Aperite mihi portas justitiae” ovvero: “Apritemi le porte della giustizia”. Scenico e spettacolare l’inizio della cerimonia per le celebrazioni del Giubileo e non poteva essere altrimenti. L’enorme fiume di denaro che scorre parallelo alla “manifestazione” lo esige.

Non me ne vogliano i fedeli più sfegatati, qui non stiamo a parlare di fede, che è soggettiva e merita rispetto sia per chi è credente, ma anche per chi non lo è.
In questo articolo stiamo solo analizzando il risvolto economico della vicenda che fa “terribilmente” da contro altare – parlando di chiese è il termine più appropriato – alla povertà imperante che la chiesa con tanta enfasi nelle parole, ma con scarsissima pratica, dice di contrastare.

Ma torniamo all’evento. Le due grandi ed imponenti ante di bronzo si spalancano e la Porta viene attraversata dal Papa e successivamente dai cardinali,vescovi, religiosi e laici tra cui il capo dello Stato Sergio Mattarella con la figlia Laura, il premier Matteo Renzi e il ministro dell’Interno Angelino Alfano. Una passerella di “potenti” che nulla ha a che vedere con il “life motive” della manifestazione: la “Misericordia”. Non c’è nulla di misericordioso nell’ostentare potere e ricchezza.

Questo Giubileo straordinario indetto da Papa Francesco è il terzo dall’inizio del ’900, ed è stato presentato come un’accelerazione pastorale verso la “misericordia” con lo slogan dello stesso pontefice con un – i tempi cambiano – tweet: “Che il Giubileo della Misericordia porti a tutti la bontà e la tenerezza di Dio”.

Belle parole, piene di “effetto” ma che stridono con l’opulenza e la ricchezza (d’oro materiale) di chi le pronuncia. È solo un “business”, niente altro che un Business, l’otto x mille, le donazioni e quant’altro che arrivano alla chiesa, non vanno – se non in parte – ai poveri di cui la chiesa si erge a protettrice, una grande massa di denaro, va invece ad ingrassare la “banca Vaticana” una delle più antiche, potenti ed economicamente influenti del mondo intero, con dietro tutte le “torbide” vicende di cronaca giudiziaria degli ultimi anni che si porta dietro.

A confermare le nostre parole, c’è il sequestro operato ieri dalla guardia di Finanza di oltre mezzo milione di prodotti “religiosi” per turisti e pellegrini, perché trovati “con marchi falsi e prodotti al di fuori delle norme di sicurezza italiane ed europee”. Capite? Marchi falsi, su santi e rosari: qualcuno mi spieghi, cos’è un rosario falso o un statuetta di un santo falsa. Chiaro? anche l’indotto è controllato, nulla, neanche il più piccolo particolare sfugge alla macchina organizzativa del business.

Ecco queste sono le cose che inevitabilmente confermano – e se qualcuno ne è capace, le contesti – le nostre conclusioni e per chi ci crede: “che Dio abbia misericordia di loro”!

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Debora Ranzetti

Pubblicato da Debora Ranzetti

Debora Ranzetti, romana, avvocato ma blogger per passione. Non ha partiti ne tessere, amante delle battaglie impossibili, il cui motto è: “non mi piego, ma a spezzarmi non ci penso nemmeno”. Scrive quello che pensa, senza filtri, ma sempre nel rispetto delle regole. Animalista, ambientalista, inquieta e sempre di corsa, ma pronta a fermarsi se qualcuno è in difficoltà.